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Restituzione tasse, forse saranno solo 25 le aziende “sfortunate”

Bisognerà dimostrare effettivamente di aver subito un danno dal terremoto

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Restituzione tasse, forse saranno solo 25 le aziende “sfortunate”

David Sassoli

L'AQUILA. Potrebbe scendere da 115 a 25 il numero di aziende aquilane che rischiano di dover restituire al governo italiano per conto dell'Unione Europea le tasse sospese nei primi mesi dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

È il dato emerso dal vertice in Regione Abruzzo con gli europarlamentari del Partito Democratico David Sassoli e Massimo Paolucci che si stanno occupando della questione, per i quali la vicenda, sul tappeto da anni, si avvia a conclusione. I due europarlamentari si sono incontrati all'Aquila con il vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, e rappresentanti sindacali e delle associazioni di categoria.

 Una legge dello Stato ha fissato la restituzione in dieci anni e con abbattimento fino al 40%, ma le istituzioni comunitarie identificano la sospensione come un aiuto di Stato e da anni stanno pressando per una restituzione tutta e subito.

Interpretazioni della norma e ricorsi hanno portato un progressivo restringimento dalle 7 mila partite Iva iniziali alle 115 sole aziende che avevano superato la soglia "de minimis" di 200 mila euro, fino alle 25 annunciate oggi che superano anche quota 500 mila.

Si lavora affinchè si possa ridurre al massimo il numero di aziende che saranno poi costrette effettivamente a restituire il beneficio ottenuto grazie al governo Berlusconi. La questione non è di poco conto perché essere costretti a restituire i soldi potrebbe avere ripercussioni non facilmente arginabili per gli imprenditori già in difficoltà per la crisi economica e la difficile ricostruzione.

«È un dato accettato da tutti, ed è questa la buona notizia, che non stiamo più parlando della soglia dei 200 mila euro, ma di 500 mila - ha spiegato Sassoli - E, dunque, non di circa 120 aziende, ma di 25. È stato confermato anche questa mattina a Roma, lo diamo come risultato assodato. Era già nell'aria, che il tetto fosse quello. Le regole dell'epoca dicevano 500 mila, e a questo va aggiunta la condizione straordinaria del terremoto».

«E anche per queste aziende si troverà la soluzione, sarà facile dimostrare il danno subito, la legittimità delle agevolazioni. Sono infatti tutte grandi aziende, nella condizione di collaborare per dimostrare i danni subiti», ha aggiunto.

«Tutte le aziende hanno subito danni dal terremoto e ci sono le condizioni perché tutte escano da questa vicenda. Abbiamo trovato una grande disponibilità da parte della Commissione europea, nello stesso tempo mi sembra che la situazione sia ben incardinata, questa mattina a Roma si è svolta in contemporanea una riunione tecnica - ha detto ancora - In questo momento ci vuole la massima collaborazione. A differenza di altre vicende che sto seguendo, questa è molto ben incardinata a Bruxelles e a palazzo Chigi, è questa la cosa più importante per non fare la figura degli italiani in gita». L'europarlamentare dem ha poi snocciolato il «percorso tecnico: a ottobre uscirà un nuovo documento da parte della Commissione che citerà le violazioni che, a loro avviso, sono state commesse.

«Innegabile che i governi precedenti si siano comportati con grande leggerezza - ha attaccato - però nello stesso tempo stiamo parlando di una zona colpita dal terremoto, con tutte le conseguenze che le aziende hanno subito - ha spiegato ancora Sassoli per il quale - è il caso di sottolineare che la Commissione non ha avviato alcuna procedura verso le singole aziende».