Profughi a Pescara lavoreranno come volontari. «Affare da 13 mln senza trasparenza»

Intesa firmata in Prefettura. Nel Pescarese ospitati in 350

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Profughi a Pescara lavoreranno come volontari. «Affare da 13 mln senza trasparenza»

PESCARA. Mancano i soldi per la manutenzione di strade e verde pubblico? Niente paura arrivano i profughi che svolgeranno lavori socialmente utili.

L’idea di impiegare i migranti accolti nella provincia di Pescara come volontari, in lavori utili per la collettività, offrendo loro una serie di servizi, a partire da un corso di lingua italiana è stata concretizzata oggi con la firma di un protocollo d'intesa siglato tra Prefettura, Comune, Caritas e cooperativa Eta Beta.

Verrà dunque replicata anche a Pescara l'iniziativa già sperimentata in altre zone d'Italia. Alla firma, in Prefettura, hanno preso parte, tra gli altri, il Prefetto, Vincenzo D'Antuono, il sindaco, Marco Alessandrini, il delegato Caritas Abruzzo-Molise, don Marco Pagniello, ed il presidente di Eta Beta, Daniele Fabbrizi.

Nel Pescarese, secondo i dati di Palazzo del Governo, sono 353 i migranti attualmente presenti nelle diverse zone del territorio, tra Pescara, Montesilvano, Città Sant'Angelo, Penne e Caramanico Terme. I migranti che decideranno di firmare il contratto di volontariato, in base alle proprie competenze, effettueranno lavori utili alla collettività, come, ad esempio, piccola manutenzione o attività nelle scuole, nei musei e nei parchi.

Spetta al Comune di Pescara, in sinergia con le associazioni e le organizzazioni di volontariato, il compito di individuare i servizi che potranno essere svolti dai cittadini stranieri.

«È un'iniziativa che rientra nel programma del Governo e del ministero dell'Interno per aiutare la crescita della nostra comunità e per far sì che le persone e i nuovi cittadini arrivati - spiega il Prefetto - riescano a capire ancora meglio in che contesto hanno scelto di vivere e cosa possono fare anche loro per migliorare la convivenza».

«Il senso di questo protocollo è quello di affrontare un problema che troppo spesso viene strumentalizzato - afferma il sindaco Alessandrini - siamo consapevoli che l'Europa del 2015 complessivamente deve far fronte a questo tema e i sistemi territoriali si attrezzano per fornire risposte che vadano nel senso dell'integrazione. Per poter dialogare con chi arriva dalle nostre parti, talvolta per scelta talvolta no, l'idea è quella di farli rendere utili nella comunità che li ospita».

 Dal canto suo, Don Marco Pagniello sottolinea che si tratta di «un'ottima possibilità di integrazione, perché si può promuovere l'integrazione solo attraverso l'incontro tra migranti e cittadini».

 FORZA ITALIA CONTRO LA MANCATA TRASPARENZA DELLA PREFETTURA

Da settimane Forza Italia si scaglia contro la latitanza della prefettura in tema di comunicazione e trasparenza. Pochi gli atti pubblicati sugli appalti e la gestione degli immigrati.

«I sindaci di Pescara e Città Sant’Angelo, Alessandrini e Florindi», dice Sospiri, «sanno tutto, sanno quanti presunti profughi arriveranno nelle nostre città, sanno dove verranno sistemati, al prezzo di 35 euro per ciascun immigrato, sanno chi sono, ma hanno volutamente scelto di non dirlo alla popolazione, costretta a subire tali arrivi, a due passi dalle proprie case, senza avere voce in capitolo. Il primo, Alessandrini, addirittura li impiegherà ora per i lavori pubblici sulla città, ovvero per colmare le lacune operative della sua amministrazione in quei servizi che dovrebbe già garantire, dopo aver aumentato al massimo le tasse ai cittadini per i prossimi dieci anni; il secondo ha aspettato di essere smascherato dai cittadini e dai consiglieri d’opposizione per poi svelare di essere informato di tutto. Ora anche Forza Italia vuole chiarezza: a fronte della Prefettura che continua a non pubblicare gli esiti dell’ultimo bando sull’accoglienza scaduto lo scorso 21 agosto, pretendiamo che i sindaci rivelino i dettagli dell’emergenza immigrati pubblicamente a tutti i cittadini. In caso contrario siamo pronti a organizzare una mobilitazione generale senza precedenti sui nostri territori».

Dunque tutti sanno quanti sono gli ulteriori presunti profughi in arrivo a Pescara ma per ora le direttive sono chiare.

Rimane sul tavolo un affare da 13 mln di euro gestito senza trasparenza.

PROFUGHI PROTOCOLLO D'INTESA COMUNE PREFETTURA PESCARA