LA PROTESTA

Terna, sit- in di protesta a Chieti. Comitati ci provano ancora: «fermare tutto»

«Prescrizioni non superate, bisogna intervenire»

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Terna, sit- in di protesta a Chieti. Comitati ci provano ancora: «fermare tutto»

CHIETI. Sit-in a Chieti davanti alla Prefettura per dire no al progetto dell’elettrodotto Terna.

Protagonisti della lunga maratona, andata avanti per tutta la notte, è il Comitato Spontaneo coordinamento no elettrodotto. I manifestanti hanno chiesto di essere ricevuti dal Prefetto per sapere con certezza le nuove procedure di immissione in possesso da parte della società che realizza l’opera.

Di risposte chiare però non ne sono arrivate e loro non si sono mossi da lì.

L’ennesima giornata di protesta è nata dopo la scoperta di un documento del 9 settembre scorso in cui si certifica che due prescrizioni inerenti problemi geologici non sono state superate. In 20 pagine la Regione ha messo nero su bianco una serie di mancanze che riguardano i piloni in costruzione.

«È assurdo che dopo tutte le varie denunce fatte non si intervenga», dicono dal comitato.

Intanto ieri il Prefetto Antonio Corona ha accolto i manifestanti ma si è dichiarato incompetente.

L’incontro era nato tra l’ottimismo generale in quanto il prefetto ha accolto gli esponenti del comitato e gli amministratori pubblici contrari all’opera pur non essendo ieri il giorno di ricevimento.

Ma poi la doccia fredda:  le risposte che forse i cittadini e gli esponenti delle istituzioni di aspettavano non ci sono state e l’incontro non ha avuto effetti sperati.

Il prefetto ha ricordato che c’è una inchiesta in corso ed è la magistratura a dover dire se ci sono irregolarità. Delusione anche tra i politici presenti che hanno sottolineato quanto riferito dai tecnici comunali, ovvero una serie di irregolarità.

«Ci proveremo con tutte le nostre forze a contrastare l’opera  anche se sul nostro territorio la Terna ha già realizzato quasi tutti i piloni dell’elettrodotto ma è giusto condividere questa battaglia con i cittadini», ha detto al microfono del Tg8 il sindaco di Castel Frentano, Gabriele D’Angelo.

 E ieri i comitati hanno commentato anche l’ultima trovata della Terna, ovvero quella di denunciare i cittadini che nei mesi scorsi si sono opposti alle immissioni.

Due giorni fa a Lanciano si è presentata l’avvocato Giulia Bongiorno che, per conto della società costruttrice dell’opera contestata, ha depositato una «corposa denuncia».

«Noi non ci facciamo intimidire», hanno assicurato ieri mattina i comitati presenti.

«Quello di Terna», ha assicurato Alessandro lanci di Nuovo Senso Civico, «è un tentativo destinato a fallire. Noi abbiamo  fiducia nei confronti di Procura, Polizia giudiziaria e giudici del Tribunale di Lanciano».

LA PROTESTA VA AVANTI AD OLTRANZA

«L’incontro con il prefetto non ha dato i risultati sperati lasciando inalterate tutte le serie preoccupazioni dei manifestanti. Dopo aver illustrato tutte le criticità ed incongruenze del progetto stesso comprese le irregolarità nelle procedure autorizzative, le omissioni di controllo e verifiche e le pericolose conflittualità verificatesi durante le discutibili modalità di immissione in possesso ed esproprio dei terreni da parte dei funzionari Terna, sono stati richiesti all’Autorità di Governo chiarimenti e soprattutto garanzie in previsione dei prossimi espropri in programma il 22 e 29 settembre per evitare che possano ripetersi prepotenze e aggressività come in precedenza».

Chiarimenti e garanzie che non sono arrivati e pertanto si è deciso di mantenere un presidio permanente finchè non saranno presi impegni precisi.

Una ventina di manifestanti si sono alternati questa notte sotto i Portici della Prefettura di Chieti. «L’atteggiamento intimidatorio di Terna per scoraggiare la protesta si sta sviluppando su più fronti», dicono i manifestanti.

«Oltre che nelle modalità di immissione in possesso dei terreni per le quali sono state presentate apposite querele, anche attraverso la recente apparizione alla Procura di Lanciano dell’avvocato Giulia Bongiorno per depositare alcune denunce e dettare pubblicamente norme di comportamento che non spettano certo ai legali di parte ma semmai, come richiesto dal Coordinamento, proprio alle Autorità competenti che devono anche garantire il pacifico svolgimento delle operazioni e i diritti di tutti. Infine è notizia di questi giorni che i compensi promessi per gli espropri sono passati dalle ridicole cifre iniziali a somme molto ingenti.

Sono tutti atteggiamenti basati sulla forza che ci fanno pensare al contrario ad una debolezza di fondo di Terna che sta cercando ogni strada per raggiungere un obiettivo osteggiato dalle Comunità locali. Se fosse stato tutto in regola fin dall’inizio non ci sarebbero state tutte le evidenti difficoltà che possiamo osservare da parte della società e non ci sarebbe stata ad esempio la denuncia presentata dal Comune di Lanciano per abuso edilizio».