LA SENTENZA

Danno erariale, ex sindaco Pescasseroli assolto in appello

Era stato condannato a versare 70 mila euro al suo Comune

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Danno erariale, ex sindaco Pescasseroli assolto in appello

PESCASSEROLI. Nel dicembre 2013 aveva fatto scalpore la notizia della severa condanna comminata dalla Corte dei Conti Abruzzo a carico dell’ex sindaco di Pescasseroli, Nunzio Finamore, che era stato condannato a risarcire al suo Comune 70 mila euro.

 Una cifra elevata   a seguito della nomina del segretario comunale Antonella Marra quale direttore Generale, a seguito di una denuncia di un privato che lamentava la violazione dell’art. 108 decreto legislativo 18 agosto 2000, numero 267 (Testo Unico Enti Locali).

La legge  pur prevedendo la figura di direttore generale per enti con numero di abitanti inferiore a 15.000, come è quello di Pescasseroli (2.300 circa) presuppone, comunque, che la funzione possa essere attribuita esclusivamente al segretario comunale tramite un atto del sindaco che «necessariamente esponga i maggiori compiti attribuiti che giustifichino l’aggravio di spesa che l’Ente deve sostenere».

I Giudici di primo grado avevano ritenuto l’atto di assegnazione delle funzioni di direttore generale alla  Marra generico e non motivato, e aveva parlato di palese “sovrapposizione” delle funzioni di segretario comunale e di direttore generale.

La Corte dei Conti Centrale – prima Sezione di Appello – ha invece  accolto l’atto di appello proposto dall’avvocato Herbert Simone di Avezzano, e con la sentenza numero 490 del 17 settembre ha ritenuto che il decreto del sindaco Finamore che attribuiva l’incarico aggiuntivo di city manager a Marra era sintetico ma ben motivato.

I giudici hanno affermato inoltre che non esiste alcuna sovrapposizione tra le funzioni del segretario comunale e quelle del direttore generale; che la normativa vigente del Testo Unico Enti Locali è stata rispettata, e che Marra si è occupata nel migliore dei modi di «problematiche eccezionali e complesse attinenti alla realtà peculiare del Comune e non presenti negli altri Comuni limitrofi nei quali, comunque, si era proceduto a nominare il direttore generale».

Tra questi i problemi legati agli impianti scioviari con la costituzione di una società in house di proprietà interamente comunale dopo il fallimento della società che per anni aveva gestito gli impianti di risalita, la procedura di infrazione per il Depuratore e per la gestione del Servizio Idrico Integrato, e il notevole afflusso di turisti nel capoluogo del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.

Tutte questioni che, spiegano i giudici, «giustificano nella sostanza la nomina e la permanenza del direttore generale preposto ad affrontare e rendere più fluida la risoluzione di questioni che sicuramente esulavano dall’attività amministrativa ordinaria e suggerivano dunque l’opportunità del conferimento dell’incarico di direttore generale al segretario comunale, come del resto era già avvenuto nei precedenti anni».