LA SENTENZA

Cantagallo assolto da induzione alla falsa testimonianza

Era accusato di avere condizionato ex consigliere comunale Fria

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Enzo Cantagallo

Enzo Cantagallo

PESCARA. Il giudice del tribunale monocratico di Pescara, Francesco Marino, ha assolto «perché il fatto non sussiste» l'ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo, rinviato a giudizio per induzione alla falsa testimonianza.

Cantagallo era accusato di aver condizionato l'ex consigliere comunale della lista Insieme per Montesilvano tra il 2004 e il 2006 Gregorio Fria, il quale aveva reso dichiarazioni contrastanti nell'ambito dell'inchiesta su presunte assunzioni 'sospette' all'Azienda speciale per i servizi sociali 'ex Deborah Ferrigno'.

A carico dell'ex sindaco c'erano una serie di tabulati telefonici, risalenti al febbraio e al marzo del 2011, che attestavano dei contatti avvenuti tra Cantagallo e Fria a ridosso delle udienze.

Secondo la procura le chiamate di Cantagallo a Fria  il 17 febbraio 2011, giorno prima della prima udienza, il 25 e il 28 a ridosso della testimonianza di Fria fissata al successivo 4 marzo, indicavano la presunta volontà dell'ex sindaco di condizionare il testimone dell'accusa.

Interrogato 2 volte dalla polizia Fria ha accusato Cantagallo e l’ex direttore dell’Azienda speciale Gianluca Di Blasio di aver costretto una dipendente a rinunciare a un posto fisso vinto a un concorso per favorirne un’altra: «Cantagallo nell’occasione mi disse che dovevo assolutamente dargli una mano in tal senso (cioè convincere una dipendente a rinunciare all’assunzione, ndr) perché si doveva agevolare una persona di loro conoscenza che da lì a due anni doveva andare in pensione. Lo stesso ebbe a dirmi che, in ogni caso, anche se lei non avesse rifiutato, avrebbe trovato il modo poi di farla licenziare».

In aula Fria ritrattò l’accusa: «O mi sono espresso male o non sono stato capito dai poliziotti. Prima di firmare non ho riletto il verbale e nessuno me lo ha letto a voce alta. Siccome avevo voglia di fumare, sono andato al bar della questura a bere un caffè con i due investigatori che hanno raccolto la mia deposizione».