LA DENUNCIA

Banche. Bcc Cappelle sul Tavo, scatta il ricorso per disarcionare il cda

Sul caso aperta anche una inchiesta penale

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Banche. Bcc Cappelle sul Tavo, scatta il ricorso per disarcionare il cda

Michele Borgia

L’AQUILA. E’ stato depositato presso il Tribunale delle Imprese de L’Aquila il ricorso per annullare l’assemblea della Bcc Cappelle sul Tavo.

Obiettivo del ricorso, spiega uno dei soci, Giovanni Pagliaroli,  è quello di «tutelare i soci della banca che si vedono “guidati” da un cda illegittimo, con la conseguenza che tutti gli atti adottati ed in corso di adozione siano privi di validità».

Sul caso è aperta anche un’inchiesta giudiziaria, che vede indagato Samuele Michele Borgia dopo la contestatissima riconferma (la terza) alla presidenza, ma anche un esposto alla Banca d’Italia, e al ministero dell’Economia.

L’inchiesta penale, coordinata dal sostituto procuratore di Pescara Barbara del Bono, dovrà certificare la regolarità delle votazioni seguite all’assemblea dei soci del 27 aprile scorso, quando Borgia riuscì a spuntarla per circa 140 voti, contro tutte le previsioni della vigilia, sullo sfidante Falconio.

Nel ricorso per la sospensione di ogni efficacia della Delibera Assembleare è stata chiesta la nomina del Curatore Speciale (che assuma tutti i poteri - doveri dell'organo esecutivo e di governo) con immediata estromissione del Consiglio di Amministrazione attualmente in carica ed «illegittimamente collocato».

Si legge nel ricorso: «Valga al riguardo della fondatezza giusta il dato oggettivo della avvenuta elezione di una lista ineleggibile - per la presenza al suo interno di soggetto radicalmente privo di elettorato passivo ( il Sig. Domenico Galizia) con la necessitata conseguenza che l'intero soggetto votato ha carattere di mera apparenza nelle funzioni di governance e, dunque, attualmente e giorno per giorno emette atti nulli, ma con essi dispone di ingenti somme all'esterno dell'Istituto così come contrae obbligazioni con terzi, esponendo contemporaneamente sia il primo sia i terzi sia, soprattutto i Soci della BCCA, a pesanti esposizioni patrimoniali illegittime e ad una irreversibile perdita di accreditamento della BCCA sul mercato e nei confronti del contesto bancario in genere».

Infine i Soci nel ricorso chiedono anche le singole condanne, il risarcimento dei danni ed eventuali sequestri «sui beni personali dei convenuti al fine di garantire il ristoro». Insomma la battaglia continua a suon di carte bollate, adesso i Soci della Banca si pongono numerose domande non solo sul presente ma anche sul futuro dell’Istituto che deve correre ai ripari in un momento delicato per l’economia non solo locale.

 «PRECISA CAMPAGNA PER CREARE ALLARMISMO»

Adriano Giacintucci, direttore della Bcc Abruzzese di Cappelle sul Tavo commenta: «sono estremamente sorpreso dall'apprendere di questa iniziativa che ritengo assolutamente infondata giacché il mio impegno, in qualità di Direttore e Segretario dell'Assemblea, è stato esclusivamente quello di garantire, in maniera indipendente, lo svolgimento ordinato e regolare dei lavori che si sono svolti con assoluta trasparenza, alla presenza di tutti i candidati, dei numerosi soci, dei colleghi ed esponenti degli organismi di Categoria. Ove, pertanto, la notizia fosse confermata, non mancherò di tutelarmi in tutte le sedi  più opportune».

 Michele Borgia, presidente della Bcc Abruzzese di Cappelle sul Tavo continua: «L'atto di citazione fa parte di una precisa campagna finalizzata a creare un clima di preoccupazione, soprattutto in sede istituzionale, pubblicizzando le iniziative giuridiche: numerose, coordinate e strumentali rispetto allo scopo di sovvertire un risultato sancito dalla maggioranza dei soci della Bcc Abruzzese Cappelle sul Tavo. Fa parte di una strategia che, probabilmente, neppure i politici della prima repubblica avrebbero messo in atto. Passando al contenuto, le richieste avanzate al Tribunale delle Imprese dell'Aquila sono prive di fondamento giuridico oltre che sostanziale. L'atto proposto è imbastito ad arte in modo da confondere le idee a chiunque sia chiamato a leggerlo, essendo privo dei presupposti fissati dalle leggi e dallo statuto della banca».