LA MANNAIA

Il governo Renzi taglia le prefetture: chiudono a Chieti e Teramo

Il taglio riguarda 23 uffici locali del governo. Sindacati: «nel momento di massima emergenza, lo Stato arretra»

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Il governo Renzi taglia le prefetture: chiudono a Chieti e Teramo

ABRUZZO. Ben 23 prefetture scompariranno dalla geografia del territorio italiano.  Il provvedimento è contenuto in uno schema di decreto che riorganizza il ministero dell'Interno e che è stato inviato ai sindacati. Le prefetture diventeranno così - è previsto nel provvedimento - 80, rispetto alle attuali 103.

Studi sulla spending review stimano in un milione di euro il risparmio per ogni prefettura soppressa. I tagli riguarderanno anche le questure ed i comandi dei vigili del fuoco delle sedi interessate.

LA TEGOLA E LA MANNAIA

La tagliola scatterà sulle seguenti sedi: Teramo (accorpata a L'Aquila), Chieti (accorpata a Pescara), Vibo Valentia (accorpata a Catanzaro), Benevento (Avellino), Piacenza (Parma), Pordenone (Udine), Rieti (Viterbo), Savona (Imperia), Sondrio (Bergamo), Lecco (Como), Cremona (Mantova), Lodi (Pavia), Fermo (Ascoli Piceno), Isernia (Campobasso), Asti (Alessandria), Verbano-Cusio-Ossola (Novara), Biella (Vercelli), Oristano (nuoro), Enna (Caltanissetta), Massa-Carrara (Lucca), Prato (Pistoia), Rovigo (Padova), Belluno (Treviso). Il decreto mantiene i cinque Dipartimenti in cui è organizzato il ministero: Affari interni e territoriali; Pubblica sicurezza; Libertà civili ed immigrazione; Vigili del fuoco, soccorso pubblico e difesa civile; Amministrazione generale, politiche del personale.

Forti critiche arrivano da Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa: «in un momento di massima emergenza in materia di gestione dell’immigrazione e della sicurezza, il governo pensa di chiudere 23 Prefetture. Un arretramento inaccettabile dello Stato dal territorio, che rischia di lasciare nel caos cittadini e lavoratori».

 «A dispetto degli annunci», continuano i sindacati, «nei fatti questo governo adotta misure di vero e proprio ridimensionamento dei presidi di legalità e sicurezza sul territorio. Disinteressandosi completamente dei lavoratori delle Prefetture, dei quali nello schema di Dpr non si parla minimamente, ma soprattutto dei cittadini e delle comunità locali, che saranno lasciati più soli». 

«Risponderemo con forza. La riorganizzazione dei servizi sul territorio non si fa smantellando lo Stato e lasciando nell’incertezza il personale che serve a garantire coesione sociale, integrazione e convivenza civile. Per questo martedì 22 settembre faremo assemblee in contemporanea in tutte e 23 le Prefetture a rischio chiusura, invitando parlamentari e politici locali e sensibilizzando organi di informazione, opinione pubblica e cittadini».

DI PRIMIO SCRIVE AL SUO MINISTRO

Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio (Ncd) ha scritto al ministro dell'Interno Angelino Alfano chiedendogli di rivedere il regolamento di riorganizzazione del Ministero dell'Interno che nel prevedere la riorganizzazione periferica, porterebbe Chieti a perdere la sede della Prefettura, la Questura ed il Comando dei Vigili del Fuoco. «E' del tutto evidente che io, da sindaco, non posso assolutamente condividere questa impostazione e, pertanto. ti chiedo di rivedere detta decisione - scrive Di Primio. Ti chiedo un urgente incontro così da poterti rappresentare le motivazioni a sostegno delle mie osservazioni».

«Il territorio della Provincia di Chieti non può essere privato di dette strutture - aggiunge Di Primio. Ove ciò non dovesse verificarsi, porrò in essere tutte le azioni necessarie per difendere la Città e, mio malgrado, mi vedrò costretto ad effettuare una seria ed approfondita riflessione sulla mia attuale posizione politica».

DI STEFANO (FI): «ABRUZZO REGIONE PIÙ PENALIZZATA»

«L'Abruzzo è in assoluto la Regione più penalizzata d'Italia. Si tratta di spiegare il perché, su 23 ipotetici accorpamenti, il 10% viene fatto in Abruzzo. E perché l'Abruzzo è l'unica Regione che prevede un taglio del 50%. A fronte poi di risibili risparmi economici», commenta il deputato di Fi Fabrizio Di Stefano.

«Ancora una volta - aggiunge - il Governo prende misure contro la Provincia di Chieti e la nostra rappresentanza politica di maggioranza è assolutamente nulla. Dove sono le nostre rappresentanze parlamentari di maggioranza? Con che criterio si taglia la Prefettura della Provincia più grande d'Abruzzo? Anche il NCD, a questo punto, deve sciogliere il nodo, se in forza di Governo o di opposizione. Perché sappiamo tutti chi c'è a guidare il Ministero degli Interni. Non si tratta di fare una campagna di campanile tra Chieti e Pescara o tra L'Aquila e Teramo, anche se, come diceva Andreotti, 'a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si indovina'», conclude il parlamentare.