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Edilizia: Di Matteo lancia fondo regionale etico

Si recupera patrimonio pubblico ma anche invenduto privato

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Edilizia: Di Matteo lancia fondo regionale etico

Donato Di Matteo

ABRUZZO.  Ottanta alloggi nei cinque fabbricati di edilizia popolare siti in via Rigopiano 88, a Pescara, saranno totalmente restaurati.

Lo ha reso noto l'assessore al ramo, Donato Di Matteo, che questa mattina ha presentato «l'innovativo progetto» con l'architetto curatore dell'intervento, Giorgio Caizzi, e con la direttrice dell'Ater di Pescara, Giuseppina Di Tella.

«Un progetto pilota in un quartiere ove è ben nota la condizione di particolare degrado», spiega Di Matteo, che ha lanciato l'dea di un Fondo regionale etico, con il quale sostenere finanziariamente il più vasto sistema di housing sociale di qualità.

«Noi»   chiarisce l'assessore, «abbiamo in mente un progetto unitario e di ampio respiro che va nella direzione di costruire un percorso che porti al recupero e alla riqualificazione del nostro patrimonio di edilizia pubblica e delle professionalità e competenze che le Ater sanno esprimere».

Un fondo che nella progettualità dell'assessorato servirà a sostenere il comparto edile in difficoltà, anche recuperando edifici non venduti dai privati. Di Matteo ha aggiunto di aver pubblicato un bando con validità fino ad ottobre, attraverso il quale reperire la manifestazione di intesse intorno a progetti innovativi e di qualità, da finanziare con la Cassa depositi e prestiti. Il progetto pilota di via Rigopiano 88, la cui struttura originaria fu ultimata nel 1958, oltre alle condizioni di degrado in cui versa, non risulta a norma con nessuna delle tre prescrizioni minime sull'abbattimento delle barriere architettoniche. Il progetto elaborato non prevede la demolizione dei fabbricati ma una organizzazione per lotti funzionali successivi, distribuiti su più annualità.

Quindi si procederà, nella stessa area del complesso edilizio, alla costruzione di alloggi temporanei atti a consentire la rotazione degli utenti durante le progressive fasi di lavoro. Ciò minimizza i costi di trasloco e assicura il non allontanamento degli abitanti dal quartiere. L'intervento prevede, inoltre, la realizzazione di appositi corpi scala ed ascensori posti all'esterno degli edifici, e collegamenti tramite strutture leggere a ballatoio, per consentire l'accessibilità agli alloggi superiori ed eliminare le barriere architettoniche. L'intervento finanziario previsto è di 7 milioni di euro.