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Dragaggio Ortona, che fine fanno i fanghi?

I dubbi del consigliere di Forza Italia Tommaso Cieri

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Dragaggio Ortona, che fine fanno i fanghi?


 

 

ORTONA. Il 1° settembre è stato pubblicato il bando per l’affidamento dei lavori di dragaggio del porto di Ortona.

Il 27 ottobre scadrà il termine per la presentazione delle offerte. Scettico Tommaso Cieri, consigliere comunale di Forza Italia a Ortona che sostiene che per effettuare 7.500.000 di euro di escavazione dei fondali del porto è necessario realizzare una vasca cosiddetta “di colmata” dove mettere circa 60.000 metri cubi di fanghi di categoria b2.

«Questa vasca», sottolinea Cieri, «dovrà essere realizzata prima dell’inizio dell’escavazione che, in teoria, potrebbero iniziare già nei primi mesi del 2016 se l’affidamento dei lavori si effettuasse, come si deve pena la perdita del finanziamento, entro il 31 dicembre prossimo. In ipotesi diversa, i fanghi devono essere smaltiti in discarica e il costo si aggira sui 4.000.000 di euro di euro e quindi l’escavazione si ridurrebbe a fondi per 3.500.000 di euro, e non si può raggiungere la anelata quota di meno 10 metri dei fondali. Inoltre tale vasca si dovrebbe realizzare dov’è in corso una richiesta di concessione demaniale da parte di una società privata che deve realizzare un deposito di gpl da 25.000 metri cubi».

Ma Cieri contesta anche il fatto che D’Ottavio e D’Alessandro abbiano annunciato  la pubblicazione del bando di gara «senza fare il minimo riferimento a chi su quel finanziamento ci ha lavorato e l’ha poi ottenuto. Le attuali amministrazioni regionale e comunale», prosegue il consigliere Cieri, «si sono limitate a gestire l’ordinaria amministrazione. Addirittura l’amministrazione regionale, cambiando la convenzione già stipulata, ha ritardato i tempi di espletamento delle pratiche, mettendo a rischio la tempistica».

Per il consigliere comunale la perplessità maggiore riguarda il fatto che non si sa dove i fanghi dell’escavazione saranno smaltiti, incidendo come operazione per una cifra di circa 4 milioni di euro che si rifletterebbe su tutto il dragaggio. L’ufficio che ha redatto il progetto preliminare, su cui si basa la gara, «molto diligentemente ha ipotizzato la realizzazione di una “vasca di colmata”, che al costo di circa 500.000 euro, potrebbe risolvere il problema. Solo che tale vasca si dovrebbe realizzare proprio nella biforcazione del nuovo molo nord, e proprio dove si dovrebbe realizzare il deposito da 25mila metri cubi di gpl. Ma non solo, tale progetto di realizzazione di vasca di colmata, si porrebbe in parallelo, se non in contrasto con la procedura iniziata autonomamente dalla Capitaneria di porto, sempre per la realizzazione di una vasca di colmata. Altro elemento ignoto al ragionamento dei presentatori del progetto», conclude Tommaso Cieri, « è l’eventuale sincronismo tra tutte queste attività, e cioè realizzare la vasca prima dell’inizio della escavazione, cosa questa che sembra assai improbabile».