MARE MARE

Pescara, torna balneabile l’acqua in via Mazzini e Fosso Pretato

Ancora stop in via Balilla

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

220

esatte stabilimento balneare

 PESCARA. Nuove riscontri sulla balneabilità, l'Arta ufficializza gli ultimi dati: l'acqua antistante via Mazzini e Fosso Pretaro torna balneabile.

 Dalle analisi rese note nella giornata di domenica dall'Arta resta critico solo lo specchio antistante via Balilla - annuncia il vice sindaco Enzo Del Vecchio - Valori che hanno consentito nella mattinata l'emissione delle relative ordinanze di revoca del divieto di balneazione nei punti in cui sono tornati conformi ai limiti di legge.

Una situazione che ha avuto evidenti ripercussioni sullo svolgimento dei Giochi del Mediterraneo sulla Spiaggia, anche se, nei fatti, lo specchio d'acqua destinato alle gare era già tornato balneabile.

Ma si è preferito spostare gli atleti altrove, anche perché eventuali problemi o malori dovuti all’acqua inquinata non sarebbero stati solo un danno per gli eventuali malcapitati ma anche un vero disastro dal punto di vista dell’immagine.

Una immagine decisamente compromessa per la città che ha dovuto fronteggiare un uragano in piena estate.

Ma secondo Del Vecchio il problema della balneabilità andrebbe affrontato in modo diverso e organico: «nella ricerca delle cause che determinano le criticità, che in modo così variabile si registrano sul litorale e che evidentemente vanno ricercate all'interno di tutta l'asta fluviale, senza escludere le interazioni prodotte dalla presenza della diga foranea».

Una situazione, questa, che imprime un'importante accelerazione a tutte le iniziative per risalire alle cause e rimuoverle, tenendo altresì presente che provvedimenti e lavori importanti sono già stati avviati, con i fondi messi a disposizione dalla Regione Abruzzo e altri enti interessati e che riguardano in particolare il potenziamento del depuratore di Pescara per 8,5 milioni di euro; i lavori del Dk15 sul fiume e sugli scarichi fognari in corso lungo la golena sud e presto anche sull'altra, i lavori di pulizia straordinaria in corso a Fosso Grande, lavori, questi ultimi due che hanno consentito di individuare scarichi prima non conosciuti, né censiti e, infine, anche gli interventi del piano anti-allagamento, volti ad evitare afflussi di acqua di prima pioggia verso il depuratore che lo costringono ad un sovraccarico non necessario.

«È evidente, stando ai dati registrati in tale periodo», continua Del Vecchio, «come la gestione delle acque di balneabilità attraverso le ordinanze debba prevedere un percorso diverso, connaturato ad evidenziare un'indicazione di sforamento di tipo batteriologico, ma che può e deve essere ricondotto ad una utilizzazione meno allarmistica e di buon senso, un valore che in questo ultimo periodo non sembra abbia albergato negli strilloni degli opposizione».

Intanto l’ex consigliere comunale di An, Armando Foschi, ha pubblicato su Facebook una ‘cartolina’ raccapricciante della spiaggia pescarese, ovvero la foto di un topo morto sulla battigia, tra le alghe e la frase ironica «saluti da Pescara».  Così, se non fosse già abbastanza il mare inquinato.

«Siamo arrivati al limite, i valori negativi della qualità delle acque si alzano a giorni alterni. C’è poco da discutere,  il nostro è un mare malato ed il silenzio del Governo regionale sulla questione è l’ennesima beffa», Domenico Pettinari commenta il silenzio della Giunta abruzzese, «oggi però i cittadini non ridono e la città di Pescara ha fatto una pessima figura con tutto il Paese a causa della negligenza politica che ha visto prima diversi cittadini ammalarsi, poi i giochi del mediterraneo sfrattati a causa dell’inquinamento. Non si può più far finta di niente», conclude, «l’amministrazione di centro sinistra come quella precedente di centro destra non hanno fatto nulla per la salute dei fiumi abruzzesi, i soldi della regione devono essere investiti per queste cose e non per progetti che non sono indispensabili. I cittadini sono stanchi ed hanno il diritto di poter contare su una classe politica trasparente, proprio come l’acqua sorgiva».