IPOTESI DI REATO

Calcioscommesse: Campitelli tra le lacrime «chiedo scusa ai tifosi»

Presidente Teramo annuncia che costruirà una squadra competitiva

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Calcioscommesse: Campitelli tra le lacrime «chiedo scusa ai tifosi»



TERAMO. «Chiedo scusa a tutti i tifosi biancorossi per non aver saputo difendere la Serie B che il Teramo ha conquistato meritatamente sul campo».

Ha interrotto spesso, per l'emozione, il suo discorso alla tifoseria il presidente del Teramo, Luciano Campitelli. In un'affollata sala San Carlo il numero uno della società biancorossa avrebbe dovuto annunciare il nuovo organigramma societario, ha invece confermato che dalla prossima settimana il club avrà un nuovo Cda di cui lui sarà presidente, che sarà affiancato da un collegio di 'saggi', persone di fiducia e garanzia per la società in primis e per la città poi. In cuor suo, Campitelli auspica che il ricorso al Collegio di garanzia del Coni, che sarà presentato lunedì prossimo, porti allo sconto della sua inibizione di tre anni decisa dalla Corte federale d'Appello della Figc. Sulla vicenda Savona-Teramo, Campitelli ha detto che non parlerà più, guardando solo ed esclusivamente al futuro.

«È la prima volta che mi capita di fare una conferenza di questo tipo – le sue parole - e credo faccia crescere. Oggi provo un’emozione grandissima. Ringrazio tutti per le migliaia di lettere d’incoraggiamento ricevute, a simboleggiare la stima e l’affetto assolutamente reciproci. Questa società, nel suo percorso, ha fatto sacrifici disumani: avevamo toccato una cosa insperata ed è meraviglioso semplicemente rivivere quei momenti. Da lì dobbiamo e vogliamo ripartire, ma per farlo dobbiamo chiudere quella porta».

 CHIEDO SCUSA AI TIFOSI

 Nel ribadire di essere totalmente estraneo a ogni addebito ha però chiesto scusa a tutti i tifosi per quanto accaduto, «per non essere riuscito a circondarmi unicamente di persone corrette e, malgrado gli intenti, di non essere riuscito a difendere quanto conquistato con merito sul campo».

Campitelli ha garantito di avere ancora grinta e determinazione come il primo giorno «per ricostruire un grande Teramo».

«Dal giorno seguente la sentenza», ha aggiunto, «stiamo lavorando per una nuova struttura societaria, con la nomina di un nuovo consiglio di saggi, in modo da potermi confrontare con queste persone, al fine di evitare determinati errori in futuro. Ringrazio la mia famiglia per essermi stata vicina nel modo migliore, tutta Teramo, la squadra e coloro che sono con noi da diverse stagioni, uno straordinario staff tecnico capitanato da un grande uomo prima che da un ottimo allenatore, Vivarini, che rimarrà con noi per puntare forte su questo nuovo, importante progetto».

ABBIAMO VINTO SENZA AIUTI

«Voglio parimenti ricordare che dalla Promozione fino ad ora abbiamo sempre vinto senza aiuti», ha continuato Campitelli, «senza ripescaggi, e di questo ne siamo fieri. In tale situazione atipica, ho avuto la possibilità di conoscere una grande persona, l’ex presidente Nanni Cerulli Irelli, che mi è sempre stato vicino, così come gli avvocati Chiacchio, Cerulli e Gebbia. C’è particolare bisogno, in questa fase, del sostegno dei nostri partner commerciali, perché abbiamo subito un danno enorme a livello economico: hanno provato a distruggerci, senza riuscirci. Più di ieri la città deve essere vicina alla società, in modo appassionato e caloroso come fatto l’anno scorso. Qualora, tuttavia, la stessa non fosse più stimata e ove non ci fosse la fiducia per continuare, noi saremmo i primi a fare un passo indietro perché non vogliamo occupare questa poltrona forzatamente, evitando quanto più possibile interferenze negative per la squadra. Ci tengo a sottolineare che sotto la nostra gestione, in sette stagioni, questo club non ha mai subito penalizzazioni o inadempienze, a testimonianza della nostra serietà. Dentro di noi siamo ancora troppo feriti, ma non vogliamo dare colpe a nessuno: ognuno di noi possiede scheletri nell’armadio, torniamo ad essere positivi e uniti. Lunedì rimoduleremo la campagna abbonamenti: oggi questa determinazione la potete trasferire soltanto voi. Io ci credo».

I TIFOSI

 Al rapporto con la tifoseria, Campitelli annette grande importanza per proseguire a gestire la società: «Se qualcuno ritiene che non c'è più la fiducia giusta per continuare noi saremo i primi a farci da parte, lo dico a malincuore, ma voglio rassicurare tutti: noi non siamo quelle persone o quella politica che una volta conquistato un posto non lo molla. Resteremmo i primi tifosi del Teramo».

Tra le lacrime un riferimento all'avversaria Ascoli che ha sostituito i biancorossi in B: «Adesso chi ci vede piangere sta ridendo, ma piango felice perché so di aver detto cose dal profondo del cuore. Ma se nel prossimo anno due cosine si avvereranno, allora tornerò a ridere anche io».

LA SENTENZA

Intanto l’avvocato Vincenzo Cerulli Irelli fa sapere che la sentenza della Corte Federale d’Appello, completa delle sue motivazioni, sarà presumibilmente pubblicata ad inizio della prossima settimana.

Il legale annuncia: «presenteremo immediatamente ricorso al Collegio di Garanzia del Coni, per chiedere la riforma della sentenza nella parte in cui riconosce la partecipazione del presidente Campitelli al presunto illecito sportivo, in quanto sicuramente ingiusta laddove non supportata da alcuna prova. Confidiamo, pertanto, ancora nella giustizia e nella competenza del massimo organo sportivo indipendente e sovrano».

CONFISCA BENI PER CHI TRUCCA MATCH

Intanto arriva la stretta del Governo contro le partite truccate. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato un disegno di legge - proposto dai ministri dell'Interno e della Giustizia, Angelino Alfano e Andrea Orlando - che rende obbligatoria la confisca dei beni per chi altera l'esito dei match. Per le società multe fino a 775mila euro. Esultano il presidente della Figc, Carlo Tavecchio ed il presidente del Coni, Giovanni Malagò.

Il ddl ('Misure volte a rafforzare il sistema sanzionatorio relativo ai reati finalizzati ad alterare l'esito di manifestazioni sportivé) si compone di tre articoli e, informa il Governo, «renderà più rigorose le conseguenze patrimoniali derivanti dalle condanne comminate per gli illeciti penali qualificati come frodi collegate alle scommesse su eventi sportivi».

Con il provvedimento anche il reato di 'match fixing' entra tra le fattispecie che danno luogo alla responsabilità penale della persona giuridica, un'estensione, segnala Palazzo Chigi, «che soprattutto nel settore del calcio professionistico avrà certamente effetti dissuasivi sugli attori dell'eventuale illecito. Delle frodi commesse dai dirigenti di una società nell'interesse della società stessa risponderà infatti il patrimonio sociale».

Per i delitti la sanzione pecuniaria può arrivare fino a 775mila euro, mentre per le contravvenzioni fino a 403mila euro. Il calcolo, informa l'agenzia Agipro, «è basato sulle sanzioni previste dal decreto legislativo del 2001 per la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle società, con un sistema di scaglioni tra le cento e le mille 'quote', che possono variare dai 258 ai 1.549 euro».

Malagò ha definito il provvedimento «un segnale importante e un utile strumento nella lotta al match fixing. Va nella direzione giusta, così come auspicato dalla Lega di serie B: bene ha fatto il governo a compiere questo passo».

Anche Tavecchio ha parlato di «ottima notizia della quale voglio ringraziare i ministri proponenti e il Governo. Per combattere questi fenomeni delinquenziali - ha aggiunto - la Federcalcio ha già inasprito le sanzioni sportive e, facendo propria la proposta presentata nel febbraio scorso dal presidente della Lega B Andrea Abodi, ha chiesto ulteriori misure con conseguenze patrimoniali quali il sequestro e la confisca dei beni».