DITTATURA DEL PETROLIO

Ombrina, Comune Vasto pronto con un ricorso al Tar

Marra: «intenzionati a bloccare il progetto»

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TRABOCCO VASTO

VASTO. Nella seduta di Giunta Comunale del 2 settembre, è stato approvata la delibera che dà indirizzo all'avvocatura comunale di predisporre il ricorso al TAR per impugnare  il provvedimento di compatibilità ambientale di Ombrina Mare per il conferimento della concessione di coltivazione di idrocaburi davanti alla costa.

Ad inizio agosto il ministero dell’Ambiente ha emesso il decreto Via (valutazione impatto ambientale) per il progetto di coltivazione del giacimento Ombrina Mare.

Il progetto di coltivazione, proposto dalla Rockhopper Italia Ldt, prevede la perforazione di 4-6 pozzi al largo della Costa dei Trabocchi, la realizzazione di un serbatoio Fpso galleggiante per il trattamento e lo stoccaggio del greggio, di una piattaforma di produzione di gas ed olio, oltre alla posa di una condotta per i trasferimenti tra la piattaforma e il serbatoio e di un gasdotto per il trasporto del gas alla piattaforma esistente Santo Stefano Mare 9.

Nel maggio scorso decine di migliaia di persone avevano sfilato a Lanciano per dire no a Ombrina e per avere una costa libera dalle perforazioni e dalle piattaforme petrolifere.

Questa è l'ennesima azione legale che l’amministrazione intraprende nei confronti del Ministero e delle multinazionali del petrolio. «In questi anni», ricorda Marco Marra, assessore all'Ambiente - Aree Protette e Mobilità sostenibile,, «abbiamo presentato osservazioni tecniche contro il rilascio di compatibilità ambientali su tre diverse richieste di estrazioni petrolifere che interessano la nostra costa.  Altri due ricorsi al TAR contro i progetti ELSA (conclusosi positivamente per i Comune di Vasto) e  Ombrina.  Con questo terzo ricorso al TAR speriamo di ottenere la stessa sentenza avuta contro il progetto Elsa della Petroceltic international. Ma non ci fermeremo alle singole azioni legali».

Il Comune è infatti intenzionato a collaborare con tutti gli Enti e le Associazioni che intraprenderanno azioni legali e politiche contro il rischio di petrolizzazione, «sensibilizzando e informando il più possibile la popolazione e spronando la politica nazionale ad abolire l'art. 35 del decreto sblocca Italia», assicura Marra. 
«Qualche aspirante sindaco si accontenterebbe delle royalty che oltre ad essere vantaggiose per le sole compagnie petrolifere, in realtà non ricadrebbero sulle casse comunali ma, in minima parte, solo sulla Regione. Abbiamo dignità e chiediamo rispetto per il nostro territorio, non ci interessano le elemosine delle compagnie petrolifere, crediamo che le alternative economiche in grado di guardare allo sviluppo sostenibile (Parco della Costa Teatina, turismo ambientale ed enogratronomico e cicloturismo) siano concretamente più efficaci dell'estrazione di petrolio di bassa qualità con alti rischi ambientali».