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Elettrodotto Terna, il Comune di Lanciano chiede sospensione lavori: «è abuso edilizio»

Di Pasquale denuncia presunte violazioni nella costruzione dell’opera

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Elettrodotto Terna, il Comune di Lanciano chiede sospensione lavori: «è abuso edilizio»

LANCIANO. Il Comune di Lanciano lo scorso 13 agosto 2015 con 13 pagine indirizzate al Ministero delle Infrastrutture, alla Presidenza della Giunta Regionale, al Ministero dello Sviluppo Economico, al Ministero dell’Ambiente, a Terna spa e Terna Rete Elettrica Nazionale spa, ha chiesto di emettere con urgenza una ordinanza di sospensione dei lavori.

La richiesta è scaturita dopo che nelle scorse settimane vi era stata ampia corrispondenza tra le parti nella quale si sollevavano dubbi e si offrivano controdeduzioni. Le risposte di Terna però non sono state ritenute sufficienti su alcuni punti ed è partita la richiesta che sostiene che in sostanza l’elettrodotto Villanova-Gissi è «un abuso edilizio».

   In sintesi, le risultanze degli accertamenti condotti dall’ufficio Urbanistica del Comune di Lanciano -a seguito dell’esposto del 3 giugno 2015 firmato dal perito Antonio Di Pasquale- lasciano aperte lo spazio per presunte violazioni nella costruzione dell’opera.

E’ lo stesso Di Pasquale che illustra e spiega i punti per lui “dolenti”.

SOSTEGNI SU TERRENI PERICOLOSI

Alcuni sostegni dell’elettrodotto ricadrebbero all’interno dei terreni classificati come «pessimi» dalla Carta della Zonizzazione Geologica, e sui quali vige un vero e proprio «vincolo di inedificabilità». Su questo punto Terna non risponde «facendo sì che l’opera, rispetto a detto vincolo, possa ritenersi abusiva».

 Sui rilievi che contestano la costruzione a ridosso delle fasce di rispetto delle scarpate Di Pasquale sostiene che «il progetto è viziato da dati incompleti», cioè le zone di rispetto dove non si potrebbe costruire sarebbero in realtà molte di più ma terna ha utilizzato una banca dati non aggiornata.

La costruzione in queste zone dovrebbe essere poi preceduta da un nulla osta che non è stato chiesto per cui «l’opera è da considerarsi abusiva».

C’era poi l’altro punto in contestazione che riguardava l’interferenza tra elettrodotto e gasdotto che pure dovrebbe essere costruito nelle immediate adiacenze.

Terna risponde che dovranno essere i progettisti del metanodotto –quando sarà costruito- a farsene carico con conseguenti valutazioni degli organi di controllo.

 «Rispetto al difforme posizionamento di alcuni sostegni», spiega infine Di Pasquale, «dalla nota di risposta di Terna Rete Italia si rileva che quelli oggetto di modifica sono solo il n. 99 e n. 100. In realtà, da accertamenti cartografici effettuati mediante il raffronto tra le planimetrie catastali emerge che il posizionamento di alcuni sostegni non è coincidente. Nello specifico non ci si riferisce solo ai sostegni n. 99 e 100, ma praticamente a tutti i sostegni che risultano in posizione difforme».

«In ogni caso», dice il perito, «eventuali varianti di tracciato o varianti da apportare al progetto definitivo sono assoggettate a presentazione preventiva di Denuncia di Inizio di Attività 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Ad oggi non risulta agli atti prevenuta alcuna documentazione in tal senso. Del resto la stessa Terna Rete Italia nella nota di chiarimento afferma che “ha già provveduto o darà al più presto comunicazione…..” dimostrando essa stessa non conoscere lo stato della proceduta».

In merito alle Distanze di prima approssimazione (…..) non è stata fornita risposta, facendo rimanere l’Ente in condizione di incertezza rispetto all’applicazione del vincolo sul territorio.

«Cosa si inventerà adesso il presidente della Giunta Regionale», chiosa Di Pasquale, «considerato che quanto rilevato dal Comune di Lanciano è accaduto in quasi tutti i Comuni interessati alla costruzione dell’opera rende di fatto la costruzione della stessa, in palese abuso edilizio in violazione di Leggi e del titolo autorizzativo?»

ELETTRODOTTO TERNA COMUNE LANCIANO CHIEDE STOP OPERA