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Prelievi sui cadaveri, denunciata la Asl di Pescara: familiari sul piede di guerra

Un esposto in procura contesta anche la nomina del primario Ildo Polidoro

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Prelievi sui cadaveri, denunciata la Asl di Pescara: familiari sul piede di guerra

Claudio D'Amario

PESCARA. Sulle presunte irregolarità commesse nell’ambito del prelievo di campioni biologici dai cadaveri per fini di giustizia c’è una denuncia presentata alla procura della Repubblica di Pescara. Si chiede di verificare le tesi che illustrano presunte violazioni di legge ma che poi illustrano anche ulteriori ambiti della gestione Asl come la nomina del primario Ildo Polidoro e le pratiche per il rinnovo della patente.

I fatti e le responsabilità che potrebbero avere risvolti penali saranno affrontati e valutati dalla autorità competente, noi ci limitiamo a riportarli così come abbiamo potuto verificarli e dopo aver ascoltato anche  la versione della Asl che respinge ogni dubbio e paventando un clima poco sereno e del resto già noto ai diretti interessati di guerra all’ultimo sangue tra colleghi.

L'avvocato Francesco Bafile è uno di quelli che ha raccolto le rimostranze di alcuni parenti che pare abbiano tutta l’intenzione di iniziare una azione legale nei confronti della Asl qualunque siano, o saranno, le giustificazioni di D'Amario o le conclusioni della Magistratura.

La contestazione che non ha trovato una risposta rimane, infatti, il problema del consenso informato poiché tali persone affermano che mai nessun parente dei defunti è stato informato sui prelievi. Per questo avrebbero intenzione di richiedere anche un risarcimento per la violazione sulla legge della Privacy.

Rimarrebbero aperte anche le altre questioni già evidenziate, punti dolenti che le spiegazioni del direttore generale Claudio D’Amario non avrebbe fugato.

 Per quanto riguarda la mancanza di un regolamento interno, per esempio, D'Amario parla della delibera n. 568 del 31.5.2013 che ha come titolo "Approvazione procedure aziendali ex articolo 29 L.R. 10 agosto 2012, n. 41" . Una delibera del Direttore Generale però è cosa diversa dal Regolamento Interno previsto dalla legge 41/2012, soprattutto perché la stessa delibera non è consultabile sul sito Asl (c'è solo il titolo ma non è possibile aprire il pdf) mentre un Regolamento, per sua propria natura, deve essere visibile a tutti gli utenti almeno per cinque anni dalla sua pubblicazione.

Altro punto contestato è il luogo del prelievo: il direttore generale dice avvenga sempre e solo all’Ospedale Santo Spirito mentre la norma in vigore prevede che possa avvenire nel luogo di osservazione dopo l’accertamento di morte. Questo significa che il medico necroscopo può operare i prelievi persino a casa del defunto.

Sembrerebbero questioni tecniche e burocratiche ma di mezzo ci sono lutti, dolore ed i resti di un parente.

 INCARICO A POLIDORO CONTESTATO DAL MINISTERO

  Nella denuncia presentata si accenna anche alla presunta illegittimità della delibera n. 144/2013  del Direttore Generale Asl di Pescara con la quale,  sulla  base del Decreto del Commissario ad Acta n. 23 del 19 giugno 2012, viene conferito l’incarico (quinquennale ) di direttore della U.O.C. di medicina legale Ildo Polidoro e, contestualmente, viene revocato il precedente avviso pubblico per il concorso bandito per ricoprire lo stesso ruolo (delibera n. 413 del 10.6.2009).

Molte le ragioni addotte per la presunta illegittimità tra le quali proprio la cancellazione di un avviso pubblico già bandito che di fatto avrebbe infranto i sogni di eventuali aspiranti.

C’è poi l’aspetto della validazione del decreto commissariale connesso, azione necessaria per tutte quelle regioni sottoposte al Piano di Rientro (oggi Piano Operativo ) da parte del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

E proprio sulla nomina di Polidoro il Ministero ha sollevato perplessità (Chiodi commissario) che non sono mai state di fatto fugate e accolte dal Ministero stesso.

Anzi Chiodi nel formulare i chiarimenti richiesti spiega che «si è ritenuto di poter derogare al disposto della richiamata norma» in virtù di un parere che però a giudizio del Ministero non ha valore, parere che sarebbe anche stato un tantino “maltrattato” nel suo senso generale tanto che il ministero ribadisce che «i rilievi non sono stati superati».

Dunque si sostiene nella denuncia «il direttore generale conferisce l’incarico di direttore a Ildo Polidoro, gia’ direttore di u.o.c. di medicina legale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila risultante perdente posto ma se il decreto commissariale 23/2012 non e’ mai stato validato, anzi e’ stato contestato ripetutamente nei tavoli tecnici come ha fatto il d.g. a conferire tale incarico?»

 Inoltre –si dice in denuncia- sarebbero state violate anche le procedure che regolano la mobilità del personale tra le Asl (Cosa peraltro contestate al tempo anche da alcuni sindacati).

E alcune incongruenze vengono notate anche nella cronologia dei fatti: 25 settembre 2012 D’Amario dichiara la vacanza del posto in esame, il 23 ottobre risponde il dg di Avezzano che a medicina legale ci sarà di sicuro un esubero, il 13 settembre 2012 quindi prima della dichiarazione di D’Amario la Asl di Avezzano aveva approvato una delibera (1490) su istanza del dottor Polidoro circa una diretta e possibile ricollocazione nel posto vacante a Pescara.

Come faceva Polidoro ad essere a conoscenza della vacanza di un posto di Direttore nella Asl di Pescara, prima ancora che questa scrivesse in data 25.9.2012? E come ha fatto il D.G. della Asl di Avezzano- Sulmona – L’aquila ad emanare una delibera in cui dava parere favorevole a quanto richiesto prima che le procedure fossero terminate?

LE RISPOSTE DELLA ASL DI PESCARA

Anche in questo caso abbiamo cercato di capirne di più interpellando la Asl di Pescara ed il direttore D’Amario e direttamente Polidoro.

Nel dettaglio abbiamo chiesto:

1) Dalle carte che abbiamo si evince che la nomina di Ildo Polidoro in 
seguito a mobilità non è mai stata validata a livello superiore dal  Ministero tanto che diversi tavoli romani hanno aperto una serie di  contestazioni poi di fatto mai sanate anche se la Regione (Chiodi) ha difeso a spada tratta la sua delibera di nomina. 
Reputa comunque valida e regolare la nomina del primario in mobilità?


«Le procedure di nomina», ha risposto D’Amario, «non prevedono alcuna validazione Ministeriale. Le stesse vengono attuate attraverso pubblici avvisi ai sensi e per gli effetti di Decreto del Presidente della Repubblica 484/1997, ovvero, come avvenuto nel caso della nomina del Dott. Ildo Polidoro nonché dei Direttori delle UOC Geriatria e Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione, nel rispetto della Decretazione Regione Abruzzo nr. 23 del 19 giugno 2012 che ha disciplinato particolari dinamiche di ricollocazione del personale dirigenziale in eccedenza, compresi i Direttori di Struttura Complessa, integranti mobilità infra-aziendali del personale apicale  assicurando contenimento della spesa regionale e continuità di prestazioni sanitarie appropriate. La procedura risulta assolutamente corretta in quanto rispettosa della norma locale di spending review che ha perseguito lo scopo di ridurre sprechi e di apportare miglioramenti al bilancio regionale. Si evidenzia inoltre che riguardo a tali procedure di mobilità è stato anche acquisito il parere positivo dell’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni. Peraltro risulta avviato un contenzioso da parte di un aspirante al posto di Direttore della Medicina Legale di Pescara  attualmente pendente innanzi al Tribunale Ordinario».

  Dello stesso tenore -nel merito- anche la risposta di Polidoro che aggiunge che sul punto esiste un precedente al Tar che confermerebbe la procedura ma un analogo giudizio pende anche davanti un giudice ordinario. Nella forma, invece, traspare tutto il clima di conflitto che si respira nel reparto, arrivando a giudicare «diffamatorio e calunnnioso» il contenuto della segnalazione giunta a PrimaDaNoi.it (ma che il primario non ha letto).

  Da quello che capiamo la “validazione” viene superata –secondo le tesi della Asl- facendo leva su un parere dell’Aran -come già accennato- già ritenuto insufficiente dal Ministero competente.

Inoltre  Chiodi, nel decreto n. 23/ 2012, all'art. n. 4 precisa che «lo stesso viene trasmesso ai Ministeri per la relativa validazione».

Ciò significa che la validazione è necessaria, soprattutto perché l'Abruzzo era sottoposto al Piano di rientro e, quindi, ogni provvedimento o decreto era sottoposto all'approvazione.

a.b.