ARRESTI

Frode fiscale e bancarotta, arrestato l’imprenditore Mattucci e altri sette

L’accusa è di associazione a delinquere. Tra gli arrestati anche due commercialisti

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Frode fiscale e bancarotta, arrestato l’imprenditore Matteucci e altri sette

CHIETI. Era a capo di un presunto gruppo criminale. E’ stato arrestato questa mattina l’imprenditore pescarese Mauro Mattucci, 59 anni, insieme ad altre sette persone.

In totale otto arresti, due commercialisti interdetti dalla professione, contestata l'emissione di fatture false per 13 milioni di euro, 17 unita' immobiliari della Edil5 srl e un noto locale notturno (il Tortuga di Pescara) sottoposti a sequestro preventivo.

Questi i risultati dell'operazione, denominata "Viribus Unitis", condotta dalla Guardia di finanza di Chieti in collaborazione con la squadra mobile della Questura per reati di tipo tributario, fallimentare e societario e per una serie di bancarotte fraudolente.

Gli arresti oggi all’alba.

Il gruppo Mattucci ha avviato la propria attività nel settore dell’edilizia residenziale estendendosi poi anche nel settore dell’edilizia commerciale

(in particolare, ha realizzato a Civitanova Marche uno dei più grandi centri commerciali d’Italia) e, da qualche anno opera anche nel settore del recupero dei materiali ferrosi.

Matteucci, nel giro di dieci anni è riuscito a passare da piccolo imprenditore con redditi praticamente inesistenti, a capo di una serie di società nonché di una vera e propria holding criminale –dicono gli inquirenti-  ben strutturata e perfettamente inserita nel tessuto economico/sociale non solo abruzzese.

Il successo di questa scalata è stato reso possibile –dicono gli investigatori- sia grazie alla indubbia capacità intimidatoria che il Mattucci era in grado di esercitare in alcuni casi su imprenditori locali che sarebbero stati costretti con violenze e minacce a cedere le proprie attività commerciali a condizioni particolarmente svantaggiose e sia grazie alla sua capacità di avvalersi di professionisti in grado di dare una parvenza legale alle sue operazioni illecite.

 

Sono una decina le società finite nel mirino degli inquirenti, direttamente o indirettamente collegate all’imprenditore di Montesilvano,  già coinvolto nel 2009, insieme a soggetti noti della malavita pescarese e teatina in un’inchiesta sul riciclaggio di auto di grossa cilindrata che portò agli arresti di 46 persone in tutto l’Abruzzo tra cui lo stesso Mattucci per il quale

venne disposta la misura cautelare ai domiciliari

 In carcere a Pescara sono finiti Mauro Mattucci, 59 anni, Giuliano Capurri, 55 anni, e Antonio Gentile, 59, tutti di Montesilvano. Ai domiciliari sono stati posti Marco Mattucci, 37 anni, Vincenzo Misso, 50 anni, Nando Di Luca, 32 anni, tutti e tre residenti a Montesilvano, Carla Cameli, 58 anni, di Roma, Valerie Laurence Lighezolo, 48 anni, residente a Città Sant'Angelo.

Nei confronti di due commercialisti, Antonio Cristofanelli, di Chieti e Lara Martini, della provincia di Frosinone, ai quali non è contestato il reato associativo, è stato notificato un provvedimento interdittivo della professione di commercialista.

Nell'ambito della stessa inchiesta sono state denunciate a piede libero altre 13 persone che a vario titolo devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e alla bancarotta fraudolenta per distrazione.

Inoltre è stato disposto il sequestro preventivo di 43 rapporti bancari e 48 unità immobiliari riconducibili alle persone indagate, tra i quali, la nota struttura ricettiva Tortuga di Pescara, la cui attività proseguirà regolarmente.

In particolare, l’attenzione degli investigatori, che già tenevano d’occhio il gruppo dell’imprenditore Mauro Mattucci di Montesilvano, è stata attratta da una serie di operazioni economico/finanziarie rilevanti, che si sono ripetute in più occasioni e che sembravano avere sempre lo stesso scopo: acquisire società sane ma in crisi di liquidità, svuotarle dei beni posseduti, intestarle a prestanome e poi farle fallire dopo averne trasferito la sede legale.

L’imposta evasa supera i 6 milioni di euro.

 Tra le contestazioni anche l’llecita gestione dell’attività di recupero di materiale ferroso operata attraverso fittizi conferimenti di rottami al fine di drenare le risorse finanziarie dalle società operative Blu Sky srl e M-Recycling srl

Il collaudato sistema di frode ha permesso all’organizzazione di distrarre dalle società operative cospicue risorse finanziarie concesse dagli istituti di credito (Banca delle Marche/Medioleasing S.p.a.) per la realizzazione del centro commerciale “Adriatico” di Civitanova Marche. Tali risorse finanziarie venivano distolte dalla loro reale destinazione attraverso un articolato sistema di fatture false per circa 13 milioni di euro.

Questo consentiva alle società riconducibili al Mattucci di avere una cospicua liquidità e, nel contempo consentiva di ottenere cospicui crediti di imposta inesistenti che venivano utilizzati per abbattere gli oneri fiscali e contributivi.

Alla Procura della Repubblica di Chieti sono state denunciate 21 persone.