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Migranti, altri arrivi tra Pescara e Città Sant’Angelo

Aggiudicata una nuova gara bandita dalla prefettura

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Migranti, altri arrivi tra Pescara e Città Sant’Angelo

Profughi a Pescara

PESCARA. Sono scaduti nei giorni scorsi i termini del sesto bando emanato dalla Prefettura per l’accoglienza degli immigrati in arrivo in Italia.

La Caritas non ha partecipato, e di fatto, secondo le notizie trapelate dal vertice svoltosi nei giorni scorsi, l’intero sistema accoglienza è finito nelle mani dei privati, ossia della Cooperativa di Roma Eta Beta che avrebbe individuato sul territorio le strutture in cui stipare gli immigrati.

Al 30 giugno, secondo i dati della Prefettura, Il numero di migranti presenti nel territorio della provincia di Pescara è di 236 ma il numero sembra destinato a crescere.

Da febbraio 2014 solo Pescara ha accolto complessivamente 374 migranti; oggi essi sono 101 e le previsioni di ulteriori arrivi sono di 45 unità. Si tratta di forme cosiddette di seconda accoglienza, ovvero di presa in carico e integrazione sul territorio per quanti non sono di passaggio.

Il primo albergo che presto aprirà le porte per accogliere i richiedenti asilo, rivela il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, sarebbe l’Hotel Holiday sulla riviera sud, a due passi dallo Stadio ‘Adriatico-Cornacchia’, proprio di fronte alla spiaggia, al mare, agli stabilimenti, «vicino alle nostre scuole», denuncia l’esponente azzurro,  mentre un secondo gruppo è destinato a Città Sant’Angelo.

Secondo Sospiri se tali circostanze saranno confermate «sarà una mannaia per l’intera economia di quella fetta di Pescara, destinata a vivere una vera ‘invasione’ peraltro a stagione balneare ancora in corso e nel pieno dello svolgimento dei Giochi del Mediterraneo, un colpo mortale per la stessa immagine turistica del capoluogo adriatico. Peraltro un’invasione programmata nel completo silenzio e all’insaputa di quanti abitano o lavorano nella zona che, a oggi, non sanno nulla».

Secondo Sospiri sarebbe chiaro l’obiettivo delle Istituzioni comunali e regionali: «mantenere un basso profilo, non dare nell’occhio in modo che, quando i cittadini si renderanno conto di cosa è successo, la frittata ormai sarà fatta».

Dopo l’allarme di Forza Italia, però, sono arrivate le tiepide smentite del sindaco di Città Sant’Angelo, dal Comune di Pescara. Poi però venerdì  le conferme: la Prefettura ha pubblicato l’avviso di aggiudicazione del bando a due cooperative, ossia esattamente la Eta Beta di Roma, e la Co.Gec.Stre.pa di Penne.

 E la Eta Beta è quella che ha dato la disponibilità dell’Hotel Holiday, sulla riviera sud, e di un albergo a Città Sant’Angelo.

Strana circostanza, però, denunzia Sospiri, questa volta sull’avviso di aggiudicazione mancano due voci fondamentali: ossia il numero degli immigrati assegnati a ciascuna cooperativa e i siti di sistemazione. «Com’è possibile – ha chiesto il Capogruppo Sospiri -: se la Eta Beta ha vinto deve aver candidato una struttura residenziale per garantire accoglienza, soprattutto deve anche aver specificato a quanti immigrati è in grado di dare accoglienza. Quindi, questi due dettagli perché non sono riportati nei documenti? Non sarà che si sta cercando di trovare un’alternativa su Pescara per evitare il clamore determinato dal portare gli immigrati sulla riviera sud, in piena stagione estiva? Ma sappiamo che l’alternativa non c’è, e l’unica soluzione è che il sindaco Alessandrini fermi tali arrivi, ricordando che Pescara non ha mezzi e strumenti per fronteggiare la nuova ondata. In ogni caso Forza Italia aspetterà i pullman dinanzi agli alberghi per manifestare contro tali provvedimenti a tutela dei diritti dei nostri concittadini».

«NESSUNA EMERGENZA»

Secondo il sindaco Marco Alessandrini  non c’è alcuna emergenza ma ammette: «sono indispensabili politiche nazionali ed europee che non lascino soli i Comuni e i Paesi membri dell'Ue e che abbiano come obiettivo quello di gestire i flussi e, se possibile, rallentarli, agendo in nord Africa, procedendo con le espulsioni e garantendo sicurezza e legalità. La necessità di costruire percorsi virtuosi, peraltro, è indispensabile per non regalare migliaia di disperati al lavoro nero e alla criminalità organizzata».

 IL CASO PENNE

E intanto sempre il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, denuncia il caso della struttura Lapiss di Penne, aperta nel 2010 e annuncia una interrogazione al presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso. Si tratta di un laboratorio dedicato a iniziative utili per la conservazione e la gestione delle risorse naturali.

«Ha finalità scientifiche, non può ospitare profughi», contesta l’esponente di minoranza. La Cooperativa Cogecstre ha però decido di “ricoverare” nella struttura pennese, ubicata nella riserva regionale “Lago di Penne”, 40 profughi nigeriani. La cooperativa Cogcstre, infatti, ha ottenuto – secondo il bando della prefettura di Pescara – la gestione dell’accoglienza di 40 immigrati.

«La struttura è stata realizzata con fondi della Regione Abruzzo per ospitare giovani studiosi nella riserva regionale e per la quale, ogni anno, vengono assegnati contribuiti per la gestione del patrimonio ambientale dell’area protetta, quindi – prosegue Sospiri – se oggi la struttura è vuota, evidentemente, il gestore, in questo caso la cooperativa Cogcstre, in solido con il Comune di Penne, è responsabile per il mancato funzionamento, e pertanto, a breve, presenterò una interrogazione consiliare per conoscere i motivi di questa inadempienza visto che noi eroghiamo fondi per la gestione della riserva di Penne. Voglio ricordare che il Lapiss, aperto nel 2010, è un laboratorio dedicato a iniziative utili per la conservazione e la gestione delle risorse naturali, ovviamente non può cambiare finalità e diventare un centro di accoglienza. Consiglio vivamente all’assessore comunale all’ambiente e al sociale – conclude Sospiri – di evitare salti di gioia, visto che Penne in poco tempo è stata invasa da immigrati che vivono ammassati in una casa di riposo nel centro storico e, da oggi, anche in una delle zone più belle del territorio pennese, cioè l’oasi del WWf».

«AIUTIAMO CHI E’ IN DIFFICOLTA’»

«I giovani che sono ospitati presso il LAPISS, in ottemperanza a quanto indicato nell’accordo per l’assegnazione, sono stati immediatamente coinvolti in lavori di piccola manutenzione e gestione dell’Oasi», conferma il Wwf, «e sul territorio comunale, nonché in corsi di formazione».

Dante Caserta, Vicepresidente del WWF Italia spiega: «si vuole offrire, in coordinamento con la Prefettura, il Comune e gli enti competenti, un buon servizio per gli ospiti e per la comunità di Penne. Crediamo in questo modo di contribuire a trovare soluzioni reali ad una problematica che riguarda l’intero Paese e per la cui soluzione tutti devono fare la propria parte. Vi è poi l’aspetto umanitario che, nelle polemiche di questi giorni, viene spesso dimenticato. Le nostre Oasi sono aperte a tutti e crediamo che aiutare chi è in difficoltà nel rispetto della dignità umana sia un dovere per tutti coloro che possono farlo».