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Balneazione Pescara, in attesa delle risposte tra omissioni e rimandi

Giovedì la Commissione vigilanza

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Balneazione Pescara, in attesa delle risposte tra omissioni e rimandi

La locandina del M5s

PESCARA. L’estate è agli sgoccioli ma le risposte da ricevere sono ancora tante.

Forse arriveranno giovedì prossimo durante la nuova riunione della Commissione regionale Vigilanza, presieduta da Mauro Febbo, che dovrà tornare ad occuparsi dell’emergenza balneazione di Pescara, determinata dallo sversamento in mare di 30milioni di litri di liquami e feci il 28 luglio scorso dalle 22,00 fino alle 17,00 del 29 luglio. In tutto 19 ore di ‘inferno’ che hanno compromesso la qualità dell’acqua.

In audizione sono stati chiamati innanzitutto il sindaco Alessandrini, l’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca, il direttore tecnico dell’Arta, Giovanni Damiani, assente nella prima seduta in quanto bloccato a Pescara per la consegna degli atti alla Procura, e la Asl.

Giovedì sarà l’occasione per avere risposte ai tanti inquientanti  interrogativi ai quali nessuno, lo scorso 13 agosto, ha saputo replicare, ovvero come sia potuto accadere un simile evento in piena stagione estiva, perché il sindaco non ha reso noto il divieto di balneazione consentendo ai cittadini di farsi il bagno tra le feci per cinque giorni, se la Regione era stata avvisata tempestivamente e come la Regione intende censurare il comportamento omissivo del primo cittadino.

Perché non si è pensato prima di tutto all’incolumità pubblica? Alessandrini sostiene di aver firmato il primo agosto, ma che in maniera autonoma ha scelto di non divulgare alla cittadinanza, di tenerla nascosta, senza pubblicarla sull’albo pretorio, dunque un’ordinanza nulla, per ‘non creare allarmismi nella popolazione, facendo una stima tra costi e benefici’, e perché era convinto che le analisi successive sarebbero andate bene.

Sul caso sta indagando anche la Procura di Pescara che dovrà valutare eventuali profili penali. Per il momento anche solo questioni di opportunità lasciano intravedere un comportamento del tutto irresponsabile.

«VIOLATA LA LEGGE»

Forza Italia fa notare che il sindaco ha violato la legge, ossia la 116 del 2008, articolo 10, comma 1, che impone, in caso di superamento dei limiti di balneazione, l’informazione tempestiva e immediata alla popolazione, proprio perché in quei casi è importante tutelare la popolazione e impedire che si faccia il bagno. E invece a Pescara i cittadini hanno fatto il bagno tra i liquami per almeno cinque giorni. «All’assessore Mazzocca Forza Italia ha chiesto di verificare se e quando la Regione ha ricevuto la comunicazione del Comune circa lo sversamento e la non balneazione delle acque e soprattutto come ha intenzione di comportarsi la Regione nei confronti del Comune vista la plateale violazione della norma.

Mazzocca nella scorsa seduta ha detto di non essere in grado di dare queste risposte e si è riservato di fornirle entro la seduta di giovedì 3 settembre, per avere il tempo di acquisire la documentazione inerente il ‘caso’.

Giovedì sarà riascoltata anche Carla Granchelli, Direttore dell’Ufficio Igiene, Epidemiologia e sanità pubblica della Asl di Pescara. «A lei», spiega il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, «abbiamo invece chiesto di accertare la regolarità delle procedure seguite da Arta e Aca nell’utilizzo dell’Oxystrong sversato direttamente nella rete fognaria, anziché usarlo solo la disinfezione delle vasche di depurazione, come indicherebbe la norma, e anche di accertare, con la Direzione generale della Asl, gli effetti sulla popolazione causati dallo sversamento dei liquami, sotto il profilo sanitario, allargando l’indagine non solo ai reparti dell’ospedale civile di Pescara, ma anche a Guardie mediche, medici di base e farmacisti».

Sarà ascoltato anche il direttore tecnico dell’Arta Damiani assente alla prima riunione perché impegnato, in quella stessa mattinata, a Pescara per fornire all’Autorità Giudiziaria copia della documentazione relativa al caso balneazione.

Ma soprattutto giovedì parlerà il sindaco Alessandrini: «siamo certi non vorrà disertare quell’incontro utile a fornire chiarimenti alla città di Pescara e alla Regione Abruzzo circa la sua scelta di non informare la popolazione a fronte di una situazione di rischio reale per la sanità pubblica. Sappiamo che nel pomeriggio è stata convocata la seduta straordinaria del Consiglio comunale sulla stessa vicenda, convocazione successiva a quella della Commissione a L’Aquila che comunque si svolgerà di mattina, ma siamo certi che il sindaco non avrà bisogno di dieci ore per prepararsi all’incontro pomeridiano e quindi fornirà le proprie risposte anche alla Commissione di Vigilanza, senza delegare sostituti».

Secondo Forza Italia il problema è tutt’altro che risolto: «ancora oggi potrebbe verificarsi un cedimento della condotta di via Raiale, provocando un altro sversamento devastante di feci e liquami, e la città rischia di non saperne di nuovo nulla, e né il Comune né tantomeno la Regione hanno pronto un piano di interventi per scongiurare tale evenienza».

I BALNEATORI VANNO DALL’AVVOCATO

Intanto il Consorzio Imprese Balneari dell'Adriatico (CIBA) scende in campo per salvaguardare la salute del mare e del fiume. Nel corso di un'assemblea generale che si è svolta nei giorni scorsi, i balneatori che aderiscono al Consorzio, hanno affidato un mandato esplorativo ad un legale pescarese, l'avvocato Ernesto Torino Rodriguez, e ad un pool di esperti del settore affinché ricostruiscano dettagliatamente tutte le tappe che hanno portato all'attuale situazione di inquinamento del mare e del fiume Pescara, «con incalcolabili danni all'economia turistica della città».

«Vogliamo capire esattamente come e perché la risorsa principale della nostra città sia stata così maltrattata negli ultimi 20 anni», spiega Stefano Cardelli, presidente del Consorzio e titolare dello stabilimento Nettuno. «A nostro parere l'inquinamento del mare è stato in gran parte causato dalla diga foranea, che ostacola il naturale deflusso del fiume, dal mancato funzionamento del sistema di depurazione e dagli scarichi abusivi. Riteniamo, però, che sia indispensabile, individuare tutti i fattori che hanno causato l'emergenza estiva ed accertare le responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare per segnalare eventuali criticità. In questo modo – continua Cardelli –  intendiamo mantenere sempre viva la questione, anche quando sarà finita la stagione balneare, e non puntare l'indice contro qualcuno. Ci auguriamo, pertanto, che l'iniziativa non venga strumentalizzata, ma solo vista come un'azione a salvaguardia del mare e del fiume che ci veda tra i soggetti coinvolti e collaborativi. Queste eccezionali risorse devono essere protette nel rispetto dell'ambiente, per il benessere e la salute dei bagnanti e per evitare ulteriori danni all'economia della città, che si regge quasi esclusivamente sul turismo. Solo mantenendo alta la guardia e attuando attività di risanamento e controllo – conclude Cardelli - potremo affrontare con fiducia la prossima stagione estiva e restituire tranquillità ai cittadini e ai tanti turisti che, come noi, amano Pescara e il suo mare».