RIFIUTATI

Chiesta moratoria alla Regione: «basta rifiuti in Val Pescara»

14 associazioni unite scrivono al presidente D’Alfonso

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Chiesta moratoria alla Regione: «basta rifiuti in Val Pescara»

ABRUZZO. Quattordici associazioni (c’è anche Confcommercio) chiedono alla Regione una moratoria: nessun nuovo impianto prima della bonifica delle discariche abusive e di un Piano dei Rifiuti che fotografi la situazione e valuti le reali esigenze del territorio.

 La Val Pescara è letteralmente assediata dai rifiuti, con numerose aziende che operano nel settore, con un incredibile numero di discariche abusive, in aumento nonostante gli sforzi delle amministrazioni locali per bonificarle, con un preoccupante numero di incendi, in gran parte dolosi, che generano periodiche nubi tossiche di fronte alle quali le attività di prevenzione e di controllo oggi disponibili si sono rivelate palesemente inadeguate.

Di fronte a questa drammatica situazione e dopo l’ennesimo incendio, quello di Colle Sant’Antonio, le cui conseguenze sono ancora in essere, quattordici associazioni e organizzazioni che operano nella vallata (Wwf,  Legambiente, Italia Nostra, Fai, Mare Vivo, Amici del Colle, Libera, Confcommercio  Chieti, Comitato Cittadino “Villa Blocc”, Centro Assemblea Cittadina Cepagatti, Organizzazione Regionale Pro Natura, Chieti Nuova 3 Febbraio, Acqua e Beni Comuni), hanno sottoscritto una petizione alla Regione, inviata questa mattina attraverso posta elettronica certificata al presidente D’Alfonso, all’assessore all’ambiente Mazzocca e al presidente del Consiglio Di Pangrazio, per chiedere «che la Regione Abruzzo sospenda con effetto immediato, nel territorio della Val Pescara e nelle colline circostanti, il rilascio delle concessioni per l'apertura di nuovi impianti per il trattamento e/o per il deposito ancorché temporaneo di rifiuti di qualsiasi tipologia nonché  per ampliamenti o modifiche di impianti già in esercizio fino a quando non saranno censite e bonificate o quanto meno messe in sicurezza per quanto riguarda tutte le possibili contaminazioni ambientali e il rischio di incendio tutte le discariche esistenti e sino a quando non venga varato un “Piano dei Rifiuti” regionale, basato sui principi della riduzione, del riuso, del riciclo e del contenimento dei rifiuti stessi e che fotografi le reali esigenze del territorio. Chiedono inoltre che tale sospensione si applichi anche alle pratiche eventualmente  in corso di esame presso gli uffici e le strutture regionali,  qualunque sia lo status attuale dell’iter autorizzativo».

Già nell’ottobre 2009, al culmine di un periodo caratterizzato da numerosi incendi, centinaia di cittadini e numerose associazioni sfilarono da Madonna delle Piane a Piazzale Marconi dietro un significativo striscione: “Basta rifiuti a Chieti”. Una richiesta che si estende oggi all’intera vallata del fiume Pescara e alle colline circostanti: l’inquinamento e i fumi non rispettano certo i confini amministrativi.

«Siamo certi», dicono le associazioni, «che il presidente Luciano D’Alfonso e l’assessore Mario Mazzocca, insieme al presidente del consiglio Giuseppe Di Pangrazio, che nei loro discorsi hanno sempre rivendicato attenzione nei confronti dei cittadini, faranno propria questa richiesta. La salute e l’ambiente vengono ai primi posti in qualsiasi agenda politica e non ha alcun senso continuare ad operare in un settore delicato come quello dei rifiuti muovendosi a caso, senza un preciso piano che fotografi le esigenze e le disponibilità già in essere, così come è inconcepibile sottoporre a ulteriori rischi una popolazione che negli ultimi anni è stata costretta a sopportare numerosi devastanti incendi di rifiuti e le relative nubi tossiche sui cui effetti non ha mai avuto certezze».