DANNO ERARIALE

Caso Arca, l’Appello salva Renzetti: «nessuna responsabilità dell’ex sindaco»

In primo grado amministratore condannato a pagare 20 mila euro

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Caso Arca, l’Appello salva Renzetti: «nessuna responsabilità dell’ex sindaco»

Donato Renzetti

SPOLTORE. La prima sezione Giurisdizionale Centrale della Corte dei Conti, ha definitivamente escluso Donato Renzetti,  già sindaco di Spoltore dal 1997 al 2007, da ogni responsabilità di danno erariale verso il Comune di Spoltore, relativamente alla vicenda del Piano Particolareggiato di Villa Raspa e della mancata realizzazione del campo di calcio. 

La procura chiedeva che l’ex amministratore risarcisse l’amministrazione pubblica con 200 mila euro: in primo grado era arrivata la condanna al pagamento di 20 mila euro ma in appello l’ex sindaco l’ha spuntata su tutta la linea.
La sentenza pubblicata due giorni fa, infatti, non rileva nel comportamento di Renzetti nessuna colpa grave

«al più la colpa lieve»  e ribadisce che «l’attività di gestione del (complesso) Piano Particolareggiato e i rapporti contrattuali che ne derivavano, erano affidati ai dirigenti del Comune e ai responsabili dei Servizi interessati. Nel caso di specie, oltretutto, esisteva un assessore con delega specifica al Settore».
«Certamente», si legge nella sentenza, «il sindaco in un piccolo comune (ma il Comune di Spoltore, con i suoi diciannovemila abitanti non è tra i più piccoli d’Italia) è in grado di seguire l’andamento della realizzazione delle opere di maggior interesse per il suo ente – anche e soprattutto per fini politici -, ma ciò non può falsare la realtà dell’imputazione legale delle responsabilità (salvo che non si dimostri un’anomala ingerenza nelle funzioni di chi ha il potere di gestione). Nel caso di specie il Collegio non ritiene, anche per via  del tempo ulteriormente trascorso, dalla cessazione del Renzetti dalla carica che al sindaco possa attribuirsi la colpa grave in relazione alla fattispecie all’esame e che il suo comportamento sia stato causalmente efficiente e sufficiente per la produzione del danno».

Il Comune di Spoltore è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio, determinato in 2.000 euro.

La vicenda processuale ha avuto inizio con un esposto per la mancata realizzazione del campo di calcio e della cessione di un’area al Comune da parte dell’Arca, fatto da  un funzionario del Comune di Spoltore, all’epoca nel 2011, responsabile del Servizio Urbanistico.
«Sarebbe stata cosa utile e doverosa», commenta oggi Renzetti, «se quel dirigente, invece di produrre esposti, si fosse attivato per la realizzazione di quanto dovuto dall’Arca. Già in precedenza, però, esattamente nel 2008, quando non rivestivo più la carica di sindaco, l’amministrazione dell’epoca aveva avviato una controversia con l’Arca, per la revisione della convenzione, presupponendo un erroneo e favorevole scomputo di oneri in favore della società».

Iniziativa impugnata dall’ARCA e annullata dal TAR di Pescara. 

Il contenzioso è attualmente giacente presso il Consiglio di Stato. «Nel frattempo però», continua Renzetti, «tutta l’attività realizzativa è rimasta sospesa con grave danno per l’economia locale e per la infrastrutturazione pubblica. E’ evidente che alla responsabilità amministrativa e/o contabile, va ad aggiungersi una precisa responsabilità politica».

L’opera che non c’è è un campo sportivo del valore di 800milioni di lire (400mila euro) con gradinate per 5mila persone e spogliatoi. L’opera però è stata realizzata allo 0,5%.
In realtà proprio per questo la stessa procura aveva calcolato in 400mila euro il danno complessivo poi però stralciati gli altri imputati si contestava al solo Renzetti il danno per 200mila euro. Di fatto non c'erano responsabili per i restanti 200mila euro. 

Da parte sua il primo cittadino aveva respinto tutte le accuse e chiese «se il progetto, per varie ragioni a me non imputabili, è stato presentato nel 2007 ed io a maggio di quell’anno sono andato via, che responsabilità posso avere se oggi ancora non è stato realizzato?»