L'INCHIESTA

Appalti terremoto L’Aquila, ancora arresti e sequestri per i puntellamenti

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Appalti terremoto L’Aquila, ancora arresti e sequestri per i puntellamenti

 L'AQUILA. Da questa mattina, i militari del Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente in collaborazione con il Raggruppamento Operativo Speciale ed il Comando Provinciale Carabinieri de L'Aquila, stanno eseguendo una serie di misure cautelari e di sequestri a carico di imprenditori ed ex amministratori locali nell'ambito degli appalti per la ricostruzione post sisma nel capoluogo abruzzese e nello specifico dei puntellamenti degli edifici danneggiati dal sisma.

 Tra i destinatari della misura dei domiciliari c'e' anche Pierluigi Tancredi, ex assessore comunale gia' coinvolto nell'inchiesta "Do ut des", riguardante presunte irregolarita' negli appalti per la ricostruzione post-sisma, con riferimento sempre ai puntellamenti, "approdata" nella fase dell'udienza preliminare. L'indagine 'Do Ut Des' fa riferimento al periodo compreso tra il 2009 e il 2012 ma e' partita solo due anni e mezzo fa in seguito a una causa civile tra le due ditte che si occupavano di puntellamenti, una delle quali secondo l'accusa favorita dallo stesso Tancredi. Perquisizioni sono in corso a San Demetrio ne' Vestini (L'Aquila) presso l'abitazione di un imprenditore di Teramo e all'Aquila nella sede della sua societa' edile.

TURBATIVA D’ASTA

Turbativa d'asta è una delle numerose accuse contestate agli indagati nell'ambito dell' operazione dei carabinieri che ruota intorno agli appalti per la ricostruzione post terremoto dell'Aquila. Secondo quanto si è appreso, sarebbero coinvolti imprenditori, ex politici e anche dipendenti pubblici in un collegamento tra politica e appalti per la ricostruzione di edifici pubblici definiti dall'accusa 'simbolici': una delle figure di spicco sarebbe l'ex consigliere comunale Pierluigi Tancredi, dimessosi dopo il sisma, già finito ai domiciliari nel gennaio dello scorso anno nell'ambito di una indagine della polizia ('Do ut des') sempre sulla ricostruzione che ha coinvolto il Comune dell'Aquila, causando le dimissioni del sindaco, Massimo Cialente, che le ha successivamente ritirate, e dell'allora vice sindaco Roberto Riga, uscito di scena dalla politica. Tancredi che è stato anche assessore ai tempi della giunta di centrodestra guidata da Biagio Tempesta, è funzionario della Asl provinciale dell' Aquila.

All'operazione stanno partecipando oltre 80 carabinieri che stanno operando oltre che all'Aquila, nelle province di Teramo e Chieti ed anche nel litorale laziale: a tale proposito, uno degli indagati è stato bloccato all'isola di Ponza (Latina).

«Si tratta dello sviluppo investigativo di un dato già in possesso dell'ufficio ed emerso in un'altra indagine sulla ricostruzione, che è stato sviluppato dal Ros - ha detto Cardella - sono intervenuti anche i vigili del fuoco con accertamenti svolti in loco nei cantieri, sia per le loro competenze, sia perché destano meno attenzione».

 Secondo il procuratore «episodi di corruzione datati sono stati rivitalizzati dal comportamento degli indagati, uno dei quali ha chiesto di essere ulteriormente finanziato altrimenti avrebbe rivelato alla magistratura quello che non aveva detto. Noi abbiamo colto l'invito e siamo pronti ad aspettarlo».

 Il riferimento è a Tancredi, ritenuto una figura di spicco, già ai domiciliari lo scorso 2014 che nella conferenza stampa è stato definito ex uomo politico.

19 INDAGATI

Nella nuova inchiesta della Procura distrettuale antimafia dell'Aquila nell'ambito di presunti lavori sospetti nel post-sisma del sei aprile 2009. Su richiesta dei pm Fausto Cardella (capo della Procura) e Antonietta Picardi, il gip Giuseppe Romano Gargarella ha firmato sei misure cautelari nelle quali agli indagati vengono contestati, a vario titolo, reati che vanno dall'abuso d'ufficio a subappalti irregolari, dichiarazioni fraudolenti mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione aggravata per un atto contrario ai doveri d'ufficio ed estorsione.

I fatti contestati dagli inquirenti (le indagini sono state condotte dai diversi reparti dei carabinieri ed anche dai vigili del fuoco) si riferiscono al periodo compreso tra il 2012 sino alle ultime settimane di quest'anno. In particolare agli arresti domiciliari sono finiti l'ex assessore comunale Pierluigi Tancredi (esponente storico di Forza Italia che a quell'epoca non rivestiva incarichi di Giunta poiche' era gia' subentrata l'amministrazione di centrosinistra guidata dall'attuale sindaco Massimo Cialente), Maurizio Polisini ed Andrea Polisini, di 66 e 38 anni, entrambi di Montorio al Vomano (Teramo), rappresentanti della Edilcostruzioni Group Srl; Mauro Pellegrini, 57 anni, di Caporciano (L'Aquila), amministratore e socio della societa' 'Dipe' e Giancarlo Di Persio, 61 anni, di San Demetrio ne' Vestini (L'Aquila), anche lui della Dipe.

L'altra misura cautelare, che prevede l'obbligo di dimora e di firma, e' stata notificata a Nicola Santoro, 32 anni, dell'Aquila, ritenuto intermediatore. Nell'inchiesta, denominata "Redde Rationem", in totale gli indagati sono 19 tra i quali figurano anche due dirigenti del Comune dell'Aquila che a vario titolo si sono occupati degli appalti delle opere di messa in sicurezza di alcuni edifici nel centro storico della citta', tra cui quello sede della Prefettura, tra i simboli della tragedia di sei anni fa.