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Immigrati in albergo a Pescara, Forza Italia: «impediremo fisicamente nuovi arrivi»

«Alessandrini faccia il sindaco e chieda stop al prefetto»

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Immigrati in albergo a Pescara, Forza Italia: «impediremo fisicamente nuovi arrivi»

Hotel la Cascina

PESCARA. Altri due bandi emanati dalla prefettura di Pescara sono il chiaro segnale: nelle prossime settimane potrebbero arrivare in provincia ancora  profughi.

Ma Forza Italia chiede di fermare quello che ritiene a tutti gli effetti un business e ritiene inaccettabile la presenza di un centro di accoglienza nel quartiere San Donato, ovvero nell'ex hotel La Cascina ormai convertito a struttura ricettiva per gli immigrati.

Da circa un mese sono arrivati già una quarantina di extracomunitari e nei prossimi giorni potrebbero arrivarne altri ma Forza Italia si prepara alle barricate e assicura che se necessario impedirà ai nuovi ospiti di scendere dai bus. 

«ALESSANDRINI VADA DAL PREFETTO»

 La provincia sta già ospitando circa 500 presunti profughi, e secondo Forza Italia non avrebbe la forza, né la possibilità di ospitare gli altri che sicuramente arriveranno in seguito al bando già emanato dalla Prefettura e scaduto lo  scorso 17 luglio, e a quello di agosto, che verrà pubblicato a giorni.

«Il sindaco Alessandrini è tempo che vada dal Prefetto a chiedere l’esclusione della nostra città dai siti di assegnazione» dice Sospiri al quale si accodano anche i consiglieri comunali di Forza Italia Vincenzo D’Incecco e Fabrizio Rapposelli.

«In caso contrario, com’è già accaduto a Roma, impediremo fisicamente che quegli immigrati scendano dai pullman per entrare negli alberghi situati nel cuore del nostro centro urbano, come La Cascina di Colle San Donato. È ora di finirla con il business dei privati sui profughi, un business che oggi ammonta a 13milioni di euro l’anno, mentre i nostri senzatetto dormono fuori dalla stazione centrale di Pescara. Il nostro è l’ultimo avviso ai naviganti».

 «IL PROBLEMA C'E'»

Attualmente la provincia di Pescara sta già ospitando circa 400 immigrati: sono sparsi negli asili e nelle case di riposo di Caramanico, a Città Sant’Angelo, Loreto, Penne, Popoli, Alanno, Manoppello, Rosciano, Catignano e nella stessa Pescara. 

Sospiri tiene a sottolineare il concetto che si tratti di presunti profughi perchè «per profugo si intende chi scappa da una zona di guerra o per persecuzioni religiose. Nel nostro caso è invece già verificato che la percentuale di effettivi profughi che arrivano è solo del 10-15 per cento». 

A Pescara sino a qualche giorno fa gli immigrati sono stati ospitati nel dormitorio della Caritas di via Alento, costruito con fondi pubblici, 2 milioni e mezzo di euro, fondi Regione Abruzzo-Governo Chiodi, in teoria per ospitare i senzatetto di Pescara, che invece oggi dormono di nuovo fuori dalla stazione centrale, ogni notte, per terra, in mezzo alla strada. 

«Ma finora», hanno continuato gli esponenti di Forza Italia, «non abbiamo detto nulla, perché comunque si trattava della Caritas che per i profughi ospitati prende 35 euro al giorno, più il pocket money di 7.50 euro al giorno, più una scheda telefonica al giorno di 15 euro, quindi 57,50 euro al giorno». 

 L'ARRIVO NEL QUARTIERE SAN DONATO: PROBLEMA SICUREZZA

Però il 17 luglio scorso è stato emesso e assegnato un nuovo bando per altre 164 persone destinati alle strutture della Asp della provincia di Pescara e negli alberghi privati, ovvero l’Hotel La Cascina di Colle San Donato, ossia una struttura privata in pieno centro urbano, in piena città. 

«E questo genera un problema di sicurezza», insiste Sospiri, «perché, come abbiamo cercato di far capire all’assessore regionale Sclocco, una buona percentuale di immigrati che arrivano noi ce li perdiamo, come ha detto la stessa Prefettura in Commissione regionale, molti si allontanano volontariamente, e chi fa richiesta di asilo politico, attende una procedura che dura due anni, in cui noi dobbiamo garantirgli ospitalità e servizi».

E Forza Italia per gli arrivi previsti all’Hotel La Cascina annuncia che avrà la stessa reazione dei cittadini e dei consiglieri comunali di Roma: «impediremo loro fisicamente di scendere dal bus, impediremo che Pescara venga assediata, perché non è possibile continuare a consentire il business dei privati sugli immigrati. In più, è assurdo anche pensare di portare 90 immigrati nel quartiere San Donato-Fontanelle dove c’è già un problema sociale di microcriminalità evidente. Senza dimenticare che gli altri vengono portati nelle strutture sociali della Asp della provincia di Pescara, ossia stanno occupando asili e case di riposo, un patrimonio frutto di lasciti di gente generosa per aiutare gli italiani in condizioni di povertà o difficoltà economiche». 

Sospiri ha già scritto una lettera al Prefetto manifestando le varie problematiche, e ha presentato un’interrogazione in Regione.

«IMPEDIREMO L'ARRIVO DEI PROFUGHI»

I consiglieri comunali scriveranno al sindaco Alessandrini per sollecitare un suo intervento in Commissione prefettizia e se Alessandrini non si muoverà, come hanno invece già fatto i sindaci di  Montesilvano e Penne, annunciano che andranno dinanzi all’albergo La Cascina per impedire l’arrivo di altri profughi, e a quel punto Alessandrini capirà di avere un problema. 

A contestare la scelta della collocazione a Colle San Donato è stato poi il consigliere comunale D’Incecco: «Via Caduti per Servizio, il rione Fontanelle, è esattamente sotto quel colle, è impossibile pensare di controllare gli immigrati ospitati in un albergo privato, che prima o poi usciranno e si ritroveranno in una zona dove c’è già un problema di microcriminalità e una forte tensione sociale, riducendo ulteriormente la percezione della sicurezza da parte dei cittadini». 

«Il problema – ha aggiunto il consigliere Rapposelli – è che il sindaco Alessandrini non va proprio al Tavolo della Prefettura, perché se avesse spiegato il problema, probabilmente il Prefetto avrebbe assunto decisioni diverse. Pescara ha già un problema di accoglienza, rappresentato dalle decine di senzatetto che, siccome non sono profughi, dormono fuori dalla stazione».