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Ortona, si amplia deposito di petcoke da petrolio: previsti 55 camion al giorno

Associazioni sul piede di guerra. Previsto il passaggio alla commissione Via

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 Ortona, si amplia deposito di petcoke da petrolio: previsti 55 camion al giorno

Porto di Ortona

ORTONA. Ad Ortona, in arrivo il potenziamento del deposito di petcoke della F.lli Nervegna.  Il capannone che dovrebbe ospitarlo è già approvato dalle autorità competenti ed andrà ad affiancare i due esistenti, dei quali uno già adibito a stoccaggio di petcoke.

La società Nervegna, nell'area industriale, ha presentato il progetto per portare la capacità di stoccaggio di pet-coke da petrolio da 18.000 tonnellate a 28.000, con una movimentazione annua di 90.000 tonnellate di pet coke. Due dei tre capannoni verrebbero adibiti al pet-coke, l'altro allo stoccaggio di farine di soia e cereali. Circa 55 camion al giorno il movimenti di mezzi pesanti per le strade di Ortona. Il materiale arriverebbe al Porto per essere trasportato via camion al deposito.
«Si tratta di una procedura di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (cioè il Comitato VIA dovrà stabilire se il progetto deve fare o meno la procedura di V.I.A.)», ha fatto notare Augusto De Sanctis del Forum Acqua.

Facile immaginare l’impatto sulla cittadina in considerazione del fatto che la
zona del centro storico della città sovrasta via Cervana dove poi passeranno i camion.

 «È bene ricordare che il petcoke», spiega il Wwf, «è un prodotto che fu ritenuto rifiuto tossico dal decreto Ronchi negli anni '90, inspiegabilmente rientrato come combustibile, con il decreto Gela del Gov. Berlusconi, nel 2002, nonostante contenga notoriamente inquinanti e contaminanti chimici come arsenico, molibdeno, nichel, zolfo e vanadio. Ma ormai chi fa affari sa bene, che gli altissimi costi ambientali verranno smaltiti dalla collettività in qualche modo, a loro resta seppur pienamente lecito, il facile guadagno per un “combustibile” dai costi molto bassi».

 Quindi, come accaduto con il grande deposito di GPL, ad Ortona –ricorda sempre il Wwf- si decidono di fatto le sorti di un porto, di una città, punto nevralgico del Parco Nazionale della Costa Teatina, con una semplice valutazione di assoggettabilità che richiede solo un progetto preliminare e che non calcola tutti i possibili fattori esterni negativi, di cumulo, e di impatto.

«Facciamo appello affinchè non siano sempre e solo le Associazioni per la protezione dell’ambiente», dice Fabrizia Arduini Wwf zona Frentana «a chiedere che questa città cammini verso un futuro lontano dai veleni. Il mare e le falde acquifere sono la parte più vulnerabile per questo tipo di progetti a causa del processo di bioaccumulo, che vede metalli pesanti come il vanadio centuplicare la loro concentrazione rispetto allo stato delle acque all'interno di organismi come i mitili e vongole. Chiediamo di contrastare questo degrado del territorio e di prevenire  i conseguenti  pericoli per la salute dei cittadini al sindaco Enzo D'Ottavio, poichè massimo rappresentante della salute pubblica cittadina, alle realtà economiche come gli stabilimenti balneari di Lido Saraceni, ai titolari degli alberghi, agli armatori della piccola pesca».

«Faccio notare che», aggiunge De Sanctis, «ci sono diversi progetti che insistono sulla stessa area e che per quello di Walter Tosto è stata decisa l'esclusione dalla VIA. Ne consegue che non stanno valutando l'effetto cumulo dei vari progetti, nonostante i materiali arrivino tutti al porto di Ortona e da lì partano con i camion»