EFFETTI COLLATERALI

Sfrattato da progetto Case perché moroso: tenta suicidio

Migliorano le sue condizioni; ha assunto farmaci. C'è inchiesta

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Sfrattato da progetto Case perché moroso: tenta suicidio

Massimo Cialente

L'AQUILA. Hanno suonato più volte al campanello, ma non avendo ricevuto risposta i vigili urbani sono entrati dalla finestra e lo hanno trovato sdraiato sul letto in stato di semi-incoscienza per aver ingerito farmaci. È il drammatico epilogo del secondo sgombero di un inquilino moroso totale degli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e., eseguito dal personale del Comune e dalla polizia Municipale nell' insediamento di Coppito 3 all'Aquila.

Ora l'uomo, D.R. di 62 anni dell'Aquila, è ricoverato in coma al reparto di rianimazione dell'ospedale San Salvatore. Sull'episodio indagano i vigili urbani che tra le ipotesi stanno battendo anche la pista del tentativo di suicidio.

Il fatto ha innescato polemiche e proteste dei cittadini aquilani, che faticano ad abituarsi all'idea: alcuni inquilini, infatti, hanno inveito contro il personale del Comune.

La vicenda degli sfratti, circa 70 quelli programmati in una prima fase cominciata lo scorso 14 luglio, nasce dopo che l' amministrazione è stata condannata dalla Corte dei Conti per danno erariale per non avere preteso il pagamento di affitti e spese condominiali nei 19 nuclei di new town, circa 4500 alloggi antisismici, tirate su dopo il terremoto del 6 aprile 2009 per dare un tetto a oltre 16mila aquilani.

Il sindaco, Massimo Cialente, aveva dichiarato di rifiutarsi di cacciare di casa i cittadini già terremotati, invitando il governo a occuparsene, ma poi ha dovuto piegarsi.

 MIGLIORANO LE CONDIZIONI
Sono migliorate le condizioni del 62enne aquilano inquilino moroso totale del Progetto Case ricoverato ieri dopo essere stato trovato in stato di semi incoscienza per aver ingerito farmaci nel corso del secondo sgombero eseguito dal Comune dell'Aquila. L'uomo, che abitava nell'insediamento di Coppito 3, era stato ricoverato in Rianimazione. Tra le ipotesi c'è il tentativo di suicidio: a tale proposito continuano le indagini dei Vigili Urbani che stanno raccogliendo testimonianze di medici e parenti. Gli sfratti, circa 70 quelli programmati in una prima fase, sono cominciati lo scorso 14 luglio: il caso è nato dopo che l'amministrazione è stata condannata dalla Corte dei conti per danno erariale per non avere preteso il pagamento di affitti e spese condominiali nei 19 nuclei di new town - circa 4500 alloggi antisismici - costruite dopo il terremoto del 6 aprile 2009 per dare un tetto a oltre 16mila aquilani. Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, aveva dichiarato di volersi rifiutare "di cacciare di casa i cittadini già terremotati", invitando il governo a occuparsene.