IL SEQUESTRO

Libia, sequestrati 4 italiani della Bonatti, gruppo “Di Vincenzo”

La società di Parma è controllata dalla società pescarese

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Gentiloni e Mogherini




LIBIA. Quattro italiani sono stati rapiti in Libia. In una nota appena diffusa, la Farnesina informa che quattro italiani sono stati rapiti in Libia nei pressi del compound dell'Eni nella zona di Mellitah. Si tratta di dipendenti della società di costruzioni Bonatti di Parma controllata dal gruppo Igefi di proprietà della famiglia Di Vincenzo di Pescara.
Oggi la holding gestisce oltre 6 mila dipendenti in 14 Paesi, dal Messico al Nord Africa, dall'Arabia al Kazakhstan dove, grazie a una recente commessa, costruirà nei prossimi tre anni una città del petrolio nelle steppe a ridosso del Mar Caspio - con temperature da più 40 a meno 40 gradi - per sviluppare il giacimento di Tengiz raddoppiandone la produzione. Un contratto da 500 milioni di dollari che la vedrà impegnata insieme al partner kazako Isker Group nella costruzione di un nuovo campo residenziale di 150 mila metri quadrati con 5 mila posti letto, uffici, ristoranti, strutture tecniche e sportive.

IL RAPIMENTO
L'Unità di Crisi si è immediatamente attivata per seguire il caso ed è in contatto costante con le famiglie dei connazionali e con la ditta Bonatti. Come noto in seguito alla chiusura dell'ambasciata d'Italia in Libia il 15 febbraio, la Farnesina aveva segnalato la situazione di estrema difficoltà del paese invitando tutti i connazionali a lasciare la Libia.
Un fascicolo di indagine è stato aperto in Procura, a Roma. Il reato: sequestro di persona a scopo di terrorismo. Il pm ha affidato ai carabinieri del Ros i primi accertamenti per ricostruire quanto accaduto.
Il sequestro e' avvenuto domenica, mentre il gruppo dalla Tunisia rientrava in Libia ed era diretto verso l'impianto petrolifero e gasiero che esporta anche verso l'Italia. Per ora non c'e' stata alcuna rivendicazione.
Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha garantito tutto l'impegno del governo e dell'intelligence. Ma non ha nascosto che "e' sempre difficile dopo poche ore capire la natura, i responsabili" di un rapimento.
"E' una zona in cui ci sono anche precedenti. Al momento ci dobbiamo attenere alle informazioni che abbiamo e concentrarci sul lavoro per ottenerne altre sul terreno," ha aggiunto, sottolineando che il governo "e' impegnato per cercare di trovare" i sequestrati.


Secondo al Jazeera, i quattro sono stati sequestrati da elementi vicini al cosiddetto "Jeish al Qabail" (L'esercito delle Tribu'), le milizie tribali della zona ostili a quelle di "Alba della Libia" (Fajr) di Tripoli, in un'area -il villaggio di al Tawileh, vicino Mellitah- che fino a poco tempo fa era teatro di scontri e che solo di recente si e' calmata dopo la tregua sottoscritta dalle milizie tribali e da quelle di Alba della Libia. I quattro sarebbero poi stati trasferiti verso sud.
A Bruxelles, al tavolo dei ministri degli Esteri, nella consueta riunione ministeriale, oggi dedicata in primis proprio alla Libia, era presente anche l'inviato speciale dell'Onu, Bernardino Leon, che domani sara' a Roma alla Farnesina.
Arrivando alla riunione, l'Alto Rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini, ha detto che l'Ue "continua a sostenere la formazione di un governo di unita' nazionale nella speranza che possa accadere presto e, in particolare, che la fazione di Tripoli vi si unisca rapidamente". Sulla stessa lunghezza d'onda Gentiloni, che ha auspicato una stabilizzazione in tempi rapidi:" Sappiamo che che sono stati fatti in avanti, ci auguriamo che anche componenti di Tripoli si uniscano all'accordo che e' stato raggiunto". "Se l'accordo verra' concluso in modo largo l'Italia -ha assicurato- sara' impegnata come nazione leader in tutta l'attivita' di sostegno alla ricostruzione, al consolidamento e alla stabilita'" del Paese".
La Bonatti spa è un general contractor internazionale che ha sede a Parma. Offre, spiega il sito istituzionale della azienda, servizi di ingegneria, costruzione, gestione e manutenzione impianti per l'industria dell'energia. Ha sussidiarie o associate in Arabia Saudita, Egitto, Algeria, Kazakhstan, Austria, Messico Canada, Mozambico e Libia. Bonatti opera in 16 nazioni: Algeria, Austria, Canada, Egitto, Francia, Germania, Iraq, Italia, Kazakhstan, Messico, Mozambique, Romania, Arabis Saudita, Spagna, Turkmenistan e appunto Libia.