PESCATA IN FALLO

Vongolare nell’Area Protetta di Torre del Cerrano, Ministero stoppa la Regione

Wwf mostra il documento: «avevamo ragione noi»

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Vongolare nell’Area Protetta di Torre del Cerrano, Ministero stoppa la Regione

Torre del Cerrano

 

TERAMO. Oggi torna in discussione alla Conferenza regionale sulla pesca la “draga vibrante” che il COGEVO vorrebbe introdurre nell’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano”.

 Come è noto da anni si verificano continue violazioni del perimetro dell’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano” da parte di vongolare munite di turbosoffianti in spregio alle normative di tutela poste a garanzia di questa come delle altre aree marine potette italiane e con conseguenti danni ambientali. Della vicenda si sono occupate più volte le Forze dell’Ordine e la magistratura in base a dettagliati esposti sulle violazioni effettuate.

 Ora, per superare il divieto di legge, si vuole far passare per pesca artigianale un tipo di attrezzo, la draga vibrante, che nella Laguna di Venezia viene utilizzata per la pesca professionale, essendo uno strumento proprio della pesca industrializzata.

 Come già evidenziato in passato, per il Wwf si tratta di un attrezzo impattante sull’ambiente marino e perciò incompatibile con il grado di tutela che deve essere garantito in un’area marina protetta.

Il Wwf è in grado di produrre una nota della Direzione Generale per la Protezione della Natura e del Mare del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare indirizzata alla Regione Abruzzo che blocca qualsiasi iniziativa della Regione su eventuali modifiche del Regolamento sulla disciplina delle attività di pesca all’interno dell’AMP “Torre di Cerrano” ed evidenzia come qualsiasi decisione potrà essere presa solo dopo il parere dell’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale, in merito alla relazione sulla “draga vibrante” predisposta, su incarico del COGEVO, dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Abruzzo e Molise.

Il Ministero sottolinea, inoltre, «la necessità di adottare un principio di precauzione per la tutela degli habitat presenti nell’AMP e dunque che l’utilizzo al suo interno di qualsiasi attrezzo alternativo per la pesca alle vongole sia preceduto da una adeguata sperimentazione in ambiti non protetti».

 Viene pertanto confermato quanto sostenuto dal Wwf nella sua lettera di qualche giorno fa indirizzata all’assessore regionale Dino Pepe e a tutta una serie di altri organismi, tra cui il Ministero stesso e l’ISPRA.

 A parere del Wwf Abruzzo la soluzione di eventuali problemi legati alle attività dei vongolari successivamente all’istituzione dell’AMP “Torre di Cerrano” va ricercata abbandonando le forzature che fino ad oggi si sono tentate e ipotizzando soluzioni realmente alternative che garantiscano la tutela degli unici 7 km di costa abruzzese tutelati sui circa 130 totali.

MINISTERO Nota 13054 MATTM Vongolare