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Terna, ancora immissioni «abusive». Beffati anche due turisti inglesi

A Bucchianico e Atessa «giornata di ordinaria follia»

Redazione Pdn

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 Terna, ancora immissioni «abusive». Beffati anche due turisti inglesi

ABRUZZO.  Continuano le occupazioni di Terna per i lavori dell’elettrodotto e in altri due casi il diniego dei proprietari non è bastato per fermare la società. Dopo le ‘vittorie’ della settimana scorsa a Paglieta le ultime visite dei funzionari Terna non hanno avuto lo stesso esisto positivo per i proprietari dei terreni, come racconta il perito Antonio Di Pasquale che racconta una «giornata di ordinaria follia», quella di martedì scorso.

E’ andata male, infatti, a Matilde Di Renzo, proprietaria di un fondo nel comune di Bucchianico. La donna attendeva l’esecuzione del Decreto di occupazione d’urgenza emesso dalla società Terna insieme al Comandante della caserma Carabinieri di Bucchianico con diversi agenti.

Poco prima delle 11 di martedì scorso è arrivato sul posto il funzionario delegato della società con un altro incaricato Terna. «Mentre il funzionario», racconta Di Pasquale, «intratteneva i proprietari cercando di convincerli a far fare l’immissione promettendo ulteriori soldi oltre a quelli indicati nel decreto (647 euro) ho richiamato il rispetto dell’orario indicato nell’atto (11.10). A quel punto il funzionario delegato di Terna si è allontanava per telefonare».

Alle 11.20 il colpo di scena: «è sbucato nel noceto un altro funzionario di Terna», racconta Di Pasquale, «che con naturale nonchalance ha affermato, con immenso stupore di tutti i presenti, che l’immissione sul terreno della signora Di Renzo era stata eseguita in assenza della stessa». Ne è nata un’accesa discussione con successiva costituzione a verbale della proprietaria dell’immobile per denunciare il grave fatto.

«Il “pacco” organizzato dalla Società», continua Di Pasquale, «è perfettamente riuscito in barba al sottoscritto, ai proprietari del terreno ed alle forze dell’ordine».

 Momenti difficili martedì sera anche ad Atessa quando i proprietari dei terreni hanno scoperto le immissioni di Terna a cose fatte.

E’ sempre Di Pasquale a raccontare quanto avvenuto: «la famiglia Tumini attendeva l’arrivo dei funzionari di Terna delegati ad eseguire le immissioni sui propri fondi ma nessuno si è presentato. Solo dopo un funzionario di Terna ha detto di essere andato sui fondi ed aver eseguito le prese in possesso in assenza dei proprietari». E’ scattata la denuncia ai carabinieri.

«Dopo questa spasmodica avventura», commenta Di Pasquale, «ci si chiede ma perché la società Terna Rete Italia S.p.A. per eseguire le immissioni in possesso dei terreni necessari alla costruzione dell’infrastruttura deve usare la violenza ed ingannare le persone?»

 BEFFATI ANCHE DUE TURISTI INGLESI

Antonella La Morgia del Cast racconta invece la storia di una coppia di inglesi, che avevano scelto di vivere nella bella campagna di Colle Campitelli (contrada di Lanciano) comprando terreno e costruendo proprio negli anni in cui il procedimento era sui tavoli del Ministero.

Una iniziativa non rara per l’Abruzzo spesso scelta dagli stranieri per investimenti immobiliari all’insegna.

Nessuno, neanche in Comune, li ha avvisati dell’elettrodotto. Anzi, non parlando bene l’italiano, si sono affidati a qualcuno che ha fatto scrivere loro il contrario, che conoscevano l’Avviso Pubblico.

Non si sono accorti di questa traduzione nel testo e ora – continua a raccontare Antonella La Morgia - come possono dimostrare la nullità delle notifiche dei decreti? Il loro sogno di realizzare una serra e godersi la casa, tutta costruita secondo criteri ecologici e di bio- architettura, è infranto e di sicuro non avranno un bel ricordo dell’Abruzzo che avrebbe dovuto ospitarli e invece ha finito per ‘ingannarli’.

Un traliccio, che Terna ha modificato due volte, passerà a poche decine di metri dalla loro casa, che nemmeno le mappe avevano individuato. Per la servitù aerea si sono visti riconoscere un indennizzo irrisorio. Vorrebbero tornare nel loro paese dove, dicono, tutto questo non sarebbe possibile.

LA BATTAGLIA DEI COMUNI

Intanto i Comuni continuano la loro battaglia contro il colosso che non ne vuole saperne di arretrare.  Per Castel Frentano, Paglieta e Lanciano le condizioni dettate da Terna per proporre varianti di tracciato per mitigare gli impatti dell’elettrodotto sui loro territori sono «uno schiaffo inaccettabile».

All’indomani dell’incontro di Roma (11 giugno)- presso il Ministero dell’Ambiente si era deciso di valutare, alla presenza di un rappresentante scelto dai Comuni (era stata indicata  Antonella La Morgia, CAST) i documenti esecutivi.

«Proprio questi documenti», spiega La Morgia, «rappresentano ancora, con le difformità contestate rispetto al progetto autorizzato, uno dei nodi da sciogliere, su cui comitati ed enti si dicono convinti a continuare la battaglia. È guerra dunque contro Terna e contro il decreto che autorizza l’opera energetica, ritenuta un “cattivo progetto“, che è andato avanti solo per rimedi e revisioni alle lacune e criticità d’origine».

I LIMITI

Terna ha imposto ai tre Comuni (Lanciano, Castel Frentano e Paglieta), incontrati il 1 luglio in Regione, il limite di 25-30 metri per studiare spostamenti dell’attuale percorso e la necessità di indicare i punti di ingresso e uscita dei tratti modificati. La risposta dei sindaci è stata no. A D’Alfonso è stato ribadito che nelle zone abitate e di espansione, dove si contestano gli attraversamenti, pochi metri non fanno nessuna differenza.

I sindaci  Gabriele d’Angelo (Castel Frentano), Nicola Scaricaciottoli (Paglieta) e Mario Pupillo (Lanciano), non hanno voluto negoziare deviazioni di appena qualche metro per  i mega sostegni a 380.000 volt, e hanno dichiarato di mantenere inalterata la loro posizione legale in merito ai ricorsi davanti ai giudici del TAR, dove si attende che la discussione affronti il merito dei motivi d’impugnativa.

 «NON SIAMO LA GRECIA»

 Particolarmente duro con Terna è stato Gabriele D’Angelo (Castel Frentano), che non accetta di essere trattato né da Terna né dalla Regione «con un atteggiamento quasi da Troika con la Grecia», e ha definito “apodittiche” le posizioni della società, gestore della RTN.

D’Angelo ricorda che la richiesta di migliorare il percorso nei tre comuni è stata presentata nel procedimento, dove c’era un pregiudiziale veto di Abruzzoenergia a qualsiasi modifica, e poi successivamente, sulla base di un estratto delle fasce di fattibilità (la cui cartografia è rimasta fantasma). Infatti, in base alla legge, le varianti a rilievo localizzativo sono possibili dopo il decreto definitivo, purché soggette a nuova VIA. Per questo sarebbe stata già sollevata l’attenzione della Regione, a partire dall’agosto dello scorso anno fino ai tavoli di questo inverno e al Consiglio straordinario dello scorso febbraio.

Resta anche da vedere il peso (forse politico) della variante di Atessa, che è stato il primo Comune a siglare l’accordo sulle compensazioni e ad accettare l’elettrodotto, quando non c’era ancora stato il decreto di VIA, e che propone lo spostamento in rettifilo di alcuni sostegni, ben oltre il limite dei 30 metri.

 «NESSUNA CONCESSIONE»

 «Terna non ha fatto nessuna concessione – sostiene anche Antonella La Morgia (CAST, Comitato Ambiente Salute e Territorio), perché sono già le ditte che eseguono i lavori in appalto a poter normalmente concordare questi spostamenti con i proprietari espropriati e altri privati consenzienti, negoziando soluzioni ritenute più “comode” entro la fascia di rispetto del tracciato».

Il Sindaco di Castel Frentano attacca però anche le responsabilità della Regione. «Siamo stati per mesi a chiedere di essere ricevuti -  afferma Gabriele D’Angelo- e nel silenzio perpetrato si è invece concesso solo a Terna di sfruttare il tempo a suo favore. Ora abbiamo avuto dal Presidente le ore contate per decidere sulla testa dei nostri cittadini.  Due-tre giorni per ipotecare il futuro di famiglie, sul quale c’era il diritto di dire la nostra parola davanti al progetto preliminare, e non a giochi fatti, com’è accaduto con la “procedura” seguita da Abruzzoenergia. Ora va chiarito anche il ruolo della Regione e se ha avuto, nei confronti dei comuni, non meno misteri di quanti ne abbia Terna.  Mentre si dichiarava a parole solidarietà ai territori, forse si decideva nelle stanze aprendo altre porte a Terna, e non si ascoltava chi chiedeva continuamente di essere messo al corrente anche di quell’operato».

IL DOPPIO BINARIO

Anche per i Comitati, la Regione sembra aver seguito un doppio binario: da un lato con la revoca di determine che disconoscono i presupposti del progetto e con gli incarichi, mai adempiuti, affidati all’Avvocato Cristina Gerardis di esaminare le criticità. Dall’altro, la Regione avrebbe messo a Terna più tappeti rossi che ostacoli, dicono dal Cast, per sanare buchi e lacune progettuali contestati nei copiosi dossier degli ambientalisti.  

I Comitati (Coordinamento Comitati No Elettrodotto e Forum Acqua) ora passano al vaglio i documenti più recenti che non sono stati “stranamente” trasmessi ai Comuni.  Note, determinazioni, pareri e assensi, testimonierebbero l’attività degli organi regionali (come il Servizio Politiche Energetiche che fa capo alla D.ssa Iris Flacco) incaricati di valutare una documentazione esecutiva che avrebbe poco a che fare –come hanno sempre contestato gli ambientalisti - con quella su cui si sono basate le osservazioni in sede di VIA.  

«Terna avrebbe praticamente sviluppato un suo nuovo progetto», dicono dal Cast, «che dai piloni alle fondazioni non rappresenterebbe proprio l’ingegnerizzazione di quello autorizzato. Il caso di Paglieta, dove sono stati fatti lavori e poi si è chiesta l’autorizzazione per gli spostamenti, lo confermerebbe».

LA FASCIA DI ASSERVIMENTO

Spiega Antonella La Morgia (CAST) che il calcolo della cosiddetta fascia di asservimento è un caos di documenti che si contraddicono. «Si è partiti con un metodo di calcolo e si è arrivati ad un altro, accorciandola come l’orlo di una gonna, sapendo che gli agricoltori non avrebbero potuto capire granché».