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Giochetti sulla spiaggetta, vanno bene tutti gli sport ma il beach golf gratis no

De Marco: «proponemmo pacchetto intero senza spese per gli organizzatori. Dopo lo stancheggio il no»

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Giochetti sulla spiaggetta, vanno bene tutti gli sport ma il beach golf gratis no

PESCARA.  Anche il beach golf tra i Giochi del Mediterraneo on the beach di Pescara? L’idea piaceva persino ad Amar Addadì, presidente del Comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo, ma poi non se ne è fatto più niente. Certo pareva proprio una idea originale e per giunta appropriata per questa nuova disciplina che si sta facendo strada e nata a casa nostra.

Perché non se ne fece nulla? 

Questione di mancanza di fondi, dicono dal Comune (5,5 milioni non bastavano) eppure gli organizzatori erano disposti a far inserire la disciplina completamente a costo zero per le casse pubbliche, garantendo la partecipazione di diverse nazionalità, occupandosi direttamente dell’organizzazione, dei volontari e del rispetto delle regole generali.

Ma alla fine l’idea è stata comunque cassata.

Perché Pescara ha perso questa occasione e si è fatta sfuggire l’opportunità di anticipare persino le olimpiadi del Brasile del prossimo anno, dove per la prima volta questa disciplina verrà scoperta dal grande pubblico? In Brasile sì ma a Pescara no.

Non sa proprio spiegarselo Mauro De Marco che nel 1999 ha fondato a Pescara la BGSA ( Beach Golf Sport Association ) con l’idea di stravolgere la concezione che gli italiani hanno del golf, trasformando questo sport “elitario e costoso”  in qualcosa che tutti  potessero praticare liberamente sulle nostre spiagge.

«Il progetto Beach Golf è diventato da subito un caso studio in molte università italiane e straniere e, proprio nel 2014», spiega De Marco a PrimaDaNoi.it, «abbiamo realizzato i primi campionati Europei con la partecipazione di 22 Nazioni rappresentate da altrettante Università di Scienze dello Sport. La strada è stata dura ed in salita ma sicuramente affascinate e stimolante».

L’evento pescarese poteva essere determinante per dare una sorta di certificazione a questa disciplina e un riconoscimento per la città stessa in quanto il Beach Golf è l’unica disciplina "on the beach" nata e sviluppata in Europa, ovvero a Pescara, a differenza di tutti gli altri sport da spiaggia che sono stati introdotti da Oltreoceano.

Ma come detto non lo vedremo tra gli sport dell’evento pescarese nonostante l’idea piacesse ad Addadì come conferma De Marco. Poi all’improvviso qualcosa è cambiato.

 TRATTATIVE LUNGHE ED ESTENUANTI

Le trattative cominciano con largo anticipo, circa tre anni fa, e si va avanti tra ipotesi possibiliste e dinieghi. L’anno scorso De Marco incontra personalmente Addadì in un meeting negli Uffici dell’assessorato allo Sport della Regione Abruzzo. Sembrava cosa fatta.

Dopo qualche mese, ad ottobre, Addadì riferisce che la scelta dei giochi non dipendeva più da loro ma dalla Commissione Pescarese.

«Ci disse», ricorda De Marco, «che, comunque, il Beach Golf

sarebbe stato inserito almeno nei “ Giochi Dimostrativi” e di contattare l’ufficio di Pescara diretto dal nuovo direttore generale Guglielmo Petrosino per definire la questione».

Dunque una soluzione intermedia, giustificata sempre dalla carenza dei fondi. La stessa proposta venne fatta anche alla Confederazione Boccistica Internazionale:  il presidente Rizzoli che è anche Presidente della Federazione Italiana, aveva inoltrato al presidente Addadi una sua lettera personale per richiedere la possibilità dell'inserimento durante i Beach Games di Pescara 2015 di una nuova specialità, Beach Bocce. La stessa domanda di inserimento era stata caldeggiata anche dal Coni.

 IL SOGNO SVANISCE

Dopo settimane di anticamera durante le quali De Marco chiede insistentemente un appuntamento con il comitato arriva l’incontro faccia a faccia. Non ci sono soldi, ripete il comitato, non se ne fa più niente, e sfuma anche l’ipotesi dei giochi dimostrativi.

«A questo punto», racconta De Marco, «noi gli diciamo che saremmo stati disposti a pagare tutto noi evitando qualsiasi impegno organizzativo alla commissione e rispettando tutte le loro disposizioni e linee guida. Petrosino ci chiede di inviargli una email riassumendo la nostra conversazione».

Vengono così messe nero su bianco tutte le proposte: «avremmo provveduto autonomamente a sostenere tutti  i costi di realizzazione, a ottenere le autorizzazioni Istituzionali necessarie (Comune, Guardia Costiera) per poter utilizzare il suolo pubblico (spiaggia) per realizzare la nostra attività, avremmo provveduto anche  autonomamente a trovare le risorse umane (volontari e quant’altro ) necessari alla gestione operativa della nostra competizione.

Avevamo garantito  il rispetto il programma dei Mediteranean Beach Games e sempre noi ci saremmo occupati dei premi che comunque non sarebbero rientrati nel Medagliere dei Beach Games».

 IL NO DEFINITIVO

Ma nemmeno tutte queste rassicurazioni bastano e arriva il no definitivo. E’ il 23 aprile: il comitato rifiuta l’opportunità di inserire questa disciplina a costo zero.  Petrosino sostiene che sia stato Addadì a dire no ma Di Marco sa con certezza che il presidente aveva dato l’ok ai giochi dimostrativi.

«Il presidente», riferì Petrosino a De Marco, «ha comunicato la assoluta impossibilità di inserire all'interno del periodo di svolgimento dei Beach Games di Pescara qualunque altro sport, dimostrativo o no».

Questo per non «perturbare l'organizzazione aggiungendo altro sport che inevitabilmente disturberebbe i preparativi». E poi vennero tirate in ballo le solite questioni economiche.

 Dunque il progetto svanisce definitivamente ma De Marco non riesce a capire: «perché gli organizzatori locali non ci vogliono far partecipare ai giochi? Visto che  l’unico impedimento pareva fosse legato al fattore economico e visto che non hanno accettato neppure che fosse tutto pagato da noi, l’unica risposta che ci viene in mente è: “pescarese tu sei, partecipare tu

non puoi” che, qualcuno più dotto nel passato aveva espresso con: Nemo Propheta in Patria».