IL PERSONAGGIO

Morto a 99 anni la memoria storica di Tollo e promotore della cantina sociale

Riccardo “Bartolo” Marcello Di Ruscio la sua vita tra impegno e letteratura

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Morto a 99 anni la memoria storica di Tollo e promotore della cantina sociale

Riccardo “Bartolo” Marcello Di Ruscio

TOLLO. Si spento ieri Riccardo “Bartolo” Marcello Di Ruscio, nato a  Tollo, non aveva mai conosciuto il padre, morto in seguito alle ferite riportate in guerra nel 1915, il giorno di San Bartolomeo.

Una crocerossina che assisteva il padre nell’ospedale militare di La Spezia raccolse e trasmise alla diretta interessata l’ultimo desiderio espresso dal morente, riguardante il nome del bimbo che la moglie teneva in grembo, che si sarebbe dovuto chiamare, se fosse stato maschio, Riccardo, Marcello, Bartolomeo. Riccardo e Marcello erano i nomi di un fratello e di un cugino pure loro morti in guerra.

«Questo avvenimento», ricostruisce in un post le Edizioni Noubs «è stato uno dei punti di riferimento della vita stessa di “Bartolo”, trascorsa nel ricucire pazientemente i fili del destino del suo paese, distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Grazie alla sua opera alacre, in qualità di amministratore pubblico, egli contribuì alla ricostruzione e alla rinascita civile, sociale ed economica del suo paese; fu il promotore e l’instancabile organizzatore della creazione della Cantina Sociale di Tollo, che oggi rappresenta una delle aziende vinicole più importanti del Meridione, dove si produce e si esporta la maggior quantità del pregiatissimo oro nero d’Abruzzo».

 La battaglia che egli combatté nella sua esistenza fu diretta non solo alla rinascita economica dei suoi concittadini ma soprattutto fu volta a rafforzare in loro i principi della democrazia, della libertà.

«Egli», si legge ancora nel post, «improntò la sua vita a un alto rigore morale, urgenza che spesso coincideva con un forte atteggiamento critico, in vista di un mondo migliore in cui si potessero evitare proprio quei conflitti che avevano recato tanto dolore all’umanità, sfociando nelle guerre mondiali. Egli sognava un mondo dove la convivenza civile trionfasse rigettando ogni discriminazione, dove la solidarietà, la libertà, la pace, la fratellanza, l’uguaglianza di fronte alla legge non fossero state soltanto parole vuote, ma un effettivo esercizio dello spirito per una sincera e generosa condivisione del bene comune».

Bartolo era la memoria storica di Tollo, spesso intervistato da giornalisti (compare anche in un film di Fabrizio Franceschelli e Anna Cavasinni), dagli studenti di ogni scuola e grado, memoria che aveva voluto affidare anche alle future generazioni mediante la pubblicazione di 6 libri e di molti altri opuscoli e scritti vari, tra i quali “Memorie di Tollo” (Noubs, 1997), “Memorie di Tollo – Dalla Ricostruzione alla Cantina Sociale” (Noubs, 1999), “Memorie di Tollo – La storia recente” (Noubs, 2004), “Memorie dsi Tollo – Dalle vecchie usanze alla vita attuale” (Noubs, 2006), “La mia vita – Satire, ricordi, poesie” (Noubs, 2012), “Diario di guerra e altri scritti” (Noubs, 2014).

«Con la scomparsa di Bartolo», scrive la casa editrice, «se ne va non solo la sua vita, ma tutta quell’affollata carrellata di personaggi, di fatti, di vicende, di persone dai nomignoli più strani, di aneddoti spesso umoristici che egli narrava, testimone ultimo e appassionato di un mondo che aveva avuto il coraggio di rinascere dalla guerra e dalla miseria con ideali nuovi e generosi, di fratellanza, di solidarietà, ideali dei quali sembra che non siamo più degni, oggi che una ricchezza conseguita forse in modo non del tutto meritata ci ha resi avidi, razzisti, irriconoscenti, privi del più elementare rispetto del bene comune, privi di una “patria” comune. Che l’esempio fulgido di Bartolo possa ispirare le nuove generazioni, insegnando loro la speranza che un mondo migliore si può sempre sognare e a volte si può anche realizzare. Come nel caso dell’eroico Bartolo. Noi non abbiamo bisogno nel nostro Paese di eroi che si facciano giustizia da soli, di ronde e di armi, ma di persone forse anche modeste che siano capaci di amare e di rispettare gli altri, capaci di creare dialogo, ricerca, innovazione, di contribuire a migliorare la società, in nome di alti ideali, facendosi attraversare da una grande tensione etica, non dimenticando mai gli ultimi, che sono il sale della terra».