I DUBBI

Più soldi alle cliniche private, «perché Zuccatelli non ha firmato decreto di D’Alfonso?»

Il quesito dell’intersindacale abruzzese che ha scritto al governatore

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Più soldi alle cliniche private, «perché Zuccatelli non ha firmato decreto di D’Alfonso?»

ABRUZZO. L’intersindacale sanitaria abruzzese ha scritto al presidente e commissario alla Sanità, Luciano D’Alfonso, per contestare il decreto con il quale si stanziano 7,5 milioni di euro in più alle cliniche private.

Una mossa che sta facendo discutere tanto e che, come ha spiegato nei giorni scorsi a PrimaDaNoi.it Alfonso Mascitelli, direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, è stata semplicemente l’applicazione della legge. Ieri a protestare è stata l’Anaao, l’associazione dei medici dirigenti, che non ha gradito il ‘regalo’ fatto dal commissario straordinario della sanità.

Oggi tocca all’intersindacale secondo cui ci sarebbero troppe cose che non tornano, troppi interrogativi aperti, tutti girati in una missiva al presidente nella speranza di ricevere una risposta. Arriverà?

Secondo l’intersindacale, prima di tutto, il decreto firmato nei giorni scorsi sarebbe un provvedimento che stravolge i conti della sanità regionale in barba al Piano Operativo 2013-2015 che la Regione, attualmente commissariata, ha concordato con i tavoli di monitoraggio ministeriali.

E per fare questo, riconoscono, D’Alfonso ha sì rispettato le ‘regole’ (in particolare il comma 14 dell’art. 15 della legge n° 135 dell’8 agosto 2012 conversione del decreto legge n° 96 del 6 luglio 2012) ma avrebbe anche colto l’opportunità offerta , «certamente non vincolante», per giustificare il provvedimento adottato.

Inoltre si contestano alcune omissioni, come quella nello schema del contratto in cui non si terrebbe conto di disposizioni previste dalla legge n° 405 del 16 novembre 2001 e dal decreto commissariale n° 27 dell’ 8 luglio 2011, che saranno oggetto di una nota che l’intersindacale spedirà nei prossimi giorni a D’Alfonso per chiarire la questione.

INTERROGATIVI APERTI

E sullo sfondo, intanto, aleggiano una serie di interrogativi che aspettano una risposta. Come mai il provvedimento non è firmato anche dal sub-Commissario dottor Giuseppe Zuccatelli che il Governo ha affiancato a D’Alfonso durante il periodo del commissariamento?

Ma l’intersindacale si chiede anche come mai D’Alfonso abbia esteso anche agli anni 2012, 2013, 2014 e 2015 i “benefici” riservati solo all’anno 2011. E come mai il presidente ha scelto di evitare i contenziosi intentati dai privati al TAR Abruzzo e al Consiglio di Stato che invece hanno già dato in buona parte ragione alle scelte fatte in tale settore dall’Amministrazione regionale precedente?

«Come mai», domandano ancora i sindacati, «il decreto da lei adottato asserisce che, l’extra budget pari a 7, 5 milioni di euro, troverebbe copertura nella manovra di potenziamento dell’attività territoriale?»

Quale potenziamento ha intenzione di programmare, secondo quanto afferma il decreto, per l’assistenza sanitaria territoriale se si tolgono a questo settore 7,5 milioni di euro ?

L’intersindacale domanda al governatore anche come intende salvaguardare la rete ospedaliera pubblica, già in difficoltà per la questione del personale, adesso che dovrà essere attuato il decreto ministeriale riguardante gli standard ospedalieri e ci sarà, per quota parte, il taglio del fondo sanitario regionale stabilito nell’ultima riunione della Conferenza Stato-Regioni.

«Ritiene Lei che i budget (tetti di spesa) per le prestazioni ospedaliere e per le prestazioni riabilitative negoziate con le strutture sanitarie private accreditate devono comunque essere erogati anche se il volume delle prestazioni fatturate in quell’anno non raggiungono i tetti negoziati».

E poi: «ritiene Lei che questo extra budget concesso alle strutture sanitarie private accreditate ridurrà la spesa sanitaria legata alla mobilità passiva? Non ritiene Lei invece che, per ridurre la mobilità passiva, sarebbe meglio stipulare gli annunciati e mai sottoscritti “accodi di confine” con le Regioni limitrofe che hanno già fatto fra loro tali accordi (Marche con Emilia e Romagna, Umbria, Toscana) per evitare il salasso economico legato al pagamento di prestazioni ospedaliere a bassa complessità a case di cura marchigiane ove operano professionisti, anche abruzzesi, che hanno studi nelle maggiori città abruzzesi?»

Tutte domande che aspettano risposta.