GLI SVILUPPI

Inchiesta Soget, indagati Sospiri e Mazzocca. Chiesta l’interdizione di Monaco e Ludovico

Lunedì interrogatori. Per Sospiri concorso in abuso d’ufficio per Mazzocca concorso in abuso d’ufficio e corruzione

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2058

Inchiesta Soget, indagati Sospiri e Mazzocca. Chiesta l’interdizione di Monaco e Ludovico

Sospiri e Mazzocca

ABRUZZO. Lunedi 13 luglio 2015, alle ore 09.30, il gip Maria Carla Sacco procederà all'interrogatorio di Gaetano Monaco e Domenico Ludovico, rispettivamente direttore generale e responsabile settore esecutivo della Soget. Si tratta dell’interrogatorio che il codice prescrive si debba fare preliminarmente alla misura cautelare dell’interdizione come la sospensione dal loro incarico.

Alla fine l’inchiesta che ha destato scalpore nella classe politica locale per una serie di presunti “sconti” sulle tasse comunali da pagare (o debiti da tariffe) è arrivata ad un punto di svolta. Non si tratta di una richiesta di arresto, che sarebbe stata molto più grave, ma di quella più lieve ma comunque importante della sospensione dall’incarico dei vertici della Soget. Novità anche le accuse ai due politici Lorenzo Sospiri (Fi) e Mario Mazzocca (Sel): al primo viene contestato il reato di concorso in abuso d’ufficio mentre all’attuale assessore regionale all’Ambiente la corruzione.

La richiesta dei pm -che nel frattempo sono diventati 3 (Gennaro Varone, Annarita Mantini e Mirvana Di Serio)- riguarda solo Monaco e Ludovico ed ora dovrà superare il vaglio del giudice che deciderà se accogliere o respingere l’istanza della procura.

Le indagini sono state curate dalla Polizia di Stato (Squadra Mobile) e dal Corpo Forestale dello Stato.

Si tratta della mega inchiesta che sta cercando di far emergere un modus operandi che avrebbe permesso o contribuito l’accumulo di ingenti debiti riversati sulle casse del Comune di Pescara in conseguenza della mancata riscossione di tasse multe automobilistiche, riscossione affidata appunto alla Soget.

Una parte dei 36 mln di crediti del Comune giudicati inesigibili in realtà, dice l’accusa, sarebbero “regali” a personaggi influenti.  La società di riscossione avrebbe “scontato” illecitamente ad una lista lunghissima di amministratori locali centinaia di migliaia di euro facendo risultare tali debiti “inesigibili” in realtà con ogni probabilità mai effettivamente richiesti.  Si tratterebbe di un «modus operandi» della società per ingraziarsi politici e amministratori con incarichi pubblici in diversi enti.

Di fatto secondo le tesi della procura di Pescara, Monaco d’accordo con Ludovico avrebbe disposto la revoca del pignoramento a Lorenzo Sospiri (Fi), ora indagato formalmente, il 29 maggio 2014 con un atto «apparentemente» sottoscritto a Taranto sottoscritto da Ludovico ma in realtà l’atto sarebbe stato predisposto a Pescara dallo stesso Monaco.

La presunta falsità documentale sarebbe emersa dall’ analisi dei files contenuti nei pc sequestrati a Monaco dal quale la polizia giudiziaria che indaga (Squadra Mobile e Forestale) è potuta risalire.

«IMMOTIVATA RATEIZZAZIONE»

Secondo la procura i due responsabili della società di riscossione incaricata dal Comune di Pescara avrebbero acconsentito con estremo ritardo ad una «immotivata rateizzazione» all’irreperibile consigliere regionale Lorenzo Sospiri sulle cui tasche pendeva un debito di circa 10mila euro per tasse e multe automobilistiche mai pagate in dieci anni.

Tra le accuse mosse a Monaco ci sono le  richieste che vengono giudicate “sospette” per il tempo in cui sono state fatte (cioè dopo le notizie sulla inchiesta medesima) di avviare le procedure esecutive riguardo alla posizione di Mario Mazzocca e di altri soggetti debitori verso l’Aca. In seguito scattò l’ipoteca su un immobile di Mazocca per 22.300 euro.

Il tutto sarebbe stato avviato con estremo ritardo e per favorire l’assessore regionale seguendo quella che viene definita «prassi aziendale» di «tenere indenni da procedure esecutive i politici» così sarebbe arrivata la cancellazione della suddetta ipoteca «con falsa motivazione» e cioè «per definizione del debito». In pratica dopo le notizie sulla inchiesta Monaco avrebbe cercato di “mettere a posto  le carte” e avviato la pratica del pignoramento per poi estinguerlo motivandolo con il pagamento (secondo la procura mai avvenuto).

Il reato contestato al momento a Monaco è abuso d’ufficio ma tra i reati c’è anche quello di aver indotto il funzionario Patrizia Marinelli della Soget a redigere gli atti falsi.

Le altre accuse al vertice di Soget arrivano anche dalla sua risposta ufficiale data al sindaco del  Comune di Pescara che lo aveva interpellato in seguito ad una interrogazione del Movimento 5 Stelle. Monaco avrebbe omesso di segnalare l’esistenza di procedure di riscossione a carico di Sospiri e ha attestato falsamente la presenza di una istanza di rateizzazione «asseritamente presentata da Sospiri».

Ulteriori reati di falso sarebbero poi stati commessi nell’attestazione della incredibile «irreperibilità» del “famoso” consigliere regionale ed ex consigliere comunale di Forza Italia anche perché la frequentazione telefonica tra Monaco e Sospiri era notevole.

LA POSIZIONE DI MAZZOCCA

Ma la novità più importante è che sono stati iscritti nel registro degli indagati anche Mazzocca e Sospiri che fino a questo momento non lo erano.

Mazzocca avrebbe agito come “istigatore” e «beneficiario della condotta illecita da lui consapevolmente promossa» e per questo  è accusato di concorso in abuso d’ufficio.

I guai per Mazzocca sono iniziati proprio da Monaco e dal suo cellulare che è stato sequestrato e nel quale sono state trovate tracce giudicate molto utili dagli investigatori e tra questi anche molti contatti con Mazzocca.

Nel 2014 dopo (e dopo che le notizie sull’inchiesta erano già uscite sui giornali) l’assessore Mazzocca avrebbe chiesto alla Soget di poter rateizzare il suo debito quello però che la Soget aveva estinto per «avvenuto pagamento».

Tra i fatti contestati e già emersi anche la proroga del contratto alla Soget da parte della giunta del Comune di Caramanico Terme,  all’epoca presieduta da Mario Mazzocca, per la riscossione delle tasse comunali sugli immobili.

Secondo la procura con la delibera di giunta del 14 marzo 2014 l’ente avrebbe prorogato «ex post e d’ufficio» la concessione alla Soget del 2011. Per gli inquirenti questo atto sarebbe una diretta controprestazione del favore fatto all’ex sindaco Mazzocca e per questo indagato per corruzione  

LA POSIZIONE DI SOSPIRI

Problemi simili per Lorenzo Sospiri, beneficiario anche lui di un “abbuono” di oltre 10mila euro da parte della Soget oggetto anche di «immotivate rateizzazioni», «persino in mancanza di istanza di rateizzazione proveniente dall’interessato»; l’unico scopo sarebbe stato quello di consentire a Sospiri di non pagare alcunchè e di restare inadempiente.

Alessandro Biancardi

MAZZOCCA:«STUPITO»

«Apprendo, non senza un certo stupore, la notizia di un presunto mio diretto coinvolgimento nelle indagini sulla vicenda 'Soget».

 Lo spiega l'assessore all'ambiente della Regione Abruzzo Mario Mazzocca.

«Dopo le notizie comparse sulla stampa locale nello scorso mese di aprile, insieme al mio legale - prosegue Mazzocca - abbiamo avuto modo di approfondire la sostanza dei rilievi riportati negli articoli allora pubblicati, nell'ambito della normale attività investigativa di natura difensiva che la legge attribuisce ad ogni cittadino. Sulla scorta di tali approfondimenti, riteniamo insussistenti gli addebiti che sembrano essere mossi alla mia condotta e, perciò, nutriamo la massima fiducia negli organi inquirenti affinché possa essere fatta al più presto piena luce sulla vicenda. Nel particolare, ribadisco di non avere mai ottenuto alcun "illecito favore" da parte di chicchessia; sto regolarmente pagando il mio debito di oltre ventimila euro nei confronti della società acquedottistica Aca, un debito che si ritiene ingiustamente contratto in quanto dovuto ad una rottura della linea di adduzione all'unico rubinetto di un garage inutilizzato da circa 20 anni, perdita scoperta solo dopo anni di mancata lettura del relativo contatore da parte di Aca medesima. Né tantomeno, con il mio agire, ho mai corrisposto 'favori' di sorta alla menzionata società di riscossione».

«Nel ribadire la mia piena fiducia nell'operato dalla magistratura, non posso fare a meno di esternare la mia grande amarezza per l'intera vicenda e per il conseguente risalto mediatico massimamente dovuto al ruolo istituzionale da me attualmente ricoperto. Manifesto, tuttavia, anche una grande serenità derivante dalla consapevolezza di aver sempre operato per il bene pubblico e collettivo, come per altro attestato dai circa 500 messaggi di solidarietà ricevuti nell'aprile scorso da parte di chi mi conosce personalmente da tempo e da chi invece ha avuto la possibilità di vedermi all'opera solo da alcuni mesi».

 SOSPIRI:«SONO IN REGOLA MA GLI ALTRI CHI SONO?»

Ribadisce quanto già detto in passato Lorenzo Sospiri che sottolinea di essere in regola avendo pagato il suo debito ma chiedendosi anche chi siano gli altri «843» politiciche avrebbero ricevuto presunti favori illeciti.

«Inizialmente», dice, «avevo chiesto di rateizzare: ora, se non vi fosse una rateizzazione, che è una prerogativa di legge, perché avrei pagato delle rate? Parliamo di una rateizzazione richiesta a fronte di una somma sicuramente di importo non indifferente, rateizzazione chiesta come avrebbe fatto qualunque cittadino di fronte a tale onere. Da molto tempo ho saldato l'intero importo, con annessi more e interessi, perché il mio debito non era 'inesigibile', tutt'altro: doveva essere riscosso e lo è stato. Ciononostante si continua a fare il mio nome, ma tra le indiscrezioni, come stralci degli interrogatori, non escono fuori i nomi di coloro che invece non hanno pagato il proprio debito, generando il debito per crediti inesigibili del Comune di Pescara. Inevitabile che mi interroghi sul perché di tale circostanza e che torni a chiedere con forza quei nomi».