L'OPERA CONTESTATA

Deposito Gpl a Ortona, Febbo chiede ulteriori chiarimenti a D’Alfonso

Presentata interpellanza sui potenziali rischi e sulla procedura seguita

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Deposito Gpl a Ortona, Febbo chiede ulteriori chiarimenti a D’Alfonso

Walter Tosto ad Ortona

CHIETI. Un’interpellanza per chiedere al presidente D’Alfonso una serie di chiarimenti sulla vicenda che riguarda la costruzione del deposito di Gpl nel porto di Ortona.

A tenere acceso l’interesse sul progetto è il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo che si chiede se siano stati redatti tutti gli elaborati e gli studi ai sensi del DPR 5 ottobre 2010; se il progetto e lo studio preliminare ambientale siano stati pubblicati sul sito web della Regione Abruzzo in modo corretto e nei tempi giusti oppure se sono stati sostituiti durante le pubblicazioni per renderli accessibili.

Il progetto prevede la costruzione di un deposito costiero di Gpl da 25.000 metri cubi con annessa banchina di scarico navi gasiere. 

Mauro Febbo pone l’accento anche sul cumulo con le altre attività presenti, se queste siano compatibili con il deposito di Gpl e a quali condizioni di sicurezza. Considerato che l’impianto dovrebbe sorgere in una zona costiera ad alta densità demografica – sottolinea il consigliere regionale di Forza Italia - la Regione ha valutato il rischio di incidenti che potrebbero causare pericoli proprio connessi con le altre attività presenti nel molo nord? Inoltre, sono state valutate le conseguenze in termini di  inquinamento acustico ed atmosferico che verranno prodotti da 110 - 120 passaggi giornalieri (andata e ritorno) di autocisterne di grandi dimensioni, distribuiti nelle 8 ore lavorative giornaliere che andrebbero a sviluppare 15 passaggi ogni ora e quindi un passaggio ogni 4 minuti? 

«Il Comitato Via avrebbe dovuto valutare, per prassi consolidata, le osservazioni pervenute “fuori termine” visto e considerato che il Codice dell’ambiente, nel testo in vigore, non disciplina i termini di presentazione delle osservazioni in modo perentorio», spiega Febbo.

«Vorremmo sapere se è stato chiesto il parere sia del Commissario la perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina, De Dominicis, visto e considerato che i progetti ricadenti in aree protette vanno sottoposti a Via, sia del Consiglio Comunale di Ortona che ha provveduto a deliberare una proposta di perimetrazione».

 Infine per quanto riguarda la costruzione della banchina da concedere alla Società da realizzarsi in conformità con il Piano Regolatore Portuale vigente «mi chiedo», continua Febbo, «se questa sia compatibile con l’attività di dragaggio del porto e con l’attività del deposito di Gpl in oggetto; quali sono le condizioni tecniche previste affinché le due attività possano essere svolte in totale sicurezza? Se, qualora il materiale del dragaggio destinato a tumulare i serbatoi fosse inquinato – conclude Febbo – sono stati previsti fondi pubblici per l’ampliamento della banchina da concedere alla Società privata? Mi auguro che il presidente D’Alfonso faccia luce su questi aspetti tenendo conto del forte impatto che il progetto avrà su un’intera comunità». 

IL PROGETTO

Il progetto (in zona sismica 3) prevede la costruzione e l’esercizio di un impianto costiero di ricezione, stoccaggio e travaso di Gpl nell’area portuale. Sarà costituito da serbatoi tumulati per lo stoccaggio complessivo di 25 mila metri cubi di Gpl, un pontile di scarico per le navi gasiere in aderenza alla diga foranea nord.

Le opere di progetto sono suddivise in due aree di intervento. La prima: un’area deposito costituita da manufatti, impianti e sistemi per lo stoccaggio del prodotto scaricato dalle gasiere, il caricamento del GPL in autocisterne (ATB) e ferrocisterne (FC) e la spedizione del prodotto sul territorio nazionale. La seconda: un’area scarico nave costituita da impianti ed apparecchiature per l’ormeggio e lo scarico delle navi gasiere, oltre il piping di collegamento con l’impianto a terra. La tubazione e le apparecchiature funzionali alla discarica della nave gasiera saranno installate su di una struttura metallica disposta in allineamento con la diga foranea lato Nord che si collega con un pontile di attracco.

 COME FUNZIONERA’ L’IMPIANTO

Le navi gasiere, una volta ottenuto il consenso dalla Capitaneria di Porto di Ortona, svolgeranno le operazioni di scarico Gpl. «La manichetta della tubazione di collegamento nave-impianto a terra», si spiega nel progetto, «è dotata sia di valvola manuale che flangia cieca, pertanto a fine operazione di scarico, saranno ripristinate, attraverso la chiusura della tubazione le condizioni di sicurezza originarie».

Per le attività di carico delle autocisterne e delle ferro cisterne sono previste procedure di check in un’area esterna all’area operativa e il travaso di gpl tramite pompe. Il carico sarà automatico e si interromperà al raggiungimento del valore pre-impostato.

E’ previsto anche un impianto di ‘odorizzazione’ (obbligatorio per legge) sul pontile di scarico ed in linea con le tubazioni del travaso per individuare eventuali perdite. L’impianto sarà operativo per 330 giorni all’anno per 24 ore al giorno.

Per quanto riguarda i flussi delle navi gasiere si prevede 1 nave al mese da 10 mila tonnellate di Gpl nel periodo invernale, una nave al mese da 5 mila tonnellate di Gpl nel periodo estivo.