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Air gun. Anche i Comuni della costa dicono no

Si prepara ricorso insieme alla Provincia di Teramo

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Air gun. Anche i Comuni della costa dicono no

 TERAMO. I Comuni della costa ricorreranno insieme alla Provincia contro il Ministero dell’Ambiente che ha rilasciato parere favorevole a favore alla società inglese “Spectrum Geo ltd” per la ricerca di idrocarburi in mare con la tecnica dell’air gun.

 Il decreto, del 3 giugno scorso, è arrivato a quattro anni dalla richiesta della società e dopo che l’air gun è stato depenalizzato da eco reato. I punti di “ispezione” sono situati nel mare Adriatico in corrispondenza delle coste di Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia: oltre tre milioni di ettari di mare, 1,4 milioni nel tratto tra Rimini e Termoli e 1,6 milioni tra il Gargano e il Salento.

  Il presidente Di Sabatino, ieri pomeriggio, ha incontrato in Provincia i Sindaci (Ennio Pavone di Roseto, Francesco Mastromaurro di Giulianova e Robert Verrocchio di Pineto) e gli assessori dei sette Comuni della costa teramana, unitamente al professor Enzo Di Salvatore – Università di Teramo , esperto costituzionalista che in questi anni ha affiancato gli enti locali nella battaglia no-triv - e all’avvocato Paolo Colasante di Roma che ha curato e vinto il ricorso contro la concessione “Colle dei Nidi”.

 In quel caso i Comuni di Bellante, di Campli, di Mosciano Sant’Angelo e la Provincia di Teramo hanno segnato un punto nella battaglia no-triv con la prima sentenza italiana – quella del Tribunale amministrativo del Lazio – che ha annulla un decreto di concessione del Ministero dello Sviluppo Economico a favore delle società Gas Plus, Medoilgas e Petrorep per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nell’area “Colle dei Nidi” : circa 83 chilometri di territorio fra la provincia teramana e quella ascolana con dentro 11 Comuni.

 «Ci muoviamo insieme e per primi raccogliendo istanze che arrivano dal territorio: operatori turistici, il mondo della pesca, quello delle produzioni agricole e il vasto movimento dal basso che si è unito nel Coordinamento nazionale no – triv», ha affermato Renzo Di Sabatino, «gli esperti, coadiuvati dal nostro avvocato Antonio Zecchino, valuteranno la strategia giuridica. Per quanto ci riguarda, così come sottolineato dagli stessi Sindaci, questo pomeriggio, non possiamo far finta di nulla di fronte ad eventi che stanno travolgendo gli interessi delle popolazioni locali e che senza ombra di dubbio oltre ai danni ambientali comportano anche danni economici»

 In questo specifico caso, come sottolineato da Enzo Di Salvatore durante l’incontro, non sono nemmeno previste delle royalties «dei contributi a ristoro dei danni ambientali».

I Sindaci hanno confermato le numerose preoccupazioni che questo tipo di ricerca sta creando: «Pesca e al turismo sono la nostra prima fonte di reddito e sono attività sempre più legate a standard di qualità e tipicità» .

 L’ispezione dei fondali marini con la tecnica dell’air gun, spari continui di aria compressa, è uno dei sistemi più contestati dagli ambientalisti e dagli scienziati che lo ritengono molto dannoso per l’ecosistema marino potendo causare lesioni alla fauna e la perdita dell’orientamento; quest’ultima è una delle cause dello spiaggiamento dei cetacei.

 

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