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Comune Pescara ‘scippa’ la dirigente alla Provincia

«Di Marco ha ridotto l’Ente come un cestino di rifiuti»

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PROVINCIA DI PESCARA

La Provincia di Pescara

PESCARA. I consiglieri di minoranza alla Provincia di Pescara, Sandro Marinelli, Vincenzo D’Incecco e Guerino Testa di #Provinciaprima e Mario Lattanzio di Forza Italia, di fronte all’annuncio dell’ennesima dipartenza di un dirigente, peraltro proprio della figura chiave costituita dalla responsabile del servizio finanziario che ha appena annunciato l’avvio delle procedure di dissesto, intervengono con una nota, allarmati «per la deriva verso la quale si sta avviando l’ente».

«E’ davvero disarmante – spiegano i consiglieri provinciali - il grado di sottomissione alle esigenze del partito di riferimento, al quale l’attuale maggioranza del presidente Di Marco ha ridotto la Provincia di Pescara, usata dal PD quale tappabuchi o cestino dei rifiuti, per le più svariate necessità del partito del presidente».

Il primo affronto Di Marco, secondo i consiglieri di minoranza, lo avrebbe subito 6 mesi fa dal presidente della Regione: «incurante del gravoso e complesso percorso di riorganizzazione costruito attorno alla figura chiave del dirigente Ebron D’Aristotele, con un preavviso di 24 ore ha preteso che il funzionario prendesse servizio in Regione, peraltro con contratto a termine, vanificando mesi di lavoro  e gettando nel caos l’ente, con risultati oggi sotto gli occhi di tutti».

In seguito il Presidente della provincia si è visto costretto a nominare il segretario generale, «vedendosi evidentemente indotto a farsi carico proprio dello stesso funzionario da poco scartato dal suo partito al Comune di Pescara», denunciano dal centrodestra.

Ma i consiglieri fanno anche notare che pur avendo assoluta necessità di operare un piano di dismissione immobiliare, approvato peraltro dal Consiglio provinciale il presidente Di Marco, per ragioni rimaste oscure, non ha mai ufficialmente richiesto alla ASL di Pescara di acquistare, al posto di quello stabile sul quale in tanti stanno cercando di far luce, uno dei tanti immobili di pregio che l’ente deve cedere per risanare il bilancio.

Oggi, subito dopo che la dirigente del servizio finanziario della Provincia, Laura Ferrara, ha comunicato la situazione di criticità finanziaria che prelude al predissesto e al dissesto, il Pd pescarese si appresta all’ennesimo ‘scippo’ a danno di Di Marco dirottando al Comune di Pescara (dopo le dimissioni dell’assessore Bruna Sammassimo), la figura cardine per la gestione contabile della Provincia.”

Tale scenario, secondo i consiglieri di centrodestra è estremamente preoccupante poiché la provincia ha ancora competenze fondamentali per la cittadinanza e per i Comuni.

«In tale scenario – continuano i consiglieri – appare evidente come alla già conclamata incapacità di eseguire le manutenzioni ordinarie, quali lo sfalcio delle erbe, si aggiunge l’intollerabile ed ingiustificabile ritardo nel pagamento ad imprese e fornitori da parte della Provincia di Pescara che, grazie alla oculata politica di risanamento operata nella precedente legislatura dal centrodestra, è invece la sola in Italia ad avere una disponibilità liquida eccezionale che le consente persino di non accedere al prestito bancario per la tesoreria».

Il problema attuale della Provincia di Pescara quindi – concludono i 4 consiglieri provinciali – è evidentemente costituito «dall’assoluta inadeguatezza del presidente e della sua improbabile maggioranza ad affrontare problemi importanti e complessi, quali quelli posti da una riforma gravosa e per certi versi confusa. Se a questa conclamata incapacità politica si aggiunge l’ennesima defezione di una figura chiave dal punto di vista della gestione finanziaria, è del tutto prevedibile che la popolazione scolastica deve seriamente temere la mancata riapertura di diverse sedi, i comuni devono attrezzarsi per coprire con le loro limitate risorse le competenze che la provincia non riesce a svolgere e le imprese rassegnarsi a non vedersi pagare i loro annosi crediti».