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Tutti con la Grecia: manifestazioni di solidarietà a L'Aquila e Pescara

Un momento di riflessione su Europa, democrazia, dittatura delle banche

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Tutti con la Grecia: manifestazioni di solidarietà a L'Aquila e Pescara

ABRUZZO. Si stanno svolgendo in questi giorni, in Italia e in Europa, manifestazioni di solidarieta' al popolo greco, che vive uno dei momenti piu' difficili della sua storia recente.

Domani, 2 luglio 2015, alle 19.00 alla Fontana Luminosa si terra' anche all'Aquila un sit-in per testimoniare la vicinanza alla Grecia, e per affermare che un'Europa dei popoli, dei diritti, dell'accoglienza e' necessaria. Lo annunciano in una nota congiunta il comitato cittadino 3e32/Casematte, Appello per L'Aquila e Arcigay L'Aquila che invitano «tutte le cittadine, i cittadini e le associazioni a partecipare».

 «Portiamo solo bandiere greche ed esprimiamo, al di la' di ogni appartenenza - si legge nella nota - la nostra vicinanza a un popolo affamato dagli interessi finanziari di pochi, a scapito dei diritti di tutti. Il popolo greco ha eletto solo qualche mese fa un governo col preciso mandato di mettere fine alle politiche dell'austerita', che hanno portato la Grecia sull'orlo di una catastrofe umanitaria. Oggi gli stessi organismi finanziari, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale, che nessuno ha mai eletto, pretendono di continuare a imporre quelle stesse politiche a un governo democraticamente eletto, chiedendogli di abbattere definitivamente lo stato sociale, con ulteriori riduzioni delle pensioni, dei salari, dei diritti dei lavoratori. Di fronte a questo ricatto della finanza, la scelta del governo greco del referendum del 5 luglio con cui si chiedera' ai greci se accettare o no le condizioni poste da Bruxelles - scrivono il Comitato 3e32, Appello per L'Aquila e Arcigay L'Aquila - e' quanto di piu' democratico sia successo finora in Europa, ormai governata dai soli interessi finanziari e da politici accondiscendenti. E ci indigna l'ipocrisia con cui il Governo Renzi, al pari di quello francese, si sia allineato al volere dei poteri finanziari europei, senza un mandato parlamentare e con buona pace dei proclami elettorali 'anti-austerity'. Tsipras ha riportato l'Europa a quella dimensione politica senza la quale l'Unione non puo' avere nessun futuro. Non vogliamo l'Europa fortezza, l'Europa dei mercati e della finanza, ma l'Europa dei popoli, dei diritti, dell'accoglienza. Vogliamo un'altra Europa e un'altra Italia. Stiamo con il popolo Greco, con Siryza, con Tsipras», conclude la nota.

 FIACCOLATA A PESCARA
Anche Pescara risponde all'appello "Cambia la Grecia, cambia l'Europa". Venerdi' 3 luglio, in contemporanea con tutta Europa, si terra' una fiaccolata. Il corteo partira' alle 21 dal Ponte del Mare per raggiungere la Nave di Cascella. Alla manifestazione hanno aderito partiti, sindacati, associazioni e movimenti.
«Il Governo Greco ha ragione - ha detto in conferenza stampa l'ex consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo - perche' la politica imposta dal Fondo monetario internazionale, dagli altri governi dell'Unione Europea e dalla Banca centrale Europea sta producendo soltanto l'aumento della disoccupazione, la privatizzazione di tutti i beni comuni, la precarizzazione del lavoro e lo smantellamento dello stato sociale. Il Governo di Tsipras e' l'unico in Europa che prova a fare una politica diversa e l'Unione Europea sta attuando delle misure di 'terrorismo' finanziario nei confronti del popolo greco per bloccare la possibilita' di un cambiamento in tutta Europa. Il popolo greco - ha sostenuto - sta lottando anche per noi perche' contesta le stesse politiche che stanno impoverendo gli italiani e gli altri popoli. Domenica - ha concluso Acerbo - non si vota solo per il futuro della Grecia ma per quello di tutti i Paesi europei».
«La Cgil - ha sottolineato in conferenza Emilia Di Matteo, segretario provinciale Cgil Pescara - sara' in piazza anche in questa occasione. L'Europa deve riaprire le trattative perche' non si puo' lasciare il popolo greco in una situazione economica cosi' drammatica».