LE INCHIESTE SUI CONTI

Procura di Pescara e Corte Conti indagano sulle spese della Gtm

Sotto la lente una decina di fatti segnalati senza esito dai sindacati

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La sede della Gtm

La sede della Gtm

ABRUZZO. Piombata sulla scrivania di PrimaDaNoi.it a noi era sembrata una gragnola di colpi da verificare ma tanto gravi che ne sarebbe bastato solo uno per creare qualche problema serio.

Era gennaio scorso quando pubblicammo i punti salienti di una denuncia inviata alla Regione dai sindacati Cgil-Cisl-Uil Trasporti Abruzzo su forniture, consulenze, trasferte e presunti  conflitti di interesse in casa Gtm.  Una la richiesta cardine: fare chiarezza. Sì, sciogliere i dubbi ed accertare che sia stato fatto tutto a dovere.
Eppure in questi mesi nulla si sarebbe mosso. Anzi dopo promesse ed un dibattito veloce,  gli stessi sindacati a marzo sono stati costretti a scrivere nuovamente alla Regione.

«Perché non avete risposto ai nostri dubbi?», hanno in pratica domandato le sigle sindacali che si augurano che il silenzio sia dovuto alla «complessità dell’indagine per verificare quanto esposto».

Ma forse non ci credono nemmeno loro, tanto che a fine maggio hanno inoltrato la stessa corposa denuncia alla procura di Pescara e alla Corte dei Conti affinchè verifichino la veridicità dei fatti e la regolarità delle procedure adottate per la spesa di centinaia di migliaia di euro pubblici.

Insomma, se non ci pensa la Regione a fare chiarezza, che siano almeno dei giudici terzi a verificare come sono state spese le risorse pubbliche.
Dunque non sono bastate le parole senza esito del sottosegretario Camillo D’Alessandro che aveva promesso verifiche e provvedimenti che evidentemente non sono bastati a Franco Rolandi (Filt Cgil), Angelo Leone (Faisa Cisal)  e Gabriele D’Aloisio Ugl autoferro che si sono visti costretti alle carte bollate.
Anche perché i fatti contestati sono molti e tutti riguardano le modalità di gestione e spesa in Gtm all’epoca di Michele Russo, nominato da Chiodi nel 2008 e non rimosso dalla giunta successiva di centrosinistra.
Nel mirino dei sindacati le trasferte dello stesso presidente Russo a spese dell’azienda, ma anche il rinnovo di un software di gestione del personale della Gtm affidando il servizio ad una ditta, la Pegaso 2000, che Russo conosce bene perché è cliente della sua Mirus.

E poi ancora consulenze da chiarire, dubbi sulla gara per l’acquisto di nuovi autobus, sui compensi dei dirigenti e addirittura quesiti sulle modalità di scelta del fornitore per i 400 pacchi natalizio per i dipendenti.

IL PACCO DI NATALE

Nemmeno la cesta del 25 dicembre si salva: 1 panettone, una confezione di salamini, una bottiglia di vino e un pacco di pasta. La Gtm ha pagato 22 euro per ogni confezione (più iva) ma il valore commerciale al dettaglio di tutti i prodotti citati non supererebbe i 15 ore. Come è stata scelta la ditta fornitrice? La Gtm non risponde, nemmeno la Regione ha chiarito questo punto e magari adesso il quesito dovrà essere analizzato da procura e Corte dei Conti. Briciole (di panettone) si dirà…

INCENTIVI AL PERSONALE

Così come si chiede alla magistratura ordinaria e contabile di verificare gli incentivi al personale non oggetto di contrattazione aziendale: nonostante le numerose richieste, non si sa con precisione quali e quanti siano i lavoratori interessati da tali “gratificazioni”, né gli importi degli emolumenti né a quale titolo siano elargiti. Dubbi ci sono anche sulla modifica del regolamento per il reclutamento del personale, deliberato dal cda dell’azienda un anno fa, era luglio 2014.

I sindacati non ne sanno un granchè perché a loro non sono state comunicate le modifiche e non sono riusciti a verificare le novità e le motivazioni addotte.  Da una lettura del nuovo regolamento sembra possibile, è scritto nell’esposto inviato alla magistratura, la trasformazione del contratto di lavoro di un dipendente da tempo determinato a tempo indeterminato con, inoltre, una maggiore retribuzione rispetto a quanto previsto dalla contrattazione nazionale. E’ tutto regolare?

I sindacati contestano inoltre il fatto che nel biennio 2010/2011 la Gtm abbia affidato alla “Gi Group” il servizio per le attività di ricerca e selezione pubblica di 6 figure professionali, per  l'assunzione a tempo determinato, non di ruolo, per la durata di 24 mesi non rinnovabile.

Qual è il problema? In quella società, si legge nell’esposto, «svolgeva, quale collaboratrice, la propria attività professionale la compagna del presidente Russo». Conflitto d’interesse?

IL SOFTWARE PAGHE

C’è poi l’incognita del software paghe: nonostante i costi affrontati per la fornitura e per la formazione del personale (circa 40 mila euro) la Gtm non avrebbe ancora messo in funzione (e sono passati due anni) il nuovo sistema ed inoltre non si conosce il costo di tutta l’operazione.

Proprio su questa mancata utilizzazione del software, il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 9 luglio 2014 aveva autorizzato il responsabile dell'Asa, Pierluigi Venditti, ad agire giudiziariamente nei confronti della società Maggioli fornitrice del programma ma in realtà poi non se ne è saputo più nulla.

LA TESSERA PER CIRCOLARE GRATIS

E chissà se si avranno anche chiarimenti sulla tessera di libera circolazione elargita a titolo gratuito dalla società, così come stabilito dal cda in una riunione del novembre 2013.

In pratica si era deliberata la facoltà degli amministratori di disporre di tessere di libera circolazione da conferire a titolo puramente gratuito ad alcuni cittadini. Restano un mistero i criteri in base ai quali gli amministratori avrebbero deciso di conferire le tessere a questo o a quel cittadino, spesso amico e/o conoscente. Non si sa nemmeno quanto sia costata tutta questa operazione.

LE CERTIFICAZIONI: UTILI O SOLO UN DOPPIONE?

E c’è certamente anche un’altra questione economica da risolvere e riguarda le certificazioni di qualità e sicurezza, certamente importanti ma ci si domanda se a questo punto effettivamente necessarie. Perchè nel CdA del 18 dicembre 2013, a pochi mesi dall'inizio del processo di fusione per la creazione di una unica società di trasporti, si è ritenuto opportuno accogliere la proposta tecnica economica relativa alle attività di certificazione nonché autorizzare la spesa per gli anni 2015 e 2016 relativa al mantenimento di tali certificazioni, dal momento che già si sapeva che questi riconoscimenti avrebbero perso di validità a seguito della fusione o incorporazione con l'Arpa?

LE CONSULENZE LEGALI

Nel mirino dei sindacati anche le spese per le consulenze legali come quella affidata all'avvocato Francesco Anglani per occuparsi del contenzioso relativo alle richieste formulate dalle società Satam e Panoramica per il riparto delle somme incassate nell'ambito del progetto Unico.

Non si conosce l’onorario che verrà o è stato già corrisposto  né se lo stesso sarà ulteriore rispetto a quello che l'avvocato Anglani già riceve quale presidente dell'Organismo di Vigilanza.

Ma i sindacati chiedono anche se tra gli innumerevoli Avvocati destinatati di incarichi dall’azienda ci siano, o ci siano stati, professionisti legati con vincoli di parentela ai componenti del CdA o del Collegio Sindacale o siano rintracciabili tra gli stessi consiglieri del Comune e della Provincia di Pescara.

TRATTAMENTO DEI DIRIGENTI

Tra le tante domande che non trovano risposta nell'analisi della gestione della GTM SpA vi sono quelle relative al trattamento dei propri dirigenti. A differenza di quanto avviene per tutti i dirigenti regionali, si legge nell’esposto, quelli GTM SpA non hanno alcun obbligo di comprovare la propria presenza al lavoro, ad esempio con l'utilizzazione di un badge rendendo, praticamente, impossibile il controllo sulla quantità della propria prestazione. Curiosamente però, mentre non è possibile accertare quando gli stessi siano presenti in azienda è possibile calcolare le loro spettanze relative alle ferie non godute.

I COMPENSI DEI DIRIGENTI

Viene chiesto di far luce anche sui compensi dei dirigenti che, come stabilito dall’assemblea dei soci dovrebbero intendersi omnicomprensivi. Ma i sindacati hanno scoperto che, però, vengono riconosciuti ulteriori somme.

Nell’esposto si citano «ulteriori 10 mila euro lordi»  al direttore generale quale responsabile della sicurezza e 6 mila euro lordi al Dirigente Tecnico quale institore dell'ambiente.

Russo, invece, si legge sempre nella denuncia, come presidente riceve il proprio compenso professionale anche quale responsabile della sicurezza e dell'ambiente – «nonostante non sia dato sapere se al momento della nomina avesse i requisiti minimi di legge per essere nominato responsabile della sicurezza» - e delega terzi soggetti per tali funzioni comportando per la Gtm spA degli ulteriori esborsi. Per l'attuale Direttore delle Risorse Umane, Pierluigi Venditti, invece, era stato stabilito un compenso per la doppia funzione di direzione del personale e di direzione del movimento, ma «curiosamente, nonostante ormai da tempo non ricopra più il ruolo di direttore del movimento la somma da lui percepita non è stata neanche minimamente scalfita e continua ad essere la stessa».

«Curiosa» viene definita anche la circostanza per cui mentre l'Assemblea Ordinaria del 23 aprile 2008 ha stabilito per Venditti una retribuzione base pari a 85.000, oltre all'ulteriore indennità di 5.000 euro per le funzioni di vice direttore generale, lo stesso abbia continuato a percepire le medesime somme anche dopo il luglio 2010, quando ha smesso di ricoprire anche le funzioni di vice direttore, ha percepito per l'anno 2014 la somma di € 91.294,70 di retribuzione base alla quale vengono aggiunte € 14.331,21 per scatti di anzianità, € 7.557,62 per le indennità accessorie ed € 6.000,00 per MBO, come chiaramente risulta dalla sezione “Amministrazione Trasparente” del sito GTM SpA.

Decine di domande che alimentano dubbi e sospetti alla vigilia della operazione di fusione per incorporazione tra le più importanti in Abruzzo e di sicuro la più delicata tra aziende pubbliche.

E pensare che sarebbe bastato soltanto ottemperare alle leggi sulla trasparenza che impongono l’obbligo di pubblicazione di molti documenti e il buon senso di rispondere ai sindacati per evitare ulteriori grane giudiziarie.

a.b.