LA PROTESTA

Sevel, dipendente licenziato. Slai Cobas indice sciopero

«Lavoratore vittima di metodi usati nei regimi autoritari»

Redazione Pdn

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sevel catena di montaggio

ATESSA.  Lo Slai Cobas ha indetto uno sciopero dei turni straordinari previsti il 27 giugno e il 5 luglio  alla Sevel di Atessa.

La protesta è nata a seguito del licenziamento di un lavoratore che ha perso il lavoro dopo un periodo in cui è stato seguito da un investigatore privato.

Il dipendente, racconta il sindacato, «è rimasto vittima dei metodi usati nei regimi autoritari quali il pedinamento e la sorveglianza a distanza a seguito di un precedente periodo di infortunio e successiva malattia. Tali ricorrenti provocazioni vengono aziendalmente adottate con l'obiettivo di licenziare lavoratori ritenuti scomodi e indesiderati in quanto agevolati dalla riforma dell'articolo18 introdotta con la limitazione della tutela reale dalla legge 92/2012 (cd.Fornero) che consente la risoluzione del rapporto con la miserevole corresponsione di indennità economiche».

«Questo licenziamento», commenta invece il Partito di Alternativa Comunista di Chieti, «che segue quello della Denso di San Salvo e l'infame sentenza contro i 5 compagni licenziati a Pomigliano, si inserisce in quel clima di restaurazione e di cancellazione delle conquiste del movimento operaio degli anni 60 e 70 che ha visto una particolare accelerazione con l'esplodere dell'attuale crisi capitalistica, la peggiore dal 1929, e che sta avendo uno dei suoi momenti culminanti nell'approvazione del jobs act ovvero la libertà di sfruttare per tre anni dei lavoratori senza diritti per poi gettarli via senza conseguenze per l'azienda».

 «L’azienda ha recentemente annunciato un considerevole aumento delle vendite», dice invece Sinistra Anticapitalista Abruzzo, «ma le condizioni di lavoro degli operai continuano a peggiorare. Se i “sacrifici” dei lavoratori e delle lavoratrici  fossero serviti a far fronte alla crisi oggi la situazione doveva invertirsi. Non è così, e questo dimostra ancora una volta che le motivazioni dei padroni sono ben altre. A tutto questo si aggiunge il clima di vera e propria inquisizione nei confronti dei lavoratori. Un clima che può sottrarre serenità anche nella vita privata e familiare, dove un lavoratore non si sentirebbe mai libero sapendo che potrebbe essere sorvegliato».

Proprio nei giorni scorsi, intanto, il tribunale ha reintegrato un dipendente Sevel licenziato nel luglio 2013 dopo aver usufruito del congedo straordinario di due anni per assistere la madre gravemente malata. L'operaio era stato controllato dagli investigatori della Sevel a giugno 2013, otto mesi dopo che aveva preso il congedo straordinario, e risultò che l'uomo, di 59 anni, andava poco dalla madre. Il dipendente venne così licenziato.

Nel giudizio di merito è stato stabilito che il lavoratore assisteva la madre di notte, mentre di giorno l'anziana aveva badanti. Così il giudice ha deciso per la reintegra al lavoro.