POLIZIA

Nicola Zupo a Roma per coordinare la sicurezza di Palazzo Chigi

Chiamato dall’ex questore de L’Aquila Rizzi

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Nicola Zupo a Roma per coordinare la sicurezza di Palazzo Chigi

Nicola Zupo

 ABRUZZO. Dopo tre anni di servizio presso la questura de L’Aquila come capo di gabinetto Nicola Zupo sarà trasferito a Roma nella sede di Palazzo Chigi.

Non si tratta in senso “tecnico” di una promozione nella scala gerarchica della polizia ma di un incarico di sicuro prestigio per l’ex investigatore che tra il 2004 ed il 2012 coordinò numerose indagini sulla pubblica amministrazione e la criminalità a Pescara.

Zupo ricoprirà a Roma il ruolo di vice di Vittorio Rizzi, capo dell’Ispettorato di Polizia di Palazzo Chigi a Roma.

Rizzi ex capo della Mobile di Roma e Milano fu trasferito nel 2013 a L’Aquila dove è rimasto per poco più di un anno ed ha lavorato fianco a fianco con il suo collega ed ex investigatore Zupo con il quale ha instaurato un ottimo rapporto, tanto che è stato proprio Rizzi ad offrire il prestigioso incarico a Roma all’ex superpoliziotto.

Niente più indagini per Zupo ma nuove sfide nel campo della legalità e della sicurezza con la divisa della polizia dopo il rifiuto di altre proposte giunte in questi mesi.

Zupo, 48 anni, nato nella Bari vecchia, è stato per oltre 7 anni a Pescara come capo della Mobile, avendo iniziato la sua carriera di poliziotto all’inizio degli anni ’90 a nella Palermo di Falcone e Borsellino dove era in predicato di ritornare proprio in questo periodo.

E' stato uno tra i poliziotti più noti ed amati di quel periodo pescarese anche grazie all’esposizione mediatica dovuta all’inizio delle grandi inchieste giudiziarie e la collaborazione con il pm Gennaro Varone.

Fu la volta dell’inchiesta Ciclone di Montesilvano, poi  quella sull’urbanistica a Pescara e l’inchiesta Housework che portò all’arresto dell’allora sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, e poi inchieste sulla Asl di Pescara, le inchieste sull’Aca, sui rifiuti ed il monopolio del gruppo Di Zio e su Abruzzo Engineering. Molte di quelle indagini si sono concluse anche in secondo grado con assoluzioni mentre altre con condanne ma hanno avuto comunque il merito di cristallizzare “fatti storici” che non sono stati smentiti dai verdetti.  

E poi numerose inchieste sulla criminalità “ordinaria” e lo spaccio di droga.

Più volte ha detto di «aver pagato per aver fatto solo il suo mestiere» riferendosi al fatto di non poter più svolgere indagini e di non dover chiedere scusa a nessuno perché insieme ai «suoi ragazzi» ha fatto solo il suo dovere e che, da uomo delle istituzioni, rispetta le sentenze.

Il passato abruzzese di Zupo è archiviato. Per ora.