GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA

Tar Pescara è salvo. Renzi: «non sarà soppresso»

La chiusura era prevista per il prossimo 1° luglio

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Tar Pescara è salvo. Renzi: «non sarà soppresso»

PESCARA. Il Tar di Pescara è salvo. Ieri, infatti, il Consiglio dei ministri ha approvato la norma che ne evita la chiusura in programma dal primo luglio.

Dopo un anno di battaglia arriva dunque la vittoria del territorio che a gran voce aveva chiesto di non chiudere la sede distaccata di L’Aquila.

La sezione pescarese è tra le più virtuose fra i Tar nazionali, perché vede un tasso di riduzione degli arretrati pari al 64%, un numero di ricorsi decisi di gran lunga superiore a quelli introitati (678 andati a decisione su 150 immissioni). 
Con soli 10 dipendenti e 4 magistrati riesce a servire un territorio molto vasto ed economicamente rilevante e come ripetono spesso gli avvocati chiudere Pescara significava creare disagi alla collettività costretta a sobbarcarsi centinaia di chilometri.

«La decisione era attesa con ansia da chi ha sempre avuto a cuore la necessita' di assicurare il servizio giustizia amministrativa al cittadino abruzzese, alle aziende, a tutto il tessuto produttivo ed alle istituzioni che operano nelle province di Chieti e Pescara», ha commentato il coordinamento istituzionale a difesa del Tar di Pescara per il quale è stato di fondamentale importanza far comprendere al Governo l'esigenza reale del territorio di potersi ancora avvalere di un ufficio giudiziario «che ha sempre dato dimostrazione di saper svolgere con efficacia ed efficienza il ruolo che la Costituzione e le leggi assegna ai propri organi statali».

«Va quindi dato atto al Governo ed alle forze politiche - afferma il Coordinamento - di aver capito l'esigenza di salvaguardare questa importante realta' giuridica, superando con intelligenza e lungimiranza le deboli ragioni di risparmio di spesa e semplificazione presunte che, con troppa fretta e scarso approfondimento in un primo momento sembravano prevalere».

«Si tratta di un importante risultato raggiunto», dice la vicepresidente del gruppo al Senato di Area popolare Ncd-Udc, Federica Chiavaroli, «il cui merito va ascritto al governo ed al ministro Boschi, che con grande sensibilità hanno ascoltato e compreso le ragioni di un territorio ed in particolare dei cittadini e dei professionisti abruzzesi da me quotidianamente rappresentate. Proprio loro, appunto, sarebbero stati pesantemente penalizzati dalla chiusura di una sede particolarmente strategica per la sua centralità territoriale».

Soddisfatta anche la senatrice sulmonese Paola Pelino che ad agosto aveva presentato un emendamento al decreto legge sulla Pubblica Amministrazione per scongiurarne la paventata chiusura: «la soppressione del Tar, oltre a rappresentare una inaccettabile spoliazione ai danni della regione Abruzzo, avrebbe creato non pochi problemi al Tar dell'Aquila per l'eventuale sovraccarico di lavoro». 
«Il Governo ha preso finalmente atto della irragionevolezza della soppressione», dice invece Gianni Malilla, deputato Sel secondo il quale le obiezioni maturate non solo a livello politico e istituzionale (Comune Pescara, Regione Abruzzo, Università D'Annunzio), ma anche tra gli operatori della giustizia amministrativa ( ordine avvocati Pescara, magistrati, personale del Tar di Pescara ) avrebbero consentito «questa correzione di rotta nata da un errore della maggioranza di governo (Pd – Ncd- Scelta civica )  che aveva votato quel provvedimento. Bene dunque il ravvedimento operoso della Governo, agevolato dall'azione di vari parlamentari pescaresi della maggioranza e dell'opposizione».

«Il mantenimento della sede - osserva invece il sindaco di Pescara, Marco Alessanrini - e' un vantaggio per la comunita', alla luce anche dei dati concreti e studi scientifici compiuti dall'Universita' d'Annunzio circa la collocazione geografica, il carico di lavoro e l'organizzazione degli uffici pescaresi che abbiamo sottoposto al vaglio governativo e che danno anche il senso dell'efficienza del Tar Pescara la cui soppressione avrebbe determinato solo un aumento dei costi e dei sacrifici per la collettivita', senza apprezzabili vantaggi in termini di risparmi di spesa e di efficacia del servizio, come in un primo momento ipotizzato a fronte della razionalizzazione. Siamo felici - commenta infine il sindaco - che queste motivazioni e l'unione abbiano prodotto una decisione attesa, auspicata e finalmente vicina agli interessi delle istituzioni e comunita' locali»