MURI DI GOMMA

Disabili contro Regione, «promesse non mantenute. Dobbiamo suicidarci per farci ascoltare?»

A dicembre le rassicurazioni dell’assessore Marinella Sclocco

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DISABILE BARRIERE ARCHITETTONICHE

ABRUZZO. Il Movimento   Vita Indipendente Abruzzo a cui aderiscono numerose associazioni di persone con grave disabilità si dice fortemente «amareggiato e deluso».  Nei mesi scorsi a seguito della  protesta contro il mancato finanziamento della Legge 57/2012 erano arrivate da parte della Regione promesse precise che però oggi, a conti fatti, non risultano essere state onorate.

I disabili furono costretti ad occupare la Sala Stampa della sede Regionale di Viale Bovio a Pescara per 5 giorni e 4 notti per farsi sentire. «Questo provocò notevoli disagi dovuti allo stress che mise a dura prova le nostre residue forze», ricordano oggi Nicolino Di Domenica, Camillo Gelsumini, Manolo Pelusi, «tanto che uno degli occupanti dovette ricorrere con urgenza alle cure ospedaliere».

Il Consiglio Regionale all’unanimità con una risoluzione d’urgenza si impegnò a stanziare a favore del finanziamento della Legge n. 57/12 la somma di un milione di euro per l’anno 2015. L’assessore Sclocco con una sua lettera si impegnava con il Movimento a ripartire la somma di un milione di euro in tre rate, la prima di questa stanziata subito a gennaio, la seconda entro giugno e la terza entro gettembre, inoltre si impegnava a rispettare i finanziamenti dei 12 progetti delle domande presentate nel 2014 riferiti al finanziamento dell’esercizio del 2012 e la scadenza per la formulazione delle graduatorie per le nuove domande del 2015, prevista secondo la legge 57, entro il 31 di Maggio 2015.

«Purtroppo le cose non sono andate così», spiegano Di Domenica, Gelsumini e Pelusi, «a tutt’oggi i soldi non sono  ancora stati assegnati agli Enti D’ambito di riferimento delle dodici persone assegnatari dei progetti, tanto che le persone disabili che hanno  assunto l’assistente personale si trovano in grave difficoltà».   

Le graduatorie per le domande presentate per l’anno 2015 non sono state ancora formulate e la seconda rata del finanziamento di un milione di euro, prevista per il mese di Giugno, non è stata ancora versata.

«Le promesse che ci furono garantite si sono rivelate solo delle promesse su carta, in barba a tutti i nostri diritti», denunciano i disabili.  

«Le promesse dei politici le conosciamo tutti, ma ormai abbiamo capito che riescono anche ad essere crudelmente senza vergogna; illudere delle famiglie disperate e allo stremo è umanamente inqualificabile; non si tratta più di una questione amministrativa, ma della qualità umana, personale, culturale e soggettiva di coloro che abbiamo eletto. Dobbiamo iniziare a suicidarci anche noi affinché si riconoscano dei diritti previsti dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità? Cosa dobbiamo fare per penetrare il muro di gomma ma, probabilmente di granito, entro il quale sono rinchiuse le vostre coscienze e, se le avete, le vostre anime? Di sicuro non resteremo silenti e passivi con il capo sul ceppo della ghigliottina ad aspettare la vostra mannaia. A tutti i disabili che ci seguono chiediamo di far sentire la loro voce e il loro peso; da tutto ciò dipenderà la loro vita e il futuro delle loro famiglie».