IL PROCESSO

Crack Merker: a 12 anni dagli arresti in aula primo testimone dell’accusa

Maresciallo Gdf, Giro società per ottenere finanziamenti

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Crack Merker: a 12 anni dagli arresti in aula primo testimone dell’accusa



PESCARA. Sfila il primo testimone dell'accusa, davanti al tribunale collegiale di Pescara, nell'ambito del processo per il crac della Merker di Tocco da Casauria (Pescara).
Il processo si celebra a 12 anni dagli arresti avvenuti nel 2003, per fatti che si riferiscono ad un periodo compreso tra il 1999 e il 2003. Nei mesi scorsi vari difetti di notifica hanno sempre fatto slittare l’avvio del dibattimento.
Gli indagati inizialmente erano 44, ma dopo che otto imputati hanno patteggiato e dopo che la prescrizione è intervenuta per un'ampia serie di reati di natura fiscale, sono rimaste solo 13 persone a dover rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, riciclaggio e bancarotta fraudolenta.
Questa mattina è stato ascoltato il maresciallo della Guardia di finanza Maurizio Giura, il quale ha ricostruito i vari passaggi finanziari e movimenti sui conti correnti bancari, attraverso i quali, secondo l'accusa, si sarebbe consumata una «truffaldina operazione in gran stile», passata anche per la sopravvalutazione dell'opificio, il cui valore venne stimato in 290 miliardi delle vecchie lire, a fronte di un valore effettivo corrispondente a poco meno della metà.
Giura ha spiegato che, in base a quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato messo in piedi un giro di società italiane e straniere, appositamente costituite, allo scopo di farsi finanziare il costo effettivo di un progetto da 150 miliardi di lire.
«Seguendo i flussi di danaro - ha detto Giura - abbiamo notato come le somme siano transitate nelle casse delle società collegate, per poi tornare in quelle della Merker, facendo credere che il capitale sociale fosse stato patrimonializzato, allo scopo di ottenere i finanziamenti».
Gli imputati sono Marino Alessandrini, Antonio Cascella, Giovanni Bartoli, Alfred Zahlaus, Luigi Giusti, Marcello De Niederhausern, Agostino Cascella, Vincenzo Propato, Giuseppe Sisti, Guido Leone, Maria Cristina Dragani, Leonardo Abbatangelo e Guglielmo Boschetti. Nessuno era presente in aula. Il prossimo 12 ottobre saranno sentiti i consulenti e altri testimoni del pubblico ministero.
Alla base della bancarotta, sostiene l’accusa, una imponente campagna di persuasione che avrebbe indotto le banche in errore poiché il pool istituti di credito che finanziò l’iniziativa imprenditoriale non si accorse degli errori strutturali che determinarono il fallimento. Le banche dunque sono parte lesa nel processo.