NUOVISSIMO PORTO

Piano Regolatore Portuale Pescara: martedì approda al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici

Del Vecchio: «la sinergia e il lavoro positivo vincono su polemiche e opposizione»

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Piano Regolatore Portuale Pescara: martedì approda al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici

PESCARA. Buone nuove sul fronte Piano Regolatore Portuale di Pescara stando alle informazioni che filtrano dalla maggioranza di centrosinistra che guida il Comune.

Martedì prossimo alle 12,30 si riunirà la Commissione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per la valutazione delle osservazioni al Piano che sono state inviate dalla Capitaneria di Porto al Ministero delle Infrastrutture meno di un mese fa.
«Un ritmo serrato», commenta l’assessore ai Lavori Pubblici Enzo Del Vecchio rispondendo dunque alle critiche dell’opposizione che nei giorni scorsi hanno lamentato il dilatarsi dei tempi.

Alla capitaneria l’amministrazione ha trasmesso il tutto il 21 maggio scorso, dopo che la Giunta comunale aveva preso atto del complesso lavoro portato avanti insieme con Regione, Autorità marittima e consulenti tecnici che hanno redatto il piano stesso. 

«La discussione di martedì è la migliore e più efficace risposta possibile a quanti lamentavano ritardi e paventavano paralisi che non si verificheranno», assicura Del Vecchio. «Si tratta della prima seduta a cui seguiranno altre, ma che ci fa guardare con assoluta positività all’esito e ai tempi stessi della conclusione dell’iter che consentiranno alla città di Pescara di avere finalmente uno strumento straordinario». 

Con il Piano potranno essere messi in atto interventi strutturali finalizzati in primis a rimuovere quella parte di diga foranea che ostacola l’uscita delle acque fluviali del Pescara verso il mare e che oggi è fonte di insabbiamento delle strutture portuali e di condizionamento della qualità delle acque di balneazione. 

Del Vecchio si dice certo che all’esito dell’esame da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il porto di Pescara riceverà «quell’attestato urbanistico atteso da oltre 10 anni e cioè da quando, nel 2004, fu avviata la progettazione e la programmazione urbanistica della struttura».

Intanto proprio ieri il centrodestra ha annunciato la presentazione di un esposto sul dragaggio del porto al commissario Europeo Ambiente, Affari Marittimi e Pesca, Karmenu Vella, e al direttore generale dell’Ambiente della Commissione EuropeaAurel Ciobanu-Dordea e, per conoscenza, al Vicepresidente Parlamento Europeo Antonio Tajani, al Vicepresidente Gruppo Ppe Lara Comi e all’europarlamentare Aldo Patriciello.

«L’obiettivo del dettagliato documento è fare chiarezza sulle operazioni di prelievo, movimentazione, recupero e smaltimento dei fanghi di dragaggio», hanno spiegato i consiglieri regionali di Forza Italia Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo che hanno rilevato una serie di «evidenti incongruenze e clamorosi paradossi» nell’autorizzazione regionale.

Il documento stabilisce una potenzialità annuale di 20 tonnellate: «questo significa», spiegano i due, «che per trattare i 10.000 metri cubi consentiti ci vorranno 850 anni, molti di più ovviamente dei 10 anni prorogabili previsti nell’autorizzazione sia per la vasca di colmata provvisoria sia dei 30 mesi previsti nella vasca di colmata prima della messa a dimora. Ogni anno infatti sono autorizzati non più di 11,76 mc (calcolata per il peso specifico dei fanghi di dragaggio di 1,7 t/mc). Inoltre è bene ricordare che parte del materiale dragato, pari a 700 mc, così come riportato nella Determina del 13/04/2015, è classificato come “inquinato da destinare a smaltimento” e noi ci chiediamo, di che tipo?  Che rischi ci sono? Appare molto strano inoltre rilevare l’attività della draga sul lato esterno della diga che difficilmente può essere ricondotta tra quelle autorizzate. Ci avevano detto infatti che avrebbero proceduto ad un semplice movimento sotterraneo ma sembra che i fanghi dragati vengano depositati proprio in prossimità della diga foranea».