CONFINI

Parco Costa Teatina, anche Olivieri e Gerosolimo contestano il lavoro di De Dominicis

Chiesta rettifica del perimetro presentato al Governo

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

285

via verde chieti

ABRUZZO. I consiglieri regionali di Abruzzo Civico, Mario Olivieri e Andrea Gerosolimo, hanno presentato una risoluzione urgente al presidente della Giunta Regionale, Luciano D’Alfonso, affinché si attivi presso il Commissario Governativo, Giuseppe De Dominicis, per sospendere e rivedere la procedura di istituzione del Parco della Costa Teatina per rettificare il perimetro presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Una stessa richiesta era arriva nei giorni scorsi dai sindaci dei comuni interessati  dalla riperimetrazione mentre gli ambientalisti avevano invitato gli amministratori a non bloccare l’iter. 

Tra le varie anomalie, dalla cartografia che il Commissario della Parco ha depositato si evince che alcune aree del territorio di Ortona come una parte della Zona Peep di Fontegrande, una porzione della Madonna degli Angeli, c.da Lazzaretto e una parte di Cristo Re e Villa Ruscitti sono state classificate come zone 1 a tutela massima. Aree cioè in cui non si può più edificare e dove non si può neanche modificare la destinazione d’uso. 

Guardando bene la cartografia si evidenzia come vi sia un errore di fondo

poiché la Provincia di Chieti che ha supportato tecnicamente il Commissario ha utilizzato una cartografia dell’Istituto Geografico Militare risalente ai primi anni settanta, in cui ovviamente lo stato di antropizzazione del territorio era totalmente diverso rispetto ad oggi. 

I consiglieri regionali nella risoluzione rilevano che «la procedura avviata, lo scorso maggio,  dal commissario ad acta per la delimitazione dei confini del parco, contiene gravi ed inaccettabili discrepanze rispetto alle leggi che disciplinano la gestione da parte delle regioni e degli enti locali delle aree naturali protette».

Dalla documentazione infatti emergere, scrivono i due, «la mancata individuazione dei confini sulla base degli elementi conoscitivi e tecnico-scientifici necessari al corretto avvio della procedura presso i servizi tecnici nazionali, le amministrazioni dello Stato e delle Regioni e il baypassamento della dichiarata volontà di inserimento all’interno del Parco di diverse amministrazioni comunali come Francavilla e Lanciano». 
«Emerge, inoltre», si legge ancora, «che la documentazione tecnica allegata, reperita presso il Settore Urbanistica e Pianificazione territoriale senza l’approvazione del Consiglio Provinciale, presenta gravi asimmetrie tra il tracciato cartografico e il reale stato dei luoghi inseriti nella perimetrazione, interamente sradicati dalle infrastrutture esistenti, dalle urbanizzazioni e dalla rete dei servizi territoriali (porti, zone industriali, ospedali, etc)». 
Si chiede, dunque, una tempestiva azione del presidente D’Alfonso «volta a recuperare la condivisione con la Regione Abruzzo, la Conferenza Unificata e le amministrazioni comunali interessate alla perimetrazione provvisoria del Parco della Costa Teatina, provvedendo alla rettifica del perimetro presentato e della normativa tecnica transitoria in ragione degli errori e delle lacune emerse e di quelle che si evidenzieranno in sede di approfondimento».