BOE DI SALVATAGGIO

Porto Pescara: ok Ministero a progetto per scarico gasolio e nafta

I lavori dovrebbero durare 6 mesi. Acerbo scettico

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Porto Pescara: ok Ministero a progetto per scarico gasolio e nafta

PESCARA.  Il Ministero dell’Ambiente ha dato il suo ok al progetto di realizzazione di sealine e un campo boe per lo scarico di gasolio e nafta da navi al largo del porto di Pescara.

Il decreto è dell’11 giugno scorso. Come si legge dai documenti che si trovano sul sito del Ministero sono previsti un campo di ormeggio formato da 5 boe ancorate sul fondo marino al largo del porto (circa 280 metri dalla linea di costa) con lo scopo di permettere l’attracco di navi che trasportano benzina e gasolio, e di due condotte che scorrendo sotto il fondale marino, collegano la nave ormeggiata all’attuale punto di scarico ubicato presso la bancina petroli del porto canale. I lavori dovrebbero durare circa 6 mesi.

Il progetto è stato studiato per «delocalizzare il traffico marittimo di navi petroliere in ingresso al porto per evitare eventuali e futuri problemi di interrimento nell’area portuale», ovvero di insabbiamento.

Nel documento del ministero è stato infatti sottolineato che i problemi del porto di Pescara «negano di fatto l’accesso al porto anche a navi di piccolo cabotaggio tantochè al momento il traffico marittimo di prodotti petroliferi è sospeso».

Il progetto, si legge sempre nei documenti, non interferisce «con l’attuale diga foranea del porto». In relazione, invece, al progetto di modifica del bacino portuale, che prevede l’allungamento della diga, «la sealine interferirà per un breve tratto con essa». La previsione, si specifica, è quella di realizzare il tutto in anticipo rispetto alla nuova diga foranea «e non si prevede pertanto alcuna interferenza al momento della posa in opera dei sealines». Per il tratto di futura ‘sovrapposizione’ è prevista una protezione «mediante tubi camicia» o materassi di protezione in cemento «da adagiare sul fondale».   

Tra le alternative a questo progetto c’è la creazione di un attracco al poto di Ortona ma a questo punto servirebbere un collegamento via terra con il precedente punto di scarico alla banchina petroli di Pescara.

«Ricordo», commenta l’ex consigliere comunale di Rifondazione Comunista, «che anni fa denunciai l’irresponsabile superficialità con cui si è consentito  l’ingresso nel porto di Pescara di navi cariche di benzina che rifornivano e riforniscono i depositi di carburante che prima si trovavano nelle aree di via Andrea Doria e dal 1998 sono ubicati nella zona industriale».

Le navi cariche di benzina entrano, stazionano e scaricano nel porto nel pieno centro della città, a pochi metri da Comune, Provincia, strade e abitazioni.

«Una cosa pericolosissima e contraria a tutte le indicazioni dei protocolli tra ministeri della marina mercantile a livello internazionale sottoscritti anche dall’Italia», sottolinea Acerbo. «Un eventuale incidente nel porto canale con esplosione avrebbe conseguenze disastrose, basta guardare qualche foto di incidenti verificatisi negli ultimi anni per rendersene conto. Se l’incidente si verifica su una banchina isolata di un porto industriale è una cosa, altra se le fiamme divampano nel cuore di una città. Dobbiamo essere contenti che non sia mai successo niente, ma la prevenzione e la sicurezza sono cose diverse dalla fortuna. Di questa cosa la città sembra non rendersene conto eppure si fanno persino esercitazioni».

«Purtroppo», continua Acerbo, «la capitaneria di porto di Pescara ha sempre autorizzato questa operazione con la connivenza attiva e passiva degli enti locali e della politica comunale e regionale (quando un nuovo comandante appena arrivato a Pescara decise di revocare l’autorizzazione parlamentari abruzzesi corsero a Roma al Ministero e ottennero che l’attività riprendessero). Dopo i miei articoli Sabatino Di Properzio annunciò che l’impresa avrebbe predisposto un progetto per effettuare le operazioni di scarico all’esterno del porto. I problemi di insabbiamento del porto di Pescara hanno consigliato all’impresa un ulteriore impegno in tal senso e nel 2012 il progetto è stato presentato».

 Ora c’è l’ok del Ministero.