MOBILE E IMMOBILE

Nuovi uffici per la Regione Abruzzo: la procura indaga anche sull’acquisto de “La City”

Il titolare del fascicolo è il pm Anna Rita Mantini

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2560

Nuovi uffici per la Regione Abruzzo: la procura indaga anche sull’acquisto de “La City”

La mappa

PESCARA. Una visita inaspettata questa mattina all’interno degli uffici del Comune di Pescara. A salire le scale e a richiedere i documenti gli uomini della Squadra Mobile. Sono iniziate così le grandi inchieste degli anni scorsi e per ora è difficile capire la portata degli interessi dei poliziotti.

 Sta di fatto che sono stati portati via faldoni inerenti la realizzazione del complesso immobiliare in costruzione de La City che la Regione Abruzzo ha appena formalizzato di voler acquistare per metterci dentro gli uffici. Il titolare del fascicolo e' il pm del Tribunale di Pescara, Anna Rita Mantini, e non ci sono al momento indagati. L'obiettivo, almeno per ora, è solo un esame preliminare per valutare le carte. Il procedimento nasce da un esposto del consigliere regionale del M5S Stelle, Domenico Pettinari che proprio stamane, insieme ad altri esponenti del M5S, ha evidenziato alcune criticità dell’opera.

Tra le quali quella contenuta nel Piano di rischio aeroportuale, proposto da Enac e approvato dal Comune di Pescara nel 2012 che in qualche modo porrebbe dei limiti invalicabili circa la destinazione d’uso degli edifici de La City.

Secondo il documento «occorre prevedere la realizzazione della nuova sede della Regione in un ambito esterno a quello di tutela». Il complesso La City, infatti, come è stato spiegato in conferenza stampa ricade nella zona 'C' del Piano di rischio. Si tratta di una fascia di rispetto per il rischio di incidenti che è inferiore a quelli di fascia A e B ma pur sempre comprende delle forti limitazioni. Tra queste c’è quella che impedisce di inserire uffici pubblici e comunque ad alta densità di popolazione proprio come sarebbero gli uffici pubblici della Regione.

La procedura amministrativa è però estremamente complessa e non si è ancora conclusa ma si può da subito registrare una prima “stranezza”: negli ultimi 10 anni i vari governi di tutti i colori hanno detto la loro sulla nuova sede della Regione Abruzzo e tutti hanno scelto aree nei pressi dell’aeroporto sempre in zone di rischio. All’inizio furono i ‘Grattaerei’, torri troppo alte messe proprio sul sentiero di atterraggio, ma gli unici a non accorgersene furono i progettisti ed il Comune. Poi di recente con la giunta Chiodi è arrivata La City che è ancora più vicina all’aeroporto.

L’OBIETTIVO DELL’ACCORPAMENTO DEGLI UFFICI

Si parte sempre da una esigenza reale e concreta (anche sacrosanta questa volta) : quella di accorpare le decine di uffici della Regione sparsi per la città.  L’Ente ha bisogno di una superficie non inferiore ai 13.000 metri quadrati e non superiore ai 20 mila. Il governo Chiodi ha prima messo gli occhi sull’edificio B, cinque piani per 19.000 m quadri di superficie lorda complessiva commerciale. Il vero ‘business center’ di tutto il progetto che sarebbe «rispondente al quadro delle esigenze funzionali degli uffici».

La City ha sparato dapprima prezzi giudicati molto elevati poi le trattative sono andate avanti e l’asticella è scesa un po’ ma per alcuni il prezzo sarebbe comunque molto alto. Chi ha costruito La City?

La Spa è costituita da un gruppo di imprenditori molto noti in città: Marco Sciarra 34% delle azioni; Giuseppe Girolimetti il 20%, il patron del Pescara Calcio, Daniele Sebastiani, il 12%, Mauro Angelucci, proprietario della Oma di Castiglione a Casauria il 10%, Acciavatti 10% e gli imprenditori Parnazzini e Paglione 7% ciascuno.

UN PERCORSO CHE ARRIVA DA LONTANO

Questo percorso che porta alla City  è cominciato con la delibera numero 516 con la quale il 28 giugno 2010 la giunta Chiodi ha dato mandato alla Direzione Risorse Umane di avviare un’indagine sul territorio di Pescara per verificare la disponibilità di immobili utili a ospitare gli uffici della Regione, con una superficie compresa tra i 7mila e i 20mila metri quadrati, locali da prendere in locazione con opzione di acquisto successivo.

Il 24 gennaio 2011 la Regione Abruzzo ha preso atto dell’istruttoria, e con una terza delibera del 4 luglio 2011 ha dato di nuovo mandato agli uffici di condurre approfondimenti sulle candidature pervenute, confermando l’obiettivo di voler dare soluzione alle esigenze relative all’ubicazione degli uffici regionali, conducendo una valutazione delle offerte.

È subito emersa la bontà e l’opportunità della proposta giunta dalle Iniziative Immobiliari Abruzzesi e proprio in funzione di quella proposta l’11 febbraio 2014 è stato costituito un gruppo di lavoro ed è scattata la sinergia tra la giunta Chiodi e la giunta comunale guidata dal sindaco Luigi Albore Mascia, per garantire la fattibilità del progetto, peraltro sfidando gli strali dell’allora capogruppo comunale del Pd Moreno Di Pietrantonio, categoricamente contrario all’opzione della City quale nuova sede della Regione Abruzzo.

Poi è arrivata la giunta D’Alfonso e nei giorni scorsi è stata firmata una delibera che fa solo intuire le buone intenzioni della Regione ma di concreto c’è per il momento poco: la giunta, infatti, rinvia ad atti successivi la definizione del Piano finanziario ‘per la valutazione dell’eventuale esercizio dell’opzione di acquisto’, senza assumere alcun impegno di spesa.

PP7 COLPITO E AFFONDATO

Rimane sfumato sullo sfondo il Pp7, il piano particolareggiato approvato dal Comune nel 2013 (giunta Mascia) che ancora nel 2013 prevedeva di costruire i “Grattaerei” così come illustrati ai tempi di Del Turco.   La procedura della Regione della ricerca di mercato per immobili da acquistare era però partita già nel 2010. Insomma amministrazioni pubbliche a più teste ed ognuna andava per la sua strada.

Tra le altre curiosità che spiccano c’è quella che di recente l’acquisto di immobili non porta gran fortuna a chi deve occuparsene; è capitato così per l’acquisto dell’immobile della Asl di Pescara costato 2,8 mln di euro passato di mano dall’imprenditore Ermanio Cetrullo che lo aveva pagato appena 900mila euro due anni prima.

Come già evidenziato da PrimaDaNoi.it mesi fa, il caso ha voluto che alla ricerca di mercato del 2010 della Regione partecipasse proprio Cetrullo proponendo proprio l’immobile poi acquistato nel 2015 dalla Asl. Piccolo particolare è che nel 2010 Cetrullo non era proprietario di quell’immobile.

Ed ora la polizia indaga sull’immobile della Asl e su quello che vuole comprare la Regione, ad occuparsene è pure lo steso pm: Anna Rita Mantini che si è mossa dietro gli esposti di Pettinari in entrambi i casi.

Chissà che alla fine le due inchieste non finiranno per incrociarsi e forse fondersi.

 a.b.