LA CONTESTAZIONE

Parco Costa Teatino: ambientalisti contestano i sindaci: «rispettino lavoro fatto»

«Tentativo di bloccare nuovamente i lavori»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

119

Parco Costa Teatino: ambientalisti contestano i sindaci: «rispettino lavoro fatto»

ABRUZZO. «E' sconcertante l'atteggiamento di quei sindaci della costa teatina che stanno ritardano il decreto con motivazioni inesistenti dimostrando nei fatti una sostanziale miopia politica nei confronti delle opportunità offerte al territorio dall'attivazione di un Parco Nazionale».

Così le associazioni WWF, Legambiente, Arci, FAI, Italia Nostra, Pro Natura e Marevivo, a proposito della perimetrazione del Parco della Costa Teatina.

Nei giorni scorsi i sindaci hanno scritto al presidente del Consiglio e della Repubblica per contestare il lavoro fatto dal commissario per la riperimetrazione sostenendo che siano state usate vecchie cartografie non aggiornate. Da qui i relativi problemi per un progetto non aggiornato.

Ma gli ambientalisti non sono convinti: «l'ultima trovata di questi primi cittadini - hanno detto in conferenza stampa i rappresentanti delle associazioni ambientaliste - e' quella di contestare il commissario per la perimetrazione per l'uso di carte topografiche 'datate' e non abbastanza dettagliate. Non sta certo a noi difendere l'operato dell'architetto Pino Di Dominicis: gli abbiamo piu' volte dato atto di avere agito con rapidita' ed efficienza ma continuiamo a rimproverargli di aver ceduto a immotivate paure disegnando un'area protetta davvero ridotta al minimo indispensabile».

Un errore che, gli ambientalisti sono convinti, si correggera' nel tempo, «quando i vantaggi connessi alla presenza all'interno del Parco soprattutto dei territori agricoli saranno resi evidenti dai fatti».

«Non sta a noi difendere De Dominicis - hanno ribadito - ma va chiarito ai cittadini che le carte 'datate' sono quelle ufficiali, 1/25.000, della Regione Abruzzo e della Provincia di Chieti. E' vero che possono esserci delle costruzioni non rappresentate, ma questo dipende solo dal fatto che la cementificazione (della quale le amministrazioni comunali sono le prime responsabili) e' assai piu' veloce rispetto all'aggiornamento delle cartografie! E' inoltre evidente, per chiunque non sia in malafede, che un segno di matita su una carta 1/25.000 corrisponde a una fascia ampia che va a volte interpretata sul posto come e' accaduto per alcune incongruenze sul porto di Vasto, subito corrette dal commissario su segnalazione della Capitaneria di porto. Si poteva agire allo stesso modo per altre eventuali punti critici, senza bisogno di tentare vanamente di togliere valore al lavoro svolto».

Gli ambientalisti, dopo aver sottolineato che «appare evidente a chiunque voglia guardare alla situazione delle nostre coste senza paraocchi e senza legami a quel passato condizionato da resort, porti a go-go e colate di cemento a ogni costo, che il Parco sia una occasione per il territorio», hanno lanciato un appello alla Presidenza del Consiglio dei Ministri chiedendo «di rispettare la procedura trasmettendo la perimetrazione predisposta in regime commissariale al Presidente della Repubblica per la firma del relativo decreto. E a questi comuni che continuano ottusamente a guardare al passato invece che al futuro, diciamo: fate almeno in modo, sforzatevi di non nuocere ulteriormente agli interessi dei cittadini che incautamente vi hanno eletti e al benessere di questo territorio che meriterebbe una governace di piu' alto profilo».