(D)ISTRUZIONE

Scuola. Per i sindacati il blocco degli scrutini è un successo in Abruzzo

Flc-Cgil, adesioni al 70-80%, grande motivazione insegnanti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

120

Scuola. Per i sindacati il blocco degli scrutini è un successo in Abruzzo

PESCARA. Nonostante non vi siano ancora dati ufficiali, le stime dei sindacati abruzzesi, a livello regionale, parlano di adesioni al 70-80% per lo sciopero degli scrutini, organizzato contro il ddl sulla Buona Scuola.

Nelle quattro province gli scrutini, ancora in corso, sono slittati anche di giorni, sia negli istituti comprensivi che alle superiori. Intanto, quella che sta per arrivare si preannuncia un'estate di fuoco, con gli insegnanti che si stanno organizzando per altre proteste.

I disagi attesi dal blocco degli scrutini potrebbero essere notevoli (i Cobas auspicano il 90% degli scrutini rinviati), dal momento che è sufficiente che uno solo dei docenti del Consiglio di Classe dichiari di aderire allo sciopero per costringere il dirigente a rimandare lo scrutinio alla prima data utile dopo la conclusione dei due giorni di sciopero.

Non ci saranno, comunque, ripercussioni sugli scrutini che dovranno deliberare le ammissioni agli Esami di Stato dal momento che, come precisa il Miur, le operazioni di scrutinio per le ultime classi dei diversi cicli di studio, sono da considerare tra i servizi essenziali da garantire ai sensi della legge 146 del 2000.

«Siamo oltre ogni previsione e aspettativa nonostante le perplessità iniziali - dice il segretario regionale della Flc-Cgil, Cinzia Angrilli - Cgil, Cisl e Uil il blocco degli scrutini non lo proclamavano da 20 anni. L'organizzazione di questo sciopero è stata molto articolata e molto più difficile di uno sciopero ordinario. È stato possibile organizzare la protesta grazie alla grandissima adesione allo sciopero del 5 maggio e alla motivazione e alla passione degli insegnanti che stanno contestando».

«Le nostre stime, che parlano di un'adesione pari al 70-80% - aggiunge - sono un evidentissimo segnale del fatto che le obiezioni contro il ddl sono fortissime e, soprattutto, interne alla scuola. Gli stessi attori della scuola sono convinti che il ddl sia contro la scuola pubblica e deve essere fermato». 

In base a quanto risulta al sindacato, i dirigenti scolastici - spiega l'Anief - hanno deciso di posticipare gli scrutini al sabato (evitando di riconvocarli illegittimamente di domenica e quindi non esponendosi a denunce). In diversi casi, lo slittamento è stato portato ai primi due giorni della prossima settimana, considerando che mercoledì 17 giugno prenderanno il via gli esami di maturità.

«Stiamo assistendo all'ennesima risposta importante del personale della scuola contro questa riforma che piace solo a chi l'ha ideata: dal Governo - dichiara Marcello Pacifico, presidente Anief - ci aspettiamo oggi più che mai un passo indietro. E l'approvazione di un decreto legge che dia finalmente il via libera all'assunzione su tutti i posti vacanti, come l'Europa ha indicato di fare da oltre tre lustri con la direttiva 70 del 1999».

«Su questo punto, sempre in attesa dell'udienza della Corte Costituzionale, che il prossimo 23 giugno deciderà sulla legittimità delle norme italiane sul precariato scolastico, la riforma della scuola Renzi-Giannini si conferma lontana dalle indicazioni di Bruxelles», afferma l'Anief.