RISTRUTTURAZIONI

Abruzzo Engineering. Assemblea generale dei dipendenti: «chi non c’è sarà licenziato»

Appuntamento lunedì prossimo per conoscere il proprio futuro

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Abruzzo Engineering

ABRUZZO. Ancora una volta c’è fermento e malumore tra i 180 dipendenti di Abruzzo Engineering, la società partecipata ancora da Selex Sema (Finmeccanica ) e la Regione Abruzzo a che si avvia ad una profonda ristrutturazione. Bisogna ridurre i costi è stato l’aut aut della Regione Abruzzo per cui i commissari liquidatori ed il presidente Carli si sono adeguati inviando una lettera che annuncia i «licenziamenti finalizzati al rilancio». Nei giorni scorsi c’è stato già un incontro tra sindacati e azienda durante il quale sarebbero state stabilite le condizioni nel dettaglio da attuare per mantenere fede all’accordo con la Regione.

Tra le misure sul tavolo –come già annunciato da PrimaDaNoi.it- alcuni provvedimenti che di fatto faranno stringere la cinghia ai dipendenti per la maggior parte dei quali da anni vige la cassa integrazione con la conseguente riduzione dello stipendio. Inoltre la società avrebbe puntato i superminimi (indennità aggiuntive e premiali), vorrebbe agevolare i pensionamenti volontari passando dalle 38 alle 36 ore settimanali.  Una volta avviata la procedura di ristrutturazione con i licenziamenti la Regione farebbe poi la propria parte con l’acquisto del pacchetto azionario da Selex (circa 3,5 mln di euro): a questo punto la “new” Abruzzo Engineering sarebbe una società completamente pubblica e diversa dalla precedente in grado di accogliere le commesse direttamente dalla “proprietà”.

E per illustrare l’accordo che i sindacati hanno già chiuso con il presidente Carli è stata convocata una assemblea generale dei dipendenti per lunedì prossimo alle 14 nella sala del consiglio comunale di L’Aquila di Villa Gioia. Sono stati invitati tutti i dipendenti che dovrebbero ricevere telegrammi per le convocazioni mentre informalmente sono partite telefonate a tappeto che stanno convocando tutti dipendenti, compresi quelli in cassa integrazione, avvertendoli che in caso di assenza «potrebbe scattare il licenziamento per giusta causa».

Un avvertimento che ha subito creato un clima di incertezza, paura e soggezione di molti dipendenti che già non vedono un futuro roseo davanti a sé e che sono costretti nel limbo da oltre 5 anni da una politica inconcludente. E lunedì gli stessi dipendenti scopriranno i provvedimenti che per loro hanno concordato sindacati e presidenza per tirare ulteriormente la cinghia e risparmiare su costi per un valore approssimativo di circa 1 mln di euro. In molti già parlano di aspettativa non retribuita e di stop forzati che creeranno molti problemi alle famiglie monoreddito anche perché è vero che si starebbe trattando con l’Inps per le misure tampone e limitate a pochi mesi ma tale minimo aiuto potrebbe anche non essere attuabile.

A preoccupare di più i dipendenti sono le «conciliazioni individuali» di cui non si conoscono ancora tutti i particolari degli accordi ma in molti temono di essere messi davanti ad una “scelta” con una unica possibile opzione: firmare.