NORMALE ANORMALITA’

Gallerie Francavilla, acqua e fessurazioni, Russo (Anas): «tutto normale»

Ma Liani, direttore centrale della società ammette: «non è normale»

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acqua in galleria

ABRUZZO.  Non è una situazione normale. Sì, è una situazione assolutamente normale. L’acqua nelle gallerie di Francavilla al Mare come fonte di pozzanghere ma anche di visioni contrapposte in casa Anas. Così lo stesso problema (le infiltrazioni) vengono percepite in maniera diversa: per qualcuno rappresentano una anomalia, per qualcun altro è semplicemente «ordinaria amministrazione», anzi «straordinaria manutenzione».

Secondo Stefano Liani, direttore centrale nuove costruzioni Anas, il fenomeno non rappresenta  assolutamente una situazione normale. Per Lelio Russo, invece, capo dipartimento Anas Abruzzo, non c’è poi nulla di così anomalo. «Non è la prima galleria dalla quale vedo che esce dell’acqua», «è tutto normale, altrimenti non faremmo interventi di manutenzione straordinaria», dice il responsabile regionale secondo cui il problema è dovuto ad un aumento delle piogge degli ultimi anni.  

Le due diverse opinioni le ha raccolte il giornalista del Tg3 Abruzzo, Ezio Cerasi, che ha realizzato una lunga inchiesta a puntate sull’allagamento delle gallerie di Francavilla.

IPSE DIXIT:

«Non è la prima galleria dalla quale vedo che esce dell’acqua», «è tutto normale, altrimenti non faremmo interventi di manutenzione straordinaria»,

LELIO RUSSO (ANAS)

Nei prossimi giorni inizieranno ancora una volta nuovi lavori di «manutenzione straordinaria» per 4 milioni di euro nella galleria San Silvestro con l’obiettivo di ridurre la cascata d’acqua che ogni giorni cola lungo le parete del tunnel. Lo stesso intervento era stato effettuato l’anno scorso nella gallerie Le Piane e da allora la situazione sembra migliorata: di acqua in carreggiata, infatti, non ne arriva più. Ma si tratta di un “effetto scenico” perché l’acqua viene fatta defluire fuori dalla carreggiata.

Nella galleria San Silvestro, così come ripreso dalle telecamere del Tg3, ancora oggi la situazione appare veramente difficile. Le passerelle pedonali sono diventate veri e propri canali di scolo, l’acqua esce a fiotti lungo le pareti arrivando poi anche sulla carreggiata dove transitano, 24 ore su 25, migliaia di autoveicoli. «Non è una situazione normale», ha confermato dunque Liani che ha spiegato: «adesso ripristiniamo la sicurezza poi risolveremo definitivamente l’intervento». Insomma per il momento Anas esclude interventi radicali perché, sostiene, costerebbero di più e necessiterebbero di tempi più lunghi.

Non è della stessa opinione, però, un esperto di impermeabilizzazione di gallerie interpellato dal Tg3 secondo cui sarebbero sufficienti resine e  cementi osmotici per «creare una barriera impermeabile e rivestire completamente la galleria. L’acqua in questo modo non arriverebbe più.  Invece si sceglie di fare rappezzi su rappezzi, non c’è la volontà o forse la capacità di eseguire un intervento fino alla fine e sistemare la questione».

IPSE DIXIT:

«Col passare del tempo, l’acqua passando passando… si crea un cammino sempre maggiore. Le variazioni di pressione fanno danni anche in meno tempo di 15 anni ed è tutto assolutamente normale».

LELIO RUSSO (ANAS)

Russo ha parlato anche di «discontinuità in corrispondenza di giunti o di saldature» e proprio lì l’acqua riuscirebbe a passare. Poi «col passare del tempo, l’acqua passando passando… si crea un cammino sempre maggiore. Le variazioni di pressione fanno danni anche in meno tempo di 15 anni ed è tutto assolutamente normale».

Ma non la pensa così un altro tecnico sentito da Cerasi, Massimo Chiarelli, ingegnere esperto di costruzioni di gallerie: «la fessurazione compromette la staticità della galleria. Non è economicamente sostenibile che un’opera importante come questa abbia bisogno di interventi dopo soli 15 anni dalla costruzione. Queste opere sono progettate per una vita utile che non è mai inferiore ai 50-60 anni».  

Ora mentre goccia dopo goccia sta venendo già anche un po’ di verità in più, si spera si faccia in fretta a prendere decisioni definitive e risolutive per davvero. Prima che sia troppo tardi.

DA PRIMADANOI.IT 27/11/2010

Ogni buon ingegnere sa che la galleria ben costruita è quella che è asciutta e che è riuscita a convogliare le acque di falde acquifere in opere di drenaggio complicate ma vitali che permettono il deflusso lontano dalle opere di sostegno. Le gallerie che si allagano sono quelle che in maniera incontrovertibile sono soggette ad imprevisti pericolosi come gli allagamenti persistenti. Pericolo per gli automobilisti nell’immediato ma nel medio termine anche per le strutture. Il pericolo dell’acqua, infatti, è quello di inzuppare ed indebolire il cemento armato che sostiene le volte e non è difficile ipotizzare tra 4-6 anni la necessità “imprevista” di opere urgenti e manutenzione straordinaria.