RECINTI E RISERVE

Perimetrazione Parco Costa Teatina, Ortona si ribella: «usate cartine degli anni 70»

L’assessore chiede di modificare il documento

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

273

ORTONA

ORTONA. L’assessore all’Ambiente, Luca Menna, ha dato il via ad una richiesta formale inviata alla presidenza della Repubblica, alla presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero all’Ambiente, alla presidenza della Regione, alla presidenza della Provincia e al Commissario del Parco per segnalare alcune anomalie nella perimetrazione del Parco che coinvolgono il territorio di Ortona.

In particolare dalla cartografia che il Commissario della Parco ha depositato si evince che alcune aree del territorio comunale come una parte della Zona Peep di Fontegrande, una porzione della Madonna degli Angeli, c.da Lazzaretto e una parte di Cristo Re e Villa Ruscitti sono state classificate come zone 1 a tutela massima. Aree cioè in cui non si può più edificare e dove non si può neanche modificare la destinazione d’uso. 

«Guardando bene la cartografia si evidenzia come vi sia un errore di fondo -sottolinea l’assessore Luca Menna- poiché la Provincia di Chieti che ha supportato tecnicamente il Commissario ha utilizzato una cartografia dell’Istituto Geografico Militare risalente ai primi anni settanta, in cui ovviamente lo stato di antropizzazione del territorio era totalmente diverso rispetto ad oggi. Fatto sta che la perimetrazione oggi andrebbe a incidere su aree densamente abitate ed edificate creando notevoli problemi, basti pensare che perfino un’ala dell’Ospedale risulta nella zona 1».

Che fossero state usate cartine non aggiornate era già emerso nei giorni scorsi quando alcuni sindaci avevano scritto al commissario chiedendo una rettifica.

Dalla valutazione degli elaborati grafici i sindaci si sono trovati d'accordo sul giudizio negativo sulla proposta di perimetrazione. Il Parco è più piccolo rispetto alle previsioni (10.400 ettari di superficie anziché gli iniziali 24.000) e secondo il lavoro realizzato dal commissario avrà uno sviluppo continuo e interesserà complessivamente dieci comuni, da Ortona (Val di Foro) a San Salvo, passando per San Vito, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Pollutri e Villa Alfonsina. Non ci sono, dunque, Francavilla e Lanciano.

Il piano di De Dominicis sarà valutato dal ministero dell’Ambiente. Ma come detto il lavoro fatto non soddisfa. In una nota ufficiale inviata dal sindaco di Torino di Sangro, Silvana Priori, si legge: «in particolare è stato evidenziato l'utilizzo di vecchie cartografie non aggiornato all'attuale livello di antropizzazione del territorio». Inoltre il perimetro del parco è stato tracciato «senza tenere in considerazione le evidenze scientifiche relative ad aree di pregio naturalistico meritevoli di tutela speciale».