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Canone concessorio, il Comune: «gli assegnatari dei Map paghino per le spese comuni»

Liris invita i cittadini alla mobilitazione

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 Canone concessorio, il Comune: «gli assegnatari dei Map paghino per le spese comuni»

L’AQUILA. Dalla settimana scorsa gli assegnatari degli alloggi del Progetto Case e dei Map stanno ricevendo i bollettini per il pagamento del canone concessorio.

Così come stabilito dalla Delibera del Consiglio comunale  29/2015, in attuazione delle disposizione della legge 164/2014, tutti gli assegnatari di alloggi sono tenuti al pagamento del canone stabilito dai comuni e a sostenere le  spese per la manutenzione ordinaria degli stessi e delle parti comuni. Nelle ultime ore il consigliere comunale di Forza Italia Guido Quintino Liris ha chiamato alla mobilitazione i residenti di Map e Case, invitandoli a protestare contro inefficienze, iniquità e disservizi della gestione e manutenzione ordinaria degli alloggi antisismici. Una polemica che si ripete ciclicamente da anni con cittadini costretti a pagare per servizi che non sempre vengono ritenuti adeguati. «I cittadini aquilani sono vittime della "sinistra" gestione del Comune», denuncia Liris: «bollette salatissime e ingiustificate colpiscono in questi giorni gli inquilini di Map e Case. Si richiedono cifre altissime per giustificare una manutenzione molto spesso non effettuata».

Taglio erba, pulizie condominiali, ascensori, acqua comune, luce comune, caldaie le varie voci: «il Comune può affermare senza paura di essere smentito di fornire questi servizi? Spesso accade il contrario: i cittadini provvedono autonomamente a prendersi carico di criticità conseguenti alla completa assenza dell'amministrazione comunale», spiega Liris.

«PAGATE SENZA INDUGIO»

Il canone concessorio è costituito dal canone di locazione, variabile da zona a zona, ma uguale per tutti gli assegnatari del progetto Case e Map, che deve essere corrisposto da tutti gli assegnatari che alla data del sisma occupavano l’abitazione danneggiata a titolo personale di godimento, escludendo quindi oltre ai proprietari anche i comodatari che derivano il proprio diritto da parenti o affini entro il primo grado e i titolari di altri  diritti reali.
C’è poi il canone di compartecipazione alle spese di gestione e manutenzione ordinaria delle parti comuni (assimilabili alle spese condominiali)  che dovrà essere corrisposto da tutti gli assegnatari (anche da quelli  proprietari di case inagibili e dagli assegnatari dei MAP), come contribuzione delle spese che il Comune deve sostenere per tutta la  gestione immobiliare, contabile ed amministrativa dell’intero  
compendio, considerato che lo Stato non ha più trasferito fondi per tali attività già dal 2014.

«Nella lettera di trasmissione dei bollettini», chiarisce la dirigente comunale Enrica De Paulis, «è stato  fatto un elenco indicativo, ma non esaustivo, delle spese per le parti comuni che il Comune deve sostenere per il Progetto Case e non ha indicato in maniera dettagliata anche tutte le spese di gestione dei  
MAP in relazione alle attività di assegnazione degli immobili, dei  cambi di alloggi, delle consegne e riconsegne degli alloggi, di  riscossione degli affitti, di gestione delle opere di urbanizzazione, dell’aggiornamento dei data base, delle utenze per l’illuminazione e per l’irrigazione delle aree verdi, etc. etc».
La dirigente spiega che questo canone di compartecipazione alle spese comuni per gli assegnatari dei Map poteva essere richiesto anche sotto forma di aumento del  canone di locazione, in ragione della maggiore qualità abitativa che offre il Map in termini di indipendenza e autonomia, rispetto ad un  alloggio in una piastra del Progetto Case.

«In tal caso però», chiarisce la dirigente, «i proprietari di abitazioni danneggiate, non pagando   un affitto, non avrebbero corrisposto nulla, contravvenendo ai dettami  della legge 164/2014 che stabilisce, in maniera democratica che   tutti gli assegnatari devono partecipare alle spese comuni. Pertanto invitiamo anche gli assegnatari dei MAP a pagare senza  indugio i costi per le spese comuni, come contributo diretto alla mole  di spese che il comune deve sostenere per la gestione dei 5700 alloggi  totali, spese che sono e saranno coperte in parte anche con il  contributo indiretto di tutti i cittadini aquilani».